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TSITSI…BOOM! ROVESCIO A UNA MANO, PROFILO DA JESUS CHRIST SUPERSTAR (COPYRIGHT FABIO FOGNINI): ECCO PERCHE' L’APOLLO GRECO TSITSIPAS DOPO AVER VINTO LE ATP FINALS PUO' DIVENTARE IL PROSSIMO NUMERO 1 DEL TENNIS – NEL 2018 MOLTI AVEVANO PRONOSTICATO UN FUTURO DA RE A ZVEREV MA IL TEDESCO NON E' STATO ALL'ALTEZZA DELLE AMBIZIONI - LA SOLIDITÀ DEL TENNIS DELL'ELLENICO...

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

TSITSIPAS

Forse abbiamo trovato il numero uno del futuro. È un eroe greco di ventun anni, capelli biondi e un filo di barba che incornicia il profilo da Jesus Christ superstar (copyright Fabio Fognini). Si chiama Stefanos Tsitsipas, è figlio di Apostolos, il padre manager, e di Julia Salnikova, ex tennista russa. Domenica a Londra, al culmine di una settimana di grande tennis e di un match lottato punto su punto con Dominic Thiem, ha conquistato la coppa di «Maestro dei maestri», è questo il titolo che si assegna alle Atp Finals, storicamente chiamate Masters, tra gli otto migliori giocatori della stagione.

 

L' attimo degli astri, però, quello che aveva distillato i segni degli dei era scoccato la sera prima, quando, con un ace, Stefanos si era aggiudicato gioco, partita, incontro, battendo l' idolo dell' adolescenza, il modello inarrivabile, il dio del suo olimpo di giovane ateniese, quel Roger Federer di 17 anni più esperto di lui.

 

TSITSIPAS

Non era solo un risultato contro pronostico, una discreta sorpresa basandosi su ciò che si era visto nei giorni precedenti, il tennis angelicato con il quale Roger aveva surclassato un buon Novak Djokovic, e la lotta di quasi tre ore che aveva costretto proprio Tsitsipas a inchinarsi al solito, indomito, Rafa Nadal.

 

Non era solo un risultato inatteso, forse anche un passaggio di testimone, tanto il tennis di Roger che quello di Stefanos sono accostabili per completezza, fantasia, estetica: più calligrafico quello dell' eroe svizzero, più impetuoso, anche per ragioni anagrafiche, quello del discepolo ellenico. Dopo quell' ace definitivo, Stefanos aveva lasciato cadere braccia e racchetta, abbandonandosi al sorriso radioso della felicità.

 

A volte, nello sport sono i piccoli indizi a suggerire che qualcosa sta accadendo. Sfumature appena accennate nella tavolozza dei fatti e delle colorazioni primarie. E servono poi tante altre pennellate a farle diventare poco alla volta dominanti. Protagoniste del cambio di passo, avvento di una nuova stagione. Rivisitato a posteriori, il Masters di Londra 2019 (dal 2021 al 2025 si disputerà a Torino) potrebbe essere l' evento che ha inaugurato la svolta, gettando le basi del cambiamento. Da un po' ci si chiede chi succederà ai Big Three, chi verrà dopo la meravigliosa epoca regalata da Federer, Nadal e Djokovic con i loro talenti cristallini, le loro tempre così diverse e complementari nel rivaleggiare e superarsi di continuo, lassù al vertice dello sport individuale più complesso, affascinante e poliedrico che esista. Forse abbiamo trovato la risposta in questo ragazzo di un metro e 93 per 85 chili che già agli Australian Open di gennaio aveva eliminato re Roger.

TSITSIPAS

 

Corsi e ricorsi, qualcuno potrà obiettare. Già nel 2018 Zverev aveva sconfitto Federer in semifinale e Djokovic in finale. E già allora molti avevano pronosticato un futuro da numero uno al giocatore tedesco, figlio di genitori russi. Ma le previsioni sono fatte per essere contraddette, appunto.

 

E, pur mantenendosi a livelli eccellenti, il 2019 di Zverev non ne ha confermato le ambizioni, palesandone alcuni limiti tecnici e di temperamento.

Per contro, di Tsitsipas impressionano le doti di personalità e la solidità del tennis in tutte le zone del campo: di dritto e di rovescio, in attacco e in difesa, di potenza e di ricamo, nei colpi di rimbalzo e in quelli al volo, nei campi veloci e in quelli in terra rossa.

 

Il greco non teme di sfidare Nadal sulla diagonale di sinistra, il suo rovescio contro il dritto arrotato di Rafa, o Federer sulla traiettoria da destra, dritto contro il dritto dello svizzero.

tsitsipas federer

 

E, caratteristica dei fuoriclasse, sa giocare da protagonista i punti importanti dei match, con una maturità di molto superiore ai suoi 21 anni. Alle finali londinesi, Nadal e Djokovic si sono fermati nei gironi di round robin, i due minitornei tra 4 giocatori che servono a laureare i 4 che disputano le semifinali. Solo Federer vi è approdato, poi eliminato dal greco. Gli altri due semifinalisti erano Alexander Zverev, 22 anni, e Dominic Thiem, 26: 3 rovesci a una mano su 4, per la gioia degli esteti. Quel che più conta è che il ricambio generazionale appare avviato.

 

E sembra ben avviata l' ascesa del più giovane di tutti, il greco protagonista di un gioco coraggioso e «completo» (l' aggettivo più ribadito da Paolo Bertolucci in sede di commento), senza schemi fissi, perché privo di punti di debolezza.

 

Nelle previsioni sportive il «forse» è d' obbligo e vedremo nei prossimi mesi.

 

tsitsipas federer 101

Di sicuro, soprattutto negli slam che si disputano 3 set su 5, i Big Three renderanno vita dura alla next gen che scalpita. E nella quale, per altro, non vanno dimenticate le ambizioni della nuova piccola leva italiana. Dopo Adriano Panatta, nel 1975, e Corrado Barazzutti, nel 1978, usciti senza vincere un match, Matteo Berrettini, appena iscritto al club dei top ten, è stato il primo italiano a iscriversi alle finali dei migliori otto e il primo in assoluto a vincere una partita (contro Thiem). In questo 2019 è stato protagonista di una crescita straordinaria e le doti sia tecniche che mentali fanno molto ben sperare. Berrettini è un giocatore moderno, diverso da tutti quelli che abbiamo avuto finora, potente nel servizio e nel dritto da fondo campo, ma anche in possesso di buon tocco.

 

Ancor più vertiginosa sembra la crescita dell' altoatesino Jannik Sinner appena diciottenne e fresco vincitore delle finali milanesi della Next Gen (e del challenger di Ortisei) che hanno preceduto quelle dell' intero circuito. Se a Berrettini «bisogna dare tempo», come ha suggerito Panatta pronosticandone un futuro ai piani alti, ancor più bisogna avere pazienza con Sinner, promettentissimo puledro purosangue, affidato alle mani esperte di coach Riccardo Piatti. Nell' attesa, freghiamoci le palme delle mani.

tsitsipas 100

 

La splendida epoca dei Big Three resterà sicuramente irripetibile. Ma chissà, se le promesse dei nostri atleti troveranno conferme, anche per gli italiani il futuro potrebbe riservare ruoli da protagonista.

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