pallone sgonfio

SERIE A, CONTI NEL PALLONE: PERSO OLTRE 1 MILIARDO IN 5 ANNI - L’ANALISI SUI PRIMI 7 CLUB D’ITALIA PER RICAVI RIVELA CHE I PATRON DELLE GRANDI INVESTONO DI CONTINUO IN UN SISTEMA CHE NON GENERA PROFITTI E SEGNA UN ROSSO PESANTE - SI RIDUCE L’INDEBITAMENTO VERSO LE BANCHE

PALLONE SGONFIOPALLONE SGONFIO

Alessandro Fischetti per La Verità

 

Quale imprenditore sarebbe disposto ad investire 200 milioni di euro all' anno per cinque anni e perderne altrettanti senza fare un plissé (senza battere ciglio)? O in quale altro settore dell' economia reale sarebbe possibile ottenere costantemente risorse finanziarie aggiuntive da parte del sistema bancario pur non avendo mai generato utili da oltre 20 anni?

 

Nel calcio tutto ciò è possibile e lo dimostrano i numeri che Leanus, pmi innovativa specializzata nell' elaborazione dei dati contabili, ha analizzato per La Verità.

L' analisi, ha riguardato tutti i bilanci delle società di calcio di serie A e B e si è focalizzata sul periodo 2010-2015 dei primi sette club per ricavi: Juventus, Roma, Milan, Napoli, Inter, Fiorentina e Genoa, tutte società che hanno costantemente generato volumi d' affari significativi e al contempo perdite in conto economico al 2015.

 

john elkann andrea agnellijohn elkann andrea agnelli

Per comprendere le dinamiche del settore, sono stati aggregati i bilanci delle sette società e sono state analizzate la capacità complessiva di generare utili o perdite, il grado di indebitamento verso il sistema bancario, gli investimenti realizzati e soprattutto il valore delle risorse finanziarie immesse nel settore da parte dei «patron del calcio», imprenditori, tra gli unici apparentemente ad anteporre la passione e l' attaccamento alla maglia agli obiettivi finanziari.

 

PALLOTTA AGNELLIPALLOTTA AGNELLI

A livello aggregato, i ricavi (derivanti sia dalla vendita di diritti televisivi, di merchandiser e dalle cessioni dei diritti sui giocatori) sono rimasti pressoché invariati: 1,1 nel 2010, 1,2 nel 2017 pari a 2% di crescita media nei 5 anni.

 

Anche i costi operativi (+1%) che includono il costo del personale, il costo per servizi e il costo per godimento di beni di terzi sono rimasti stabili.

Scorrendo il conto economico si nota che anche il margine dopo gli ammortamenti risulta stabilmente al disotto di 10% (addirittura -18,8% nel 2015).

 

Sommando le perdite generate complessivamente nel periodo considerato si ottiene una perdita totale di 1.062.688.203 euro, pari a circa il 17% dei ricavi complessivi generati nello stesso periodo.

 

In sintesi guardando solo al 2015, a fronte di 1,2 miliardi di euro di ricavi, la perdita è stata pari a 243 milioni di euro (19,6%); sommando tutti i rica vi generati nel quinquennio (6 miliardi circa), la perdita complessiva è stata appunto di circa 1 miliardo, pari al 17,6% del totale. In sintesi il settore ha sempre generato perdite significative in conto economico, ovvero nonostante il volume d' affari sia rimasto invariato nel corso degli ultimi 5 anni e nonostante tali ricavi non fossero sufficienti a coprire costi operativi ed ammortamenti, il settore non è riuscito, nel suo complesso, a prendere contromisure per evitare l' accumularsi delle perdite. Scenario sufficiente a far abbandonare la scena a qualsiasi imprenditore interessato alla remunerazione dei propri investimenti.

 

BERLUSCONI GALLIANIBERLUSCONI GALLIANI

A dire il vero anche altre imprese, operanti in altri settori, hanno registrato perdite superiori al 17% (anche se solo 893 in tutto, a livello Italia); ciò che è inusuale è che tali perdite siano registrate costantemente per molti anni consecutivi e non solo a livello di singola impresa ma a livello di un intero comparto così come avviene nel calcio.

La ricerca sull' archivio Lea nus ha evidenziato che solo altre due imprese hanno un profilo simile per incidenza percentuale e per valori assoluti.

 

Come si legge dai bilanci ufficiali 2015, Eni Angola Spa e Rcs Media group (Rizzoli-Corriere della Sera) hanno registrato perdite che superano, in valore assoluto, 200 milioni di euro all' anno; solo la seconda ha registrato perdite superiori a 100 milioni di euro (circa 1,3 miliardi di euro in totale) per oltre 5 anni. Il confronto con i dati di sistema consente pertanto di affermare che il dato evidenziato per il settore calcio rappresenta una anomalia all' interno dello scenario nazionale.

 

Analizzando il rendiconto finanziario dei dati aggregati, nel periodo in esame le risorse finanziarie complessivamente disponibili all' interno del sistema superano di poco i 113 milioni di euro, poco più del 1% dei ricavi complessivi. Nel corso dei cinque anni, la variazione di cassa complessiva, ovvero le risorse in denaro che il sistema è stato in grado di generare, indipendentemente da chi le ha immesse nel sistema sono pari a 51 milioni di euro, un valore modesto considerata la dimensione complessiva del settore.

 

PALLONE SGONFIOPALLONE SGONFIO

Attraverso l' analisi dei flussi, ovvero delle fonti da cui originano le risorse finanziarie e degli utilizzi di tali risorse, è possibile mettere in evidenza quanto il business del calcio sia apparentemente poco redditizio per i patron del calcio.

 

Infatti, i sette club hanno speso in investimenti quasi 1,76 miliardi di euro in 5 anni (tra compravendita di diritti sui giocatori, investimenti in infrastrutture, etc). Hanno anche dovuto rimborsare finanziamenti verso il sistema bancario per circa 150 milioni di euro. L' indebitamento verso le banche, infatti si è ridotto da 320 milioni a soli 86 milioni tra il 2014 e il 2015, segno che il sistema bancario sta progressivamente puntando a ridurre l' esposizione complessiva.

 

Ne deriva che le sette squadre di calcio hanno sostenuto un esborso finanziario complessivo pari a quasi 2 miliardi di euro. Ma come è stato finanziato e da chi? Per circa un miliardo attraverso la gestione corrente (incassi da cessione di diritti, incassi da vendita di biglietti, merchandise, etc) e per il restante miliardo direttamente dai patron del calcio.

 

Un miliardo di euro di investimenti finanziari a fronte di quali ritorni? Sono sufficienti i ritorni in immagine, in prestigio, invisibilità? Perché un imprenditore investirebbe un miliardo di euro in una impresa costantemente in perdita? La risposta a tali semplici domande non è altrettanto semplice.

DE LAURENTIISDE LAURENTIIS

 

Certo è che l' analisi dell' industria del calcio richiede di ridisegnare il perimetro degli interessi economici che si estendono oltre i confini nazionali comprendendo l' indotto e abbracciando altri settori attigui di dimensioni ben più significative rispetto a quelle del calcio stesso (televisione, moda, scuole giovanili, etc).

 

Un perimetro, però, all' interno del quale non è scontato che si trovino solo motivazioni non strettamente economiche tali da giustificare il comportamento anomalo degli imprenditori del calcio che in ogni caso, va ricordato, hanno consentito il sostenimento dell' industria stessa del pallone.

pallone foto mezzelani gmt pallone foto mezzelani gmt DELLA VALLEDELLA VALLEfozza inda suning zhang jindong  3fozza inda suning zhang jindong 3

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…