albero di natale

LA TRADIZIONE SI RIPETE: A NAPOLI VIENE ABBATTUTO ANCORA UNA VOLTA L’ALBERO DI NATALE IN GALLERIA UMBERTO - SFIDA TRA MAXI ALBERI NEL CAPOLUOGO CAMPANO: UNO SARÀ SUL LUNGOMARE CON NEGOZI E RISTORANTI - L’ALTRO, AI QUARTIERI SPAGNOLI, SARA’ FIRMATO DA MIMMO PALADINO

Da “repubblica.it”

 

GALLERIA UMBERTO NAPOLI 2 ALBERO DI NATALEGALLERIA UMBERTO NAPOLI 2 ALBERO DI NATALE

Nel corso della notte è stato distrutto l'albero di Natale che ogni anno viene sistemato in Galleria Umberto. E che ogni anno viene sistematicamente abbattuto. A dare la notizia sono  Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli, speaker della Radiazza: “Stanotte i soliti vandali hanno abbattuto l’albero di Natale della Galleria sistemato pochi giorni fa, ripetendo quello che è ormai diventata una triste tradizione natalizia da anni.

 

Una tradizione che si ripete in modo vigliacco sempre negli stessi giorni, anche durante le feste del 2015 avvenne lo stesso identico episodio in questi stessi giorni. Proponiamo la recinzione della Galleria,  come c'è a Roma nella Galleria Alberto Sordi ".

 

"Durante la notte- spiega il professor Riccardo Pierantoni, portavoce di un gruppo di residenti che da anni si batte per avere sicurezza in Galleria - dei ragazzini non solo si sono divertoti a tirare pallonate contro le vetrine dei negozi ma si sono anche arrampicati sugli addobbi natalizi.  A niente sono servite ad oggi le proteste, le segnalazioni e i girotondi. E' incredibile che le istituzioni che conoscono ormai la situazione continuino a ignorare lo stato di degrado della Galleria senza prendere provvedimenti"

 

 

2. TURISTICO O D’AUTORE?

Conchita Sannino per la Repubblica

GALLERIA UMBERTO - NAPOLI ALBERO DI NATALEGALLERIA UMBERTO - NAPOLI ALBERO DI NATALE

È solo un’esile guglia, su cui s’arrampicano numeri e musica. Eppure da quell’obelisco che cita il barocco del sud, che sa di Settecento e di macchine popolari da festa o devozione, parte il corto circuito. Sarà quel pinnacolo contemporaneo partorito dalle visioni di Mimmo Paladino a fare da contraltare a luminarie ed eventi dettati da grandeur politico- istituzionale. «Ma se questo accade, avviene per caso: non faccio opere per polemica o agonismo — premette l’artista — un po’ come fu per la Montagna di sale, opere che sono il frutto dell’incontro con un luogo ».

 

Nelle ore della lacerazione post referendum, una più sottile sfida s’accende tra gli Alberi del Natale napoletano. Il più largo e accessoriato sarà una piccola fortezza vestita d’abete che troneggia per 40 metri (apertura l’8 dicembre, resterà quasi fino a marzo) sul lungomare Caracciolo: pensato dal Comune guidato da Luigi de Magistris, è opera della società Italstage che s’è aggiudicata l’appalto, ha provocato molte curiosità e qualche furioso dissenso degli ambientalisti del No, culminato persino in scambio di insulti con un soprintendente. E sarà, con il suo volume simile a un palazzo da 14 piani, la strenna più robusta per i turisti che potranno abbracciare il golfo in uno sguardo.

 

L’altro, scheletro più nudo e fiero, vestito solo di suoni e d’un intenso blu mediterraneo, firmato Paladino, è l’opera d’arte che sale invece per venti metri. E svetta tra vicoli cortili e scale dei Quartieri Spagnoli, cuore del centro storico. Il committente è un privato: il progetto sociale di Foqus, esempio di rigenerazione urbana promosso nell’ex Istituto Montecalvario da Rachele Furfaro con Renato Quaglia (rispettivamente ex assessore bassoliniana ed ex mente del Napoli Teatro Festival), che sull’antica collina spagnola hanno insediato imprese e scuole, aziende pubbliche e start-up, insieme a centri di meditazione e coop per la formazione.

mimmo paladino salone del libromimmo paladino salone del libro

 

Da lì, per «favorire l’incontro di questi bambini con un’altra idea di bello», è stato breve il passo di chiedere a Paladino una variazione sul tema di quell’Albero della Cuccagna già esposto a Lecce per Achille Bonito Oliva. E l’obelisco blu diventa, nella nuova rielaborazione, «qualcosa di più intimo e semplice, che dialoga con questo territorio in particolare, e non a caso saranno i bambini dei Quartieri a partecipare tinteggiando la parte bassa — spiega il maestro — Un’idea che vuole porre un elemento di riflessione in più adatto al tema del Natale e al momento storico che viviamo. D’altro canto, l’Albero che esponemmo a Lecce fu smontato, si tratta di opere temporanee perché non hanno una vera consistenza scultorea e rivivono sotto altre forme».

 

La guglia sarà issata (a partire dal 15 dicembre, sempre aperta ai visitatori) nel cortile di Foqus, accompagnata dalle luci di Cesare Accetta e dai suoni che sta ultimando il compositore Pasquale Scialò, per diventare installazione definitiva e “cifra” di un modo di intendere la riqualificazione. La nascita della Guglia blu si inscrive, tra l’altro, in un progetto più ampio: l’artista sta elaborando uno storyboard, pensa a un cortometraggio. «Mi piacerebbe farlo con il poeta Aldo Nove, stiamo fissando il racconto».

 

Ma cosa pensa Paladino dell’altro Albero, quello con terrazze e ristoranti su cinque livelli, e una base da 400 tonnellate? «Io di Napoli — sorride con un filo di distanza — amo il suo paesaggio così com’è. Che poi ci siano delle presenze, delle idee, per fortuna temporanee, va bene. Ma non credo che ci sia troppa necessità di caricare ulteriormente, di nuovi segni, il profilo della città. Certo, lo so che ci sono persone a cui piace. Ma ritengo questo luogo già enormemente attraente. Ha la sua grande tradizione di musica e teatro, bellezze naturali a iosa, un’umanità unica al mondo. Ed è su questo sconfinato patrimonio, secondo me, che bisognerebbe puntare, accendendo tutte le luci».

ALBERO DI NATALEALBERO DI NATALE

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…