VOGLIAMO RILANCIARE IL CALCIO ITALIANO? IMPARIAMO DALLA GERMANIA – ALL’INIZIO DEGLI ANNI 2000 IL MOVIMENTO CALCISTICO TEDESCO TOCCO’ IL FONDO, CON L’ELIMINAZIONE NELLA FASE A GIRONI DELL’EUROPEO – A QUEL PUNTO I TEDESCHI SI RIMBOCCARONO LE MANICHE, RIVOLUZIONANDO IL SISTEMA IN POCHI ANNI: NEL 2002/2003 FU LANCIATO IL “PROGRAMMA PER PROMUOVERE IL TALENTO”, CHE PREVEDEVA LA CREAZIONE DI 366 CENTRI DI ALLENAMENTO IN TUTTO IL PAESE PER COLTIVARE GIOVANI DI QUALITA' – I CLUB DELLA BUNDESLIGA E DELLA SECONDA SERIE FINANZIANO DIRETTAMENTE QUESTI CENTRI, DOVE VIENE INSEGNATA LA TECNICA – RISULTATO? NEL 2014 LA GERMANIA VINCE I MONDIALI E UNA MIRIADE DI GIOVANI TALENTI SBOCCIATI NEGLI ULTIMI ANNI…
Estratto dell’articolo di Mara Gergolet Per Il "Corriere della Sera"
L’Ora Zero del calcio tedesco arrivò nel 2000, quando fu eliminato nella fase a gironi dell’Europeo. La Bild definì quella nazionale «la peggiore nella storia dell’umanità». Già uscire ai quarti nel Mondiale 1998 con la Croazia di Boban fu disdicevole, ma nel 2000 si reagì alla tedesca.
Si rifondò il «sistema», e ci si riuscì in pochi anni. […] Si individuò la strozzatura nell’incapacità di individuare i talenti. […]. Si guardava al centro e mai in periferia, come in un imbuto, e i buoni calciatori finivano nelle serie inferiori. Fu emblematico il caso di Miro Klose, che fino ai 21 anni giocava tra i dilettanti e un anno dopo era il centravanti della nazionale. La sua esplosione coincise, in modo simbolico, con la svolta.
Nel 2002/2003 fu lanciato il «Programma per promuovere il talento»: furono creati 366 Stützpunkte, una rete capillare su tutto il territorio, dove sono impiegati 1300 allenatori pagati dalla Dfb (Federcalcio). I club della Bundesliga e della seconda serie sono tenuti a contribuire, all’inizio con 48 milioni ora il doppio.
[…] Il sistema ha due pilastri: gli Stützpunkte (12-15 anni), dai quali i migliori approdano ai Leistungszentren (dai 15 anni in su), porta d’ingresso al professionismo. Le società della Bundesliga e Bundesliga 2 sono attivamente coinvolte, e anche i diritti tv finanziano con decine di milioni lo schema a piramide.
Il fiore all’occhiello sono gli Stützpunkte: un gigantesco radar a cui nulla sfugge. Si entra su invito (ai migliori tesserati): si fa una seduta a settimana vicino a casa, lavorando in gruppi piccoli (2-5 ragazzi) e individualmente. Si insegnano tre cose: «segnare il gol», «preparare il gol», «difendere il possesso». Tecnica, tecnica, e ancora tecnica.
[…] Se il secondo posto ai Mondiali in casa nel 2006, persi con l’Italia, ha varie origini, la Coppa del Mondo in Brasile nel 2014, con la mitica vittoria 7-1 contro i padroni di casa in semifinale, è la figlia diretta degli Stützpunkte. […] Il programma fu copiato da tutti, inglesi in testa.
Oggi il calcio tedesco, come l’atletica italiana, pesca in tutti gli ambiti sociali, integra con profitto, è cosmopolita.
Non senza problemi. Poiché le società tedesche devono avere per legge un azionariato popolare al 50% + 1, faticano a competere nel calcio ipercapitalistico e neppure il Bayern Monaco può reggere le offerte della Premier League. In compenso, sfornano giovani con continuità. Il Bayern, dopo Jamal Musiala, ha lanciato quest’anno Lennart Karl, centrocampista di 18 anni e un baffo alla Stielike, che ha segnato 8 gol tra campionato e Champions. […]





