DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - “NINJA GAIDEN RAGEBOUND”, NUOVO EPISODIO IN DUE DIMENSIONI DELLA SAGA DI KOEI TECMO, DIVERTIMENTO ASSOLUTO E SPENSIERATO - IN UN CORPO CHE UNISCE DUE NEMICI ALLEATISI PER NECESSITÀ, SI COMBATTONO LOTTE DEMONIACHE CON KATANA E COLTELLI DA LANCIO IN UN FLUSSO CONTINUO DI AZIONE CHE PUÒ PERSINO RISULTARE RILASSANTE MALGRADO LE DIFFICOLTÀ… - VIDEO

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Federico Ercole per Dagospia

 

Ninja Gaiden Ragebound è divertimento assoluto e spensierato. Tuttavia

nella frenesia calcolata e nella velocità marziale della progressione si trovano ragioni di quiete interiore e di placidità dello spirito, sebbene possa sembrare impossibile considerata l’azione perpetua e inarrestabile. Una calma interiore e un momentaneo oblio che nascono dalla concentrazione necessaria per completare livelli che negano soste meditative o contemplative.

 

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Attimi giocosi di una fuga dal vero che risulta utile e balsamica. Non c’è alcuna possibilità di distanza tra la realtà del gioco e quella del presente, separarsi anche solo per un battito di ciglia da quell’altrove numerico significa Game Over, come spesso nei videogiochi dell’origine. È la necessità di astrazione totale a generare un sentimento di tranquillità, tanto che questo videogioco agitato e vettoriale riesce infine ad essere proprio rilassante, anche grazie a numerosi punti di salvataggio che non rendono l’esperienza troppo onerosa e faticosa.

 

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Spinto sempre dall’urgenza della sintesi avventurosa, chi gioca è incanalato in un flusso travolgente, teso da una ritmica accelerata che tuttavia non è stressante per una minimale, subito intuibile, purezza ludica.

 

In quasi tutti i videogiochi c’è qualcosa di simile o corrispondente a quello che i romantici tedeschi definirono “streben”, l’anelito, la volontà di tendere verso un obiettivo tentando di superare ogni ostacolo imposto dal fato, ma la celerità sfrenata di Ninja Gaiden Ragebound, la sua spietata e ancestrale linearità, lo rendono in questo caso esemplare.

 

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Bellissimo da vedere nelle sue “antiche” due dimensioni e sviluppato da quei maestri del bidimensionale crudele e spesso truculento che sono i The Game Kitchen (già autori dei due notevoli Blasphemous), Ninja Gaiden Ragebound riporta agli inizi la celeberrima saga di Tecmo, ripristinando una forza ludica mai dissolta ma senza dubbio mutata nel corso del tempo.

 

NINJA E DEMONI

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C’è una storia degna di nota anche se non prolissa, gradevole soprattutto per chi conosce la saga del ninja Ryu Hayabusa, che qui non è protagonista, sebbene sia fondamentale come elemento della narrazione. Si comincia utilizzando il padre di Ryu! Ma lo vedremo soccombere alla fine del primo livello e si trascorre presto nei panni di Kenji, un allievo di Ryu, perché quest’ultimo partirà per gli Stati Uniti al fine di vendicare  il padre proprio prima che i demoni invadano il villaggio.

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L’elemento narrativo e assieme ludico più interessante si manifesta invece pochi livelli dopo: Kenji si “fonderà” con una ninja del feroce clan avversario del Ragno Nero chiamata Kumori e sarà possibile quindi, durante la lotta contro i demoni, usare anche i suoi coltelli da lancio oltre che la Katana dell’allievo di Ryu. La fusione all’inizio traumatica tra i due personaggi anima una dialettica curiosa, comica o drammatica, persino sentimentale.

 

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In un continuo impeto offensivo che alimenta la veemenza della progressione, si giunge alle ardue lotte contro i “boss”, alcune delle quali possono inizialmente sembrare molto ostiche prima di riuscire a interpretare la loro meccanicità e a gestire con precisione ed efficacia le poche ma notevoli e immediate abilità di Kenji/Kumori. Da menzionare una colonna sonora “rockeggiante” composta per esaltare chi gioca, addirittura capace di aiutarlo e ispirarlo con la sua potenza.

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TRA PASSATO E FUTURO

Ambientata nella contemporaneità, la saga di Ninja Gaiden mischia tradizioni, mitologie e tecnologia; i panorami possono essere antichi quanto quotidiani, orientali o occidentali. Anche nelle due dimensioni di Ragebound c’è questo dualismo, sebbene si resti in Giappone; una convivenza tra passato e presente evidente soprattutto nel livello del castello restaurato di Odawara che sotto il fulgore turistico nasconde vecchie, obliate catacombe dimenticate da secoli.

 

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Non ci vogliono troppe ore per terminare Ninja Gaiden Ragebound malgrado le sue attività opzionali, dipende dai riflessi, dalla propria abilità di concentrazione e da come ci si adegua al suo ritmo. Ci possono volere dalle tre alle dieci ore per vedere il finale. Ma il tempo sembra dilatarsi o comprimersi scalando il monte Fuji, percorrendo i tetri tunnel del Ragno Nero, valicando sentieri insidiosi per selve di bambù, correndo in motocicletta per strade pericolanti, attraversando umide grotte di pirati e scendendo in templi dissotterrati.

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Ninja Gaiden Ragebound per Nintendo Switch, PlayStation, PC e XBox è un videogioco denso nella sua illusoria concisione, vivo di ispiratissimi e colorati pixel, di nemici mostruosi dal disegno suggestivo che disgustano o atterriscono, di panorami ammirevoli anche durante la navigazione ipercinetica. Un gioco d’azione che parrebbe “vecchio stile” e in parte lo è pure, elevandosi tuttavia dal nostalgico con la sua peculiarità e per le rare quanto affascinanti invenzioni. Da giocare per il bello di giocare.

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