ennio brion brionvega

ADDIO A ENNIO BRION, L’IMPRENDITORE CHE HA GUIDATO BRIONVEGA DAL 1968 AL 1992. HA TRASFORMATO TV E RADIO IN OGGETTI CULT GRAZIE A DESIGNER COME ZANUSO E SAPPER – PANZA: “IL MINISTERO DEL MADE IN ITALY, GIORNALI E TELEVISIONI PRONTI AD ACCOMPAGNARE CON L’AGGETTIVO “ICONICO” QUALUNQUE PRODOTTO INSUFFLATO DAGLI UFFICI STAMPA HANNO LASCIATO PASSARE SOTTOTONO LA SCOMPARSA DI CHI FATTO PER DAVVERO IL MADE IN ITALY E L’INDUSTRIA DEL DESIGN” – LA "RIVOLUZIONE POSTMODERNA" CON IL DESIGNER ETTORE SOTTSASS, MARITO DELL’AMERICANISTA FERNANDA PIVANO E L’INCONTRO CON MARIO BELLINI, LA RISTRUTTURAZIONE DI PALAZZO CITTERIO AFFIDATA, IN QUALITÀ DI PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DI BRERA, ALL'ARCHITETTO BRITANNICO JAMES STIRLING E LA TOMBA DI FAMIGLIA A SAN VITO DI ALTIVOLE, UN CAPOLAVORO DI ARCHITETTURA MODERNA... - VIDEO

 

TESTIMONIANZA DI PIERLUIGI PANZA 

 

Il ministero del Made in Italy, giornali e televisioni pronti ad accompagnare con l’aggettivo “iconico” qualunque prodotto insufflato dagli uffici stampa e le grandi istituzioni del design hanno lasciato passare, direi sottotono, la scomparsa di chi ha fatto per davvero il Made in Italy e l’industria del design: Ennio Brion, figlio di Giuseppe, fondatore della BrionVega. 

ennio brion 89

 

Forse l’ambrosiana discrezione borghese non rendeva notiziabile la scomparsa del custode dei televisori e delle radio firmate da Zanuso e Sapper, che hanno accompagnato la vita degli italiani negli anni del Boom economico. 

 

Da tempo si era ritirato a Cortina nella supervilla disegnata da Luigi Vietti. 

 

Lo ricordo, con la moglie Giorgia, ora anziana, a Venezia, per le Biennali (era uno dei pochi che leggeva gli articoli dei critici sui giornali), i pranzi sulla terrazza dell’Hotel Monaco, le camminate tra i padiglioni alla ricerca di quelle “nuove idee” che erano state patrimonio della sua famiglia da quando, nel 1945, in un laboratorio di Città Studi e a Lambrate, il padre Giovanni aveva creato una società di componenti elettriche, trasformatori e altoparlanti. 

 

marco zanuso e richard sapper brionvega algol 11 tv portatile 1964

In quel periodo, in Italia, si sperimentavano le prime trasmissioni televisive e i Brion intuirono le potenzialità del nuovo mezzo inserendosi nel mercato dei televisori con una azienda che, dal 1960, prese il nome di BrionVega. 

 

Un paio d’anni dopo, con i modelli Doney 14 e Algon 11 firmati dai giovani Zanuso e Sapper, primi televisori portatili del mondo, vinsero il Compasso d’Oro. 

 

Seguì il radiofonografo del 1965 disegnato dai fratelli Castiglioni e la radio TS502 detta Radio Cubo, quelle che nel Dopoguerra le famigliole piccolo borghesi sbarcavano dalle Fiat quando facevano le scampagnate con picnic o quando, d’estate, si spiaggiavano sulle coste dell’Adriatico e del Ligure. 

 

All’inizio degli anni Settanta, quando i due stabilimenti di Cernusco sul Naviglio e Casella d'Asolo occupava già 500 addetti, Ennio Brion ne aggiunse un terzo ad Agrate Brianza e vinse un altro compasso d’oro. 

 

ettore sottsass memphis

Negli anni Ottanta l’azienda entrò in crisi e il 33% delle quote della BrionVega furono rilevate da Finarte e poi da altri. Avvenne però allora l’incontro tra i Brion e il designer EttoreSottsass, marito dell’americanista Fernanda Pivano: 

 

una fotografia di Allen Ginsberg ritrae i due su una spiaggia vicino a San Fruttuoso dove Sottsass pianta degli alberi di fico. Sottsass firmò i modelli Memphis, che iniziarono a essere prodotti anche da BrionVega. 

 

Fu la rivoluzione Postmoderna, la rivoluzione di un design che abbandonava i rigori marxisti della produzione industriale o il decoro piccolo borghese corrispettivo formale del voto alla Dc. 

 

Risale a quegli anni, con i televisori Led 20 (1983) e Best (1989) anche l’incontro con Mario Bellini, il designer con più compassi d’Oro della storia. 

 

A Milano, Brion viveva in un palazzo moderno vicino alla Permanente, in un appartamento dove conservava in scaffali i disegni delle grandi firme del design. In qualità di presidente dell’associazione Amici di Brera chiamò il celebre architetto britannico James Stirling per progettare la ristrutturazione di Palazzo Citterio, quello che forma la Grande Brera aperta l’anno scorso. 

 

brionvega mario bellini 67

Era l’inizio degli anni Ottanta e una decina d’anni prima aveva incaricato un altro grande architetto, Carlo Scarpa, di costruire una tomba di famiglia a San Vito di Altivole, in provincia di Treviso (da dove proveniva la famiglia).

 

Il memoriale Brion a San Vito di Altivole è un capolavoro di architettura moderna, presente in tutti i libri di storia dell’architettura, donato al FAI da Ennio e dalla sorella Donatella qualche anno fa. 

 

Forse anche Palazzo Citterio sarebbe diventato un capolavoro brutalista se Stirling non avesse potuto realizzato solo il piano meno uno, dove oggi si tengono le mostre di arte contemporanea. Quel piano meno uno è rimasto chiuso per una trentina d’anni e proprio Ennio Brion mi portò a vederlo nascostamente. 

 

 

Quelli prodotti dalla famiglia Brion sono oggetti attivi, che ci parlano, che hanno vissuto con noi o con i nostri genitori e nonni, totem nelle cucine e nei salotti dei neocittadini del Boom economico dai quali, alla sera, spuntava la faccia allegra di Mike Bongiorno. Sono i pezzi che raccontano la fenomenologia del disegno industriale italiano, oggi esposti al Moma di New York e nei musei del mondo, Triennale compresa. 

 

tomba brion

Tra gli oltre 400 oggetti della collezione di David Bowie, battuti all’asta da Sotheby’s dopo la sua morte, c’era anche una radio cubo della BrionVega. 

 

Il 7 aprile inizieranno i lavori per inumare anche Ennio nella tomba Brion, diventata patrimonio Fai. 

 

Il fulcro di questo complesso monumentale è il cosiddetto arcosolio, un arco-ponte ribassato in cemento rivestito all’interno da un manto rilucente di tessere di vetro con retrostante foglia d’oro, che protegge i sarcofagi dei due coniugi Giuseppe e Onorina Brion, simbolicamente inclinati, come eternamente protesi l’uno verso l’altra, ai quali si aggiungerà ora quello di Ennio. 

palazzo citterio ristrutturazione james stirling 56

 

Così, anche nella morte, Ennio potrà riposare dentro un capolavoro di design. 

 

ettore sottsass ferndanda pivano

tomba brion 45radio cubo brionvega 45brionvegabrionvega 3palazzo citterio ristrutturazione james stirling 45palazzo citterio ristrutturazione james stirlingennio brion 78tomba brion 67palazzo citterio 44mario belliniennio brionbrionvega tv algol 11 di marco zanuso richard sapper anni '60

 

 

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…