POLITIKOM - IL PIATTO FREDDO DI PRODI E IL PADRONE DI CASA RUTELLI - MIELI, IL MANDATO POLITICO E LE PRIMARIE - LA MORTE DI LA RUSSA SR. - I BIGLIETTINI DI BONAIUTI - UN OSPEDALE PER MARRAZZO.
1 - È il momento dell'ira, fredda, impietosa, che la moglie Flavia e gli amici più intimi di Romano Prodi conoscono benissimo. È l'ira che scoppiò dopo il tradimento di Fausto Bertinotti e di Franco Marini e che prepara il piatto della vendetta, dove il Professore esprime qualità insospettate. "Trovate un altro candidato - minaccia da Bologna - e io faccio un passo indietro". Nel mirino c'è soprattutto un uomo, Francesco Rutelli, che Prodi non vuole citare ma che accusa di voler costruire il grande centro moderato con Casini e Follini. Il Professore ha una trappola pronta: le regionali del Lazio: Rutelli prenderà una batosta (Prodi ne è sicuro), i giochi si riapriranno, la Margherita farà il suo Congresso e le primarie andranno a farsi benedire. Il copione è questo. Salvo imprevisti.
2 - Parla Romano Prodi, intervistato da Concita De Gregorio per la Repubblica: "La Margherita è la mia casa, anche se non ho la tessera, e il padrone di quella casa è Rutelli".
3 - (da Il Riformista) - Dicono i maligni che Bazoli non voleva Mieli perché il suo mandato politico sarebbe quello di far saltare la candidatura Prodi. E che, collateralmente, non voleva Battista perché è "l'uomo che ha sepolto Biagi in tv". Cattiverie. A leggere i resoconti sembrerebbe piuttosto che Mieli abbia mutuato pari pari dall'Ulivo la tattica prodiana. In fin dei conti, anche al Corriere hanno fatto le primarie per la direzione. Anche Mieli si è proposto come il leader di tutti. Anche Mieli ha fatto il ticket con l'ala sinistra del suo schieramento (Riotta) e con l'ala destra (Battista). E anche Mieli ha fatto titolo sui giornali di ieri (anche se di tono differente da quelli di Prodi). Se si guarda al metodo, Mieli è un prodiano perfetto: fa il salvatore della patria. Nel caso l'Ulivo avesse un giorno bisogno, sa a chi rivolgersi.
4 - Paginate di necrologi - oggi sui giornali - per la scomparsa di Antonino La Russa, padre di Ignazio, Romano e Vincenzo, i tre figli parlamentari.
5 - (Antonello Capurso per Il Foglio) - Il sottosegretario Paolo Bonaiuti (Forza Italia) ha dedicato il sabato e la domenica a scrivere, a Palazzo Chigi, tutti i bigliettini di auguri: "Sono più di ottocento bigliettini - ha specificato - e rispondo a mano a tutti. I prestampati tolgono la sincerità dell'augurio e invito i cittadini a buttarli via. Scrivere a mano il biglietto, invece, vuole dire attenzione e rispetto per una persona. Si incrementano così le relazioni umane".
6 - Oggi a Rieti, in via Kennedy (così Walter-Ego Veltroni sarà contento), il candidato ulivista alla presidenza della Regione Lazio Piero Marrazzo visita l'ospedale generale.
7 - Prima di andare alla ri-presentazione del libro mondadoriano di Bruno Vespa, il rifondatore comunista Fausto Bertinotti ha in agenda un altro appuntamento: nella sede dell'Associazione della stampa estera in Italia deve presentare, con Innocenzo Cipolletta, il volume "Dopo il liberismo. Proposte per una politica economica di sinistra", di Andrea Ricci.
8 - (da Il Tempo) - Berlusconi arriva insieme a Tremonti, al Chiostro del Bramante, Roma, per la cena con i deputati azzurri. Colonna sonora del solito Apicella. Stato maggiore del partito: Bondi, Cicchitto, Elisabetta Gardini. Tra i ministri, Pisanu e Moratti. Il menu: tortino di parmigiano con verdure, stracci di pasta con battuto di melanzane, basilico e provola: filetto di manzo con erbe, semifreddo agli agrumi. Pinot grigio e rosso di Montalcino. C'è l'on. Viale, signore della Bistefani, con panettone di 10 chili. Gli chiedono di rifare il suo spot: "Chi sono io: Babbo Natale?". E subito è approvata la Finanziaria.
Dagospia 22 Dicembre 2004
2 - Parla Romano Prodi, intervistato da Concita De Gregorio per la Repubblica: "La Margherita è la mia casa, anche se non ho la tessera, e il padrone di quella casa è Rutelli".
3 - (da Il Riformista) - Dicono i maligni che Bazoli non voleva Mieli perché il suo mandato politico sarebbe quello di far saltare la candidatura Prodi. E che, collateralmente, non voleva Battista perché è "l'uomo che ha sepolto Biagi in tv". Cattiverie. A leggere i resoconti sembrerebbe piuttosto che Mieli abbia mutuato pari pari dall'Ulivo la tattica prodiana. In fin dei conti, anche al Corriere hanno fatto le primarie per la direzione. Anche Mieli si è proposto come il leader di tutti. Anche Mieli ha fatto il ticket con l'ala sinistra del suo schieramento (Riotta) e con l'ala destra (Battista). E anche Mieli ha fatto titolo sui giornali di ieri (anche se di tono differente da quelli di Prodi). Se si guarda al metodo, Mieli è un prodiano perfetto: fa il salvatore della patria. Nel caso l'Ulivo avesse un giorno bisogno, sa a chi rivolgersi.
4 - Paginate di necrologi - oggi sui giornali - per la scomparsa di Antonino La Russa, padre di Ignazio, Romano e Vincenzo, i tre figli parlamentari.
5 - (Antonello Capurso per Il Foglio) - Il sottosegretario Paolo Bonaiuti (Forza Italia) ha dedicato il sabato e la domenica a scrivere, a Palazzo Chigi, tutti i bigliettini di auguri: "Sono più di ottocento bigliettini - ha specificato - e rispondo a mano a tutti. I prestampati tolgono la sincerità dell'augurio e invito i cittadini a buttarli via. Scrivere a mano il biglietto, invece, vuole dire attenzione e rispetto per una persona. Si incrementano così le relazioni umane".
6 - Oggi a Rieti, in via Kennedy (così Walter-Ego Veltroni sarà contento), il candidato ulivista alla presidenza della Regione Lazio Piero Marrazzo visita l'ospedale generale.
7 - Prima di andare alla ri-presentazione del libro mondadoriano di Bruno Vespa, il rifondatore comunista Fausto Bertinotti ha in agenda un altro appuntamento: nella sede dell'Associazione della stampa estera in Italia deve presentare, con Innocenzo Cipolletta, il volume "Dopo il liberismo. Proposte per una politica economica di sinistra", di Andrea Ricci.
8 - (da Il Tempo) - Berlusconi arriva insieme a Tremonti, al Chiostro del Bramante, Roma, per la cena con i deputati azzurri. Colonna sonora del solito Apicella. Stato maggiore del partito: Bondi, Cicchitto, Elisabetta Gardini. Tra i ministri, Pisanu e Moratti. Il menu: tortino di parmigiano con verdure, stracci di pasta con battuto di melanzane, basilico e provola: filetto di manzo con erbe, semifreddo agli agrumi. Pinot grigio e rosso di Montalcino. C'è l'on. Viale, signore della Bistefani, con panettone di 10 chili. Gli chiedono di rifare il suo spot: "Chi sono io: Babbo Natale?". E subito è approvata la Finanziaria.
Dagospia 22 Dicembre 2004