LA CARLA-MAGNA GIÀ INCINTA? - LA RELAZIONE DANNEGGIA L'IMMAGINE DI SARKÒ E CON DUE LIBRI CECILIA SI VENDICA: "E' RIDICOLO, NON DEGNO DELLA PRESIDENZA" - PARLA IL PADRE NATURALE DELLA BRUNI.
1 - LA VENDETTA DI CECILIA
Domenico Quirico per "La Stampa"
E' il momento, non memorabile, in cui inizia il gran gioco delle vendette, quando l'Amore diventa Rancore e con moto retrogrado si cominciano a fare i conti con l'Altra, l'erede. Nicolas Sarkozy ama i simboli, in storia, in politica, in economia. E così adesso rifila alla nuova amica (che, secondo il giornale gratuito «20 Minutes» sarebbe già incinta: l'hanno vista all'Ospedale americano di Neuilly), come anello di fidanzamento, lo stesso modello che aveva incastonato al dito della moglie: per la storia, il Dior «Coeur romantique» in tormalina rossa montato in oro bianco e circondato da un nodo in diamanti, non ovviamente in saldo, la fattura è di 19.600 euro.
Non è, il riciclaggio, nelle buone maniere amorose, il massimo dello stile. Ma il presidente il sottinteso l'ha voluto, a sottolineare, soprattutto a se stesso, un inesorabile Rubicone amoroso ormai guadato.
Non è andato, per farsi fotografare con fidanzata e figlio di lei, nello stesso posto dove la sua ex moglie era fuggita, clamorosamente, con lo svizzero Richard Attias, cioè Petra? Con Cécilia ha scalato i gradini presidenziali, dunque per dimenticarla bisogna, simbolicamente per fortuna, ucciderla, umiliarla. I decodificatori del più chiacchierato fidanzamento della République dopo i pizzi del Delfino Luigi e di Maria Antonietta fanno rimarcare il maggior gusto di lei, Carla, che per ricambiare ha scelto un orologio in oro bianco, il Patek Philippe 3940G, venduto al pubblico a 45.680 euro.
Segno, questo, nella geografia cupidesca, della prenotazione del suo tempo prossimo venturo. Lei infatti avrebbe già traslocato all'Eliseo dove si dice abbia a disposizione uno studio per fare musica. E Cécilia? Altrettanto implacabile. Forse di più, perché le ripicche di lui allietano il sommario dei settimanali, le sue invece possono scavare seracchi nella «people-crazia».
Nessuno ha così dimestichezza con i suoi segreti, Cécilia è l'unica persona che può davvero smontarne, pezzo a pezzo, veleno dopo veleno, i fregolismi. Nella coppia era lei che insegnava a lui gli stratagemmi della comunicazione. L'ex prima dama di Francia è ritornata da Richard: «La persona che ho amato di più nella mia vita, prima di lui non avevo mai amato, l'uomo della mia vita e io sono la donna della sua vita». Il virgolettato farà fremere sillaba per sillaba il narcisissimo presidenziale. Lei si vendica non dal gioielliere, ma in libreria. Costa meno e resta più a lungo nella memoria dei popoli. Appuntamento per visionare la prima vendetta: domani.
Esce dagli scatoloni delle «Editions Pigmalion» «Cécilia, la fache cachée de l'Ex première dame», scritto da Denis Demonpion e Laurent Léger. Ammessi evidentemente a stuzzicanti segreti. Nel libro, ad esempio, si racconta che il 21 ottobre scorso segretamente il presidente è stato ricoverato in un ospedale militare di Parigi, Val de Grâce, per un'operazione alla gola, causata da un'angina mal curata. «I medici non escludono che abbia somatizzato la tensione delle settimane del divorzio» scrivono gli autori. La prima ad accorrere in ospedale, convocata da lui, proprio Cécilia.
L'appello è gesto rivelatore. Può sembrare un episodio minore: è una pugnalata politica, vibrata con braccio forte. Sarkozy infatti da candidato, in polemica con i predecessori (Mitterrand ottenne la rielezione quando sapeva di avere il cancro), aveva promesso trasparenza medica assoluta e periodici bollettini. Il presidente tra l'altro controlla la valigetta atomica. Una flagrante bugia, dunque, dell'uomo che ripete come un mantra: non vi mentirò mai, francesi. Dopo ore di confusione e imbarazzo, l'Eliseo è stato costretto ad ammettere. Ma i nemici si faranno gli occhi lustri con un altro libro, anch'esso di prossima pubblicazione: «Cécilia». Scritto da una giornalista, Anna Bitton, che annuncia di utilizzare le confidenze di una Cécilia versione erinni.
Il virgolettato, amplissimo, guasterà i preparativi delle nuove nozze. Ecco alcune definizioni dell'ex marito: «una banderuola», «un uomo che non ama nessuno nemmeno i suoi figli», «uno con un lato ridicolo, che ha un problema comportamentale, che non è degno della presidenza della Repubblica», «un taccagno».
L'ex signora Sarkozy ha annunciato che vuole bloccare la pubblicazione del libro e oggi si rivolgerà alla magistratura. La grande avventura politica del sarkozismo che deve salvare la Francia e avviare un nuovo Rinascimento diventa nel libro «una scenografia da western dietro cui non c'è nulla» e gli uomini del Presidente «una banda di malfattori, dei compari che si sono ritrovati gonfi di potere e si sono presi per principi di Parigi». Che guaio hai combinato, Carla!
2 - IL PADRE NATURALE DI CARLA BRUNI: "VI RACCONTO IL LEGAME CON MIA FIGLIA".
Da "Repubblica.it"
"Carla è nata da una relazione a Torino che abbiamo avuto io, giovanissimo, con la trentaduenne Marisa, sposata con Alberto". A parlare Maurizio Remmert, 61 anni, imprenditore italiano residente a San Paolo del Brasile. Ovvero il padre naturale di Carla Bruni, probabile futura first-lady francese, intervistato dal quotidiano Estado de S.Paulo.
"So da sempre che è mia figlia, da quando è nata quarant'anni fa - prosegue Remmert, capelli bianchi, faccia simpatica, fisico atletico, che abita a San Paolo da 32 anni - Vivevamo a Torino. Ci siamo conosciuti con Marisa Tedeschi nell'ambiente musicale della città. Lei era pianista. Alberto, suo marito, era imprenditore e compositore. Ho suonato molto tempo con Marisa. Vissi una grande storia d'amore con lei, durata sei anni: non fu un caso fugace. Lei era sposata e all'epoca non abbiamo rivelato chi era il vero padre quando Carla è nata, nel 1967".
Remmert spiega che questa storia era straconosciuta nella Torino-bene dell'epoca, "ma per natura noi dell'Italia del nord siamo discreti". E il marito, Alberto Bruni Tedeschi, morto nel 1996, sapeva la verità sulla nascita di Carla? "Non saprei dire quando scoprì il caso, ma molto tempo fa - dice ancore Remmert, che si è sposato in Brasile con Marcia de Luca, una maestra di yoga, dalla quale ha avuto una figlia, Consuelo - lui era una persona sensazionale, e ha sempre trattato Carla come sua legittima figlia. Quando lui stava male, Marisa ha svelato a Carla chi era il suo vero padre. Ma senza questa storia di drammi, di rivelazioni sul letto di morte. E' stata una conversazione da adulti, fra madre e figlia".
Per questo la prima volta che lui e la figlia si incontrarono a San Paolo "è stata una cosa naturale e tranquilla: la nostra relazione è ottima". "Curioso è il fatto che Carla diceva che sempre si era sentita differente nella sua famiglia - osserva ancora il padre naturale - oggi lei è molto vicina a Consuelo, la mia altra figlia, che ha molto successo come amministratrice di impresa a New York. Converso con Carla di frequente, e ogni volta che posso vedo mio nipote, tanto intelligente come il padre, il filosofo Rafael Enthoven, che stimo molto".
E con Sarkozy ha parlato? "Su questo non ho niente da commentare - si chiude a riccio Remmert - Non mi intrometto nella vita delle mie figlie. Voglio che Carla e Consuelo siano felici con qualsiasi persona scelgano. Lei non mi ha parlato del matrimonio col presidente e io non chiedo di certo. Ho coltivato 61 anni di una vita all'insegna della discrezione e ora, all'improvviso, tutto diventa un inferno".
L'uomo conclude annunciando che dopo quest'unica intervista si richiuderà di nuovo nella pace della sua vita: "L'ho fatto solo per controbattere delle stupidate, come quel giornale che ha scritto 'Impresario reclama che e' il vero padre di Carla Bruni'. E' un assurdo: è come se volessi farmi pubblicità".
Dagospia 10 Gennaio 2008
Domenico Quirico per "La Stampa"
E' il momento, non memorabile, in cui inizia il gran gioco delle vendette, quando l'Amore diventa Rancore e con moto retrogrado si cominciano a fare i conti con l'Altra, l'erede. Nicolas Sarkozy ama i simboli, in storia, in politica, in economia. E così adesso rifila alla nuova amica (che, secondo il giornale gratuito «20 Minutes» sarebbe già incinta: l'hanno vista all'Ospedale americano di Neuilly), come anello di fidanzamento, lo stesso modello che aveva incastonato al dito della moglie: per la storia, il Dior «Coeur romantique» in tormalina rossa montato in oro bianco e circondato da un nodo in diamanti, non ovviamente in saldo, la fattura è di 19.600 euro.
Non è, il riciclaggio, nelle buone maniere amorose, il massimo dello stile. Ma il presidente il sottinteso l'ha voluto, a sottolineare, soprattutto a se stesso, un inesorabile Rubicone amoroso ormai guadato.
Non è andato, per farsi fotografare con fidanzata e figlio di lei, nello stesso posto dove la sua ex moglie era fuggita, clamorosamente, con lo svizzero Richard Attias, cioè Petra? Con Cécilia ha scalato i gradini presidenziali, dunque per dimenticarla bisogna, simbolicamente per fortuna, ucciderla, umiliarla. I decodificatori del più chiacchierato fidanzamento della République dopo i pizzi del Delfino Luigi e di Maria Antonietta fanno rimarcare il maggior gusto di lei, Carla, che per ricambiare ha scelto un orologio in oro bianco, il Patek Philippe 3940G, venduto al pubblico a 45.680 euro.
Segno, questo, nella geografia cupidesca, della prenotazione del suo tempo prossimo venturo. Lei infatti avrebbe già traslocato all'Eliseo dove si dice abbia a disposizione uno studio per fare musica. E Cécilia? Altrettanto implacabile. Forse di più, perché le ripicche di lui allietano il sommario dei settimanali, le sue invece possono scavare seracchi nella «people-crazia».
Nessuno ha così dimestichezza con i suoi segreti, Cécilia è l'unica persona che può davvero smontarne, pezzo a pezzo, veleno dopo veleno, i fregolismi. Nella coppia era lei che insegnava a lui gli stratagemmi della comunicazione. L'ex prima dama di Francia è ritornata da Richard: «La persona che ho amato di più nella mia vita, prima di lui non avevo mai amato, l'uomo della mia vita e io sono la donna della sua vita». Il virgolettato farà fremere sillaba per sillaba il narcisissimo presidenziale. Lei si vendica non dal gioielliere, ma in libreria. Costa meno e resta più a lungo nella memoria dei popoli. Appuntamento per visionare la prima vendetta: domani.
Esce dagli scatoloni delle «Editions Pigmalion» «Cécilia, la fache cachée de l'Ex première dame», scritto da Denis Demonpion e Laurent Léger. Ammessi evidentemente a stuzzicanti segreti. Nel libro, ad esempio, si racconta che il 21 ottobre scorso segretamente il presidente è stato ricoverato in un ospedale militare di Parigi, Val de Grâce, per un'operazione alla gola, causata da un'angina mal curata. «I medici non escludono che abbia somatizzato la tensione delle settimane del divorzio» scrivono gli autori. La prima ad accorrere in ospedale, convocata da lui, proprio Cécilia.
L'appello è gesto rivelatore. Può sembrare un episodio minore: è una pugnalata politica, vibrata con braccio forte. Sarkozy infatti da candidato, in polemica con i predecessori (Mitterrand ottenne la rielezione quando sapeva di avere il cancro), aveva promesso trasparenza medica assoluta e periodici bollettini. Il presidente tra l'altro controlla la valigetta atomica. Una flagrante bugia, dunque, dell'uomo che ripete come un mantra: non vi mentirò mai, francesi. Dopo ore di confusione e imbarazzo, l'Eliseo è stato costretto ad ammettere. Ma i nemici si faranno gli occhi lustri con un altro libro, anch'esso di prossima pubblicazione: «Cécilia». Scritto da una giornalista, Anna Bitton, che annuncia di utilizzare le confidenze di una Cécilia versione erinni.
Il virgolettato, amplissimo, guasterà i preparativi delle nuove nozze. Ecco alcune definizioni dell'ex marito: «una banderuola», «un uomo che non ama nessuno nemmeno i suoi figli», «uno con un lato ridicolo, che ha un problema comportamentale, che non è degno della presidenza della Repubblica», «un taccagno».
L'ex signora Sarkozy ha annunciato che vuole bloccare la pubblicazione del libro e oggi si rivolgerà alla magistratura. La grande avventura politica del sarkozismo che deve salvare la Francia e avviare un nuovo Rinascimento diventa nel libro «una scenografia da western dietro cui non c'è nulla» e gli uomini del Presidente «una banda di malfattori, dei compari che si sono ritrovati gonfi di potere e si sono presi per principi di Parigi». Che guaio hai combinato, Carla!
2 - IL PADRE NATURALE DI CARLA BRUNI: "VI RACCONTO IL LEGAME CON MIA FIGLIA".
Da "Repubblica.it"
"Carla è nata da una relazione a Torino che abbiamo avuto io, giovanissimo, con la trentaduenne Marisa, sposata con Alberto". A parlare Maurizio Remmert, 61 anni, imprenditore italiano residente a San Paolo del Brasile. Ovvero il padre naturale di Carla Bruni, probabile futura first-lady francese, intervistato dal quotidiano Estado de S.Paulo.
"So da sempre che è mia figlia, da quando è nata quarant'anni fa - prosegue Remmert, capelli bianchi, faccia simpatica, fisico atletico, che abita a San Paolo da 32 anni - Vivevamo a Torino. Ci siamo conosciuti con Marisa Tedeschi nell'ambiente musicale della città. Lei era pianista. Alberto, suo marito, era imprenditore e compositore. Ho suonato molto tempo con Marisa. Vissi una grande storia d'amore con lei, durata sei anni: non fu un caso fugace. Lei era sposata e all'epoca non abbiamo rivelato chi era il vero padre quando Carla è nata, nel 1967".
Remmert spiega che questa storia era straconosciuta nella Torino-bene dell'epoca, "ma per natura noi dell'Italia del nord siamo discreti". E il marito, Alberto Bruni Tedeschi, morto nel 1996, sapeva la verità sulla nascita di Carla? "Non saprei dire quando scoprì il caso, ma molto tempo fa - dice ancore Remmert, che si è sposato in Brasile con Marcia de Luca, una maestra di yoga, dalla quale ha avuto una figlia, Consuelo - lui era una persona sensazionale, e ha sempre trattato Carla come sua legittima figlia. Quando lui stava male, Marisa ha svelato a Carla chi era il suo vero padre. Ma senza questa storia di drammi, di rivelazioni sul letto di morte. E' stata una conversazione da adulti, fra madre e figlia".
Per questo la prima volta che lui e la figlia si incontrarono a San Paolo "è stata una cosa naturale e tranquilla: la nostra relazione è ottima". "Curioso è il fatto che Carla diceva che sempre si era sentita differente nella sua famiglia - osserva ancora il padre naturale - oggi lei è molto vicina a Consuelo, la mia altra figlia, che ha molto successo come amministratrice di impresa a New York. Converso con Carla di frequente, e ogni volta che posso vedo mio nipote, tanto intelligente come il padre, il filosofo Rafael Enthoven, che stimo molto".
E con Sarkozy ha parlato? "Su questo non ho niente da commentare - si chiude a riccio Remmert - Non mi intrometto nella vita delle mie figlie. Voglio che Carla e Consuelo siano felici con qualsiasi persona scelgano. Lei non mi ha parlato del matrimonio col presidente e io non chiedo di certo. Ho coltivato 61 anni di una vita all'insegna della discrezione e ora, all'improvviso, tutto diventa un inferno".
L'uomo conclude annunciando che dopo quest'unica intervista si richiuderà di nuovo nella pace della sua vita: "L'ho fatto solo per controbattere delle stupidate, come quel giornale che ha scritto 'Impresario reclama che e' il vero padre di Carla Bruni'. E' un assurdo: è come se volessi farmi pubblicità".
Dagospia 10 Gennaio 2008