"STRISCIA" FASCISTA? ANTONIO RICCI SBRANA LA STAMPA DELLE 7 NOTE
Fino ad oggi, "Striscia" ha consegnato, brevi manu, circa 450 Tapiri. A rifiutare con sdegno l'anti-trofeo, Antonio Ricci elenca il presidente Oscar Luigi Scalfaro, il montanaro Reinhold Messner e lo psyco-balbuziente Zucchero. Cui si deve aggiungere, oggi, il duo Sottotono. Un rigetto che ha sollevato un vespaio di insulti e contumelie, sputi e calci nelle palle. E per la prima volta, "Striscia" si è trovata sotto schiaffo della stampa.
Ha iniziato Gino Castaldo su "Repubblica", che ha scritto di "aggressione squadristica"; ha continuato durante la puntata di "Domenica in" Mario Luzzatto Fegiz del "Corriere della Sera"; si è aggiunto Paolo Biamonte dell'Ansa. Anche Maria Latella, in risposta a un lettore furibondo contro l'attapiramento, ha risposto così: ""Striscia" è una trasmissione che i conformisti amano e della quale tutti i conformisti mai si sognerebbero di dir male".
Aggiungere il dibattito che si è acceso sul sito http://www.ilbarbieradellasera.com. Che riassumiamo con una missiva firmata Topo Gigio. "Se la gente di Sanremo avesse dovuto gridare contro ogni cantante che avesse copiato una canzone, la Liguria sarebbe ormai sorda e rintronata. La verità è che Ricci ha usato il suo programma per fare un'operazione di linciaggio sistematico dei Sottotono, colpevoli di aver reagito ad un sopruso che lui stesso, altrettanto sistematicamente, aveva messo in atto nei loro confronti durante tutto il Festival... . La realtà è che i Sottotono (che pure non fanno niente per rendersi più simpatici...) si sono resi colpevoli di Lesa Maestà. Dove la Maestà è Ricci, che non sopporta né critiche né confronti. Un po' come il Cavaliere, diciamo. Che peraltro non mi risulta abbia mai preso un tapiro. Il massimo della satira con lui e' stato chiamarlo "il Cavaliere Mascarato", ma poi nessuno, né Salvi né Staffelli, si è messo davanti al cancello di Arcore per consegnare un tapiro a lui o, magari, al suo giardiniere... E chi l'ha detto che io il tapiro me lo debba prendere per forza? Perché sennò mi mette alla berlina sul suo programma da 10 milioni di spettatori? Cos'e' il tapiro, un "pizzo" che devo pagare, io artista, personaggio pubblico o quello che vi pare, per poter vivere tranquillo? A casa mia questo è sopruso. Non è satira, non è giornalismo, solo prepotenza".
Quindi un intervento (anonimo) di un giornalista presente al fattaccio: "Ho dato del fascista alla pattuglia di Striscia perché credo che i metodi usati in questa (come in altre) occasioni lo siano davvero. E non tanto perché questa volta sia finita male. Credo fermamente che se qualcuno, chiunque sia, non vuole sottostare allo scherzo, al dileggio, alla "simpatica" presa in giro della consegna del Tapiro, abbia il sacrosanto diritto di rifiutarsi e non essere per questo ripreso dalle telecamere e costretto a vedere in onda il proprio rifiuto".
Abbiamo chiesto ad Antonio Ricci se si sente attapirato o no, sottotono o sottoschiaffo. "Intanto, che aria malsana circolava in sala stampa", osserva il papà del Gabibbo. "I cronisti televisivi, da una parte. Dall'altra, la setta dei giornalisti musicali, livida per astinenza-video. Deprivarli della passerella del Dopofestival è stato letale per il loro ego. Erano talmente malmostosi... sai, sono una cosca che ha sempre intrattenuto interessi discografici molto forti... Del resto, nessun direttore si prende la briga di vedere cosa scrivono dei cantanti".
Continua Ricci: "Il Tapiro di "Striscia" ha profanato il loro sacrario, ha messo il dito nel plagio dei Sottotono e han gridato in coro "all'armi son fascisti", accompagnando l'aggressione testicolare a Staffelli con "quando ce vo', ce vo?", "se la sono cercata", "ben gli sta". Sono gli stessi grandi giornalisti che lo scorso anno non si sono accorti, poverini, che il brano degli Avion Travel, vincitore del festival, era stato pubblicato già due anni prima, tale e quale, privo sole delle parole. Qualcuno ha scritto che la vittoria del gruppuscolo prodotto da Caterina Caselli non era valida?"
In merito alla telefonata a Ezio Mauro, Ricci replica: "Ho chiesto al direttore di "Repubblica" se era la linea del giornale dare del fascista a "Striscia". Mi ha risposto "assolutamente no"". A Francesco Specchia di "Libero", Ricci ha aggiunto un po' di sale sulla ferita: "Ora attaccheranno Linus che sapeva del plagio dei Sottotono, ma legatissimo a quell'ambiente ha taciuto":
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(Copyright Dagospia.com 09-03-2001)
Ha iniziato Gino Castaldo su "Repubblica", che ha scritto di "aggressione squadristica"; ha continuato durante la puntata di "Domenica in" Mario Luzzatto Fegiz del "Corriere della Sera"; si è aggiunto Paolo Biamonte dell'Ansa. Anche Maria Latella, in risposta a un lettore furibondo contro l'attapiramento, ha risposto così: ""Striscia" è una trasmissione che i conformisti amano e della quale tutti i conformisti mai si sognerebbero di dir male".
Aggiungere il dibattito che si è acceso sul sito http://www.ilbarbieradellasera.com. Che riassumiamo con una missiva firmata Topo Gigio. "Se la gente di Sanremo avesse dovuto gridare contro ogni cantante che avesse copiato una canzone, la Liguria sarebbe ormai sorda e rintronata. La verità è che Ricci ha usato il suo programma per fare un'operazione di linciaggio sistematico dei Sottotono, colpevoli di aver reagito ad un sopruso che lui stesso, altrettanto sistematicamente, aveva messo in atto nei loro confronti durante tutto il Festival... . La realtà è che i Sottotono (che pure non fanno niente per rendersi più simpatici...) si sono resi colpevoli di Lesa Maestà. Dove la Maestà è Ricci, che non sopporta né critiche né confronti. Un po' come il Cavaliere, diciamo. Che peraltro non mi risulta abbia mai preso un tapiro. Il massimo della satira con lui e' stato chiamarlo "il Cavaliere Mascarato", ma poi nessuno, né Salvi né Staffelli, si è messo davanti al cancello di Arcore per consegnare un tapiro a lui o, magari, al suo giardiniere... E chi l'ha detto che io il tapiro me lo debba prendere per forza? Perché sennò mi mette alla berlina sul suo programma da 10 milioni di spettatori? Cos'e' il tapiro, un "pizzo" che devo pagare, io artista, personaggio pubblico o quello che vi pare, per poter vivere tranquillo? A casa mia questo è sopruso. Non è satira, non è giornalismo, solo prepotenza".
Quindi un intervento (anonimo) di un giornalista presente al fattaccio: "Ho dato del fascista alla pattuglia di Striscia perché credo che i metodi usati in questa (come in altre) occasioni lo siano davvero. E non tanto perché questa volta sia finita male. Credo fermamente che se qualcuno, chiunque sia, non vuole sottostare allo scherzo, al dileggio, alla "simpatica" presa in giro della consegna del Tapiro, abbia il sacrosanto diritto di rifiutarsi e non essere per questo ripreso dalle telecamere e costretto a vedere in onda il proprio rifiuto".
Abbiamo chiesto ad Antonio Ricci se si sente attapirato o no, sottotono o sottoschiaffo. "Intanto, che aria malsana circolava in sala stampa", osserva il papà del Gabibbo. "I cronisti televisivi, da una parte. Dall'altra, la setta dei giornalisti musicali, livida per astinenza-video. Deprivarli della passerella del Dopofestival è stato letale per il loro ego. Erano talmente malmostosi... sai, sono una cosca che ha sempre intrattenuto interessi discografici molto forti... Del resto, nessun direttore si prende la briga di vedere cosa scrivono dei cantanti".
Continua Ricci: "Il Tapiro di "Striscia" ha profanato il loro sacrario, ha messo il dito nel plagio dei Sottotono e han gridato in coro "all'armi son fascisti", accompagnando l'aggressione testicolare a Staffelli con "quando ce vo', ce vo?", "se la sono cercata", "ben gli sta". Sono gli stessi grandi giornalisti che lo scorso anno non si sono accorti, poverini, che il brano degli Avion Travel, vincitore del festival, era stato pubblicato già due anni prima, tale e quale, privo sole delle parole. Qualcuno ha scritto che la vittoria del gruppuscolo prodotto da Caterina Caselli non era valida?"
In merito alla telefonata a Ezio Mauro, Ricci replica: "Ho chiesto al direttore di "Repubblica" se era la linea del giornale dare del fascista a "Striscia". Mi ha risposto "assolutamente no"". A Francesco Specchia di "Libero", Ricci ha aggiunto un po' di sale sulla ferita: "Ora attaccheranno Linus che sapeva del plagio dei Sottotono, ma legatissimo a quell'ambiente ha taciuto":
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