CAFONALINO - ROMA,TEATRONE APERTO: D'ABBRACCIO LETALE, CON NAPOLI MILIONARIA, TRA PARTENOPEI E PARTE-ROMANI - GLOBE GHIACCIATO, SPETTATORI FINDUS.
Reportage di Umberto Pizzi
Barbara Palombelli arriva in ritardo, ma viene perdonata: prima c'era da onorare l'impegno televisivo con Giuliano Ferrara, e il teatro Quirino poteva aspettare. Intanto il consorte Francesco Rutelli aveva già potuto salutare l'intera sala, con baci e abbracci a cominciare dall'amico Peppuccio Tornatore, senza dimenticare l'ottuagenario Antonio Maccanico, il napoletanissimo Raffaele La Capria, e chi più ne ha più ne ometta...
"Dopo quarant'anni di assenza dalla scena teatrale, Francesco Rosi affronta una regia di grande impegno civile, quello stesso che Eduardo De Filippo impiegò nello scrivere Napoli Milionaria", dice il soffietto dell'Ente teatrale italiano, al teatro Quirino. Amalia, la protagonista - in passato interpretata da Regina Bianchi e da Isa Danieli - oggi è Mariangela D'Abbraccio, mentre Gennaro Jovine adesso è il figlio di Eduardo, Luca...
La parata di napoletani comincia con l'onnipresente Luciano De Crescenzo, e la passione teatrale non poteva non coinvolgere l'invitatissimo avvocato partenopeo Vincenzo Siniscalchi. Non mancano "i destri", come vengono chiamati dagli altri, "i sinistri": e qui si tratta di Marcellino Veneziani e di Marco Taradash, isolati. Quest'ultimo ha una paura fottuta di finire su "Dagospia", chissà perché...
C'è chi si appassiona alla scena dei bombardamenti: Giorgio Albertazzi, per esempio, commenta favorevolmente "gli effetti sonori". Ogni volta che si parla di guerra, l'ex repubblichino si ringalluzzisce e prova un orgasmo, come Fausto Bertinotti quando evoca lo sciopero generale. E' scortato dalla sua Pia de' Tolomei, che l'Italia conosce fin dai tempi di Dante...
L'istituzione vivente è presente: Gianni Letta sembra un cardinale, dispensa strette di mano, raccoglie bigliettini di raccomandazioni, protegge la moglie Maddalena, legge il programma di sala con gli occhiali ma li lev a con una velocità supersonica - con una civetteria d'altri tempi - quando il grande Umberto Pizzi sta per immortalarlo. Toni Concina non poteva mancare, la famiglia cinematografica De Laurentiis è rappresentata ai massimi e ai minimi livelli, Enzo Golino è preoccupatissimo quando vede i fotografi. Tanto che al paparazzo di turno chiede, con tono inquisitorio, "dove la pubblica?"
Nella scena di Enrico Job (applaudito dalla moglie Lina Wertmuller), avvolta dalle macerie di un lungomare devastato, sventrato dalle tragedie della guerra, si muove una città popolata di piccoli antieroi. Il testo, scritto tutto d'un fiato - a suo tempo - da Eduardo, è stato oggetto di una dura battaglia tra l'erede Luca e la D'Abbraccio: mentre il figlio del grande attore ed autore voleva recitare in italiano, la Mariangela s'è impuntata e ha imposto la sua versione vernacolare...
GLOBE DI GHIACCIO
Invece di comprare la Roma di Sensi, i fratelli Toti hanno regalato un teatro aperto e all'aperto alla Roma di Veltroni e Gigi Proietti. L'hanno chiamato Globe perché è stato costruito sulla falsariga di quello di Shakespeare ( in realtà il nome del teatro è "Silvano Toti Globe Theatre" ) e l'hanno piazzato in mezzo a villa Borghese. Ora, vista la stagione, forse era meglio che i Toti costruissero uno stadio del ghiaccio. Il neo-teatro in legno è senza tetto, aperto a tutti gli spifferi, da ogni lato arriva la buriana. E' vietato appisolarsi a "Giulietta e Romeo" perché, una volta ghiacciati, arriva la Findus e vi fa a trance intere.
Gli ospiti illustri che hanno partecipato alla inaugurazione hanno tutti segni di broncopolmonite, gli arti viola e una strana semiparesi che vieta loro di raccontare come sono andate le cose. Dici Globe e loro rispondono Findus. La conquista del K2 deve essere stato una scampagnata rispetto alle due ore passata nell'umidità gelata e ventosa di villa Borghese. Infine, visti i tanti teatri desolatamente vuoti della capitale, c'era davvero bisogno di inventarsi un altro spazio?
Dagospia.com 17 Ottobre 2003
Barbara Palombelli arriva in ritardo, ma viene perdonata: prima c'era da onorare l'impegno televisivo con Giuliano Ferrara, e il teatro Quirino poteva aspettare. Intanto il consorte Francesco Rutelli aveva già potuto salutare l'intera sala, con baci e abbracci a cominciare dall'amico Peppuccio Tornatore, senza dimenticare l'ottuagenario Antonio Maccanico, il napoletanissimo Raffaele La Capria, e chi più ne ha più ne ometta...
"Dopo quarant'anni di assenza dalla scena teatrale, Francesco Rosi affronta una regia di grande impegno civile, quello stesso che Eduardo De Filippo impiegò nello scrivere Napoli Milionaria", dice il soffietto dell'Ente teatrale italiano, al teatro Quirino. Amalia, la protagonista - in passato interpretata da Regina Bianchi e da Isa Danieli - oggi è Mariangela D'Abbraccio, mentre Gennaro Jovine adesso è il figlio di Eduardo, Luca...
La parata di napoletani comincia con l'onnipresente Luciano De Crescenzo, e la passione teatrale non poteva non coinvolgere l'invitatissimo avvocato partenopeo Vincenzo Siniscalchi. Non mancano "i destri", come vengono chiamati dagli altri, "i sinistri": e qui si tratta di Marcellino Veneziani e di Marco Taradash, isolati. Quest'ultimo ha una paura fottuta di finire su "Dagospia", chissà perché...
C'è chi si appassiona alla scena dei bombardamenti: Giorgio Albertazzi, per esempio, commenta favorevolmente "gli effetti sonori". Ogni volta che si parla di guerra, l'ex repubblichino si ringalluzzisce e prova un orgasmo, come Fausto Bertinotti quando evoca lo sciopero generale. E' scortato dalla sua Pia de' Tolomei, che l'Italia conosce fin dai tempi di Dante...
L'istituzione vivente è presente: Gianni Letta sembra un cardinale, dispensa strette di mano, raccoglie bigliettini di raccomandazioni, protegge la moglie Maddalena, legge il programma di sala con gli occhiali ma li lev a con una velocità supersonica - con una civetteria d'altri tempi - quando il grande Umberto Pizzi sta per immortalarlo. Toni Concina non poteva mancare, la famiglia cinematografica De Laurentiis è rappresentata ai massimi e ai minimi livelli, Enzo Golino è preoccupatissimo quando vede i fotografi. Tanto che al paparazzo di turno chiede, con tono inquisitorio, "dove la pubblica?"
Nella scena di Enrico Job (applaudito dalla moglie Lina Wertmuller), avvolta dalle macerie di un lungomare devastato, sventrato dalle tragedie della guerra, si muove una città popolata di piccoli antieroi. Il testo, scritto tutto d'un fiato - a suo tempo - da Eduardo, è stato oggetto di una dura battaglia tra l'erede Luca e la D'Abbraccio: mentre il figlio del grande attore ed autore voleva recitare in italiano, la Mariangela s'è impuntata e ha imposto la sua versione vernacolare...
GLOBE DI GHIACCIO
Invece di comprare la Roma di Sensi, i fratelli Toti hanno regalato un teatro aperto e all'aperto alla Roma di Veltroni e Gigi Proietti. L'hanno chiamato Globe perché è stato costruito sulla falsariga di quello di Shakespeare ( in realtà il nome del teatro è "Silvano Toti Globe Theatre" ) e l'hanno piazzato in mezzo a villa Borghese. Ora, vista la stagione, forse era meglio che i Toti costruissero uno stadio del ghiaccio. Il neo-teatro in legno è senza tetto, aperto a tutti gli spifferi, da ogni lato arriva la buriana. E' vietato appisolarsi a "Giulietta e Romeo" perché, una volta ghiacciati, arriva la Findus e vi fa a trance intere.
Gli ospiti illustri che hanno partecipato alla inaugurazione hanno tutti segni di broncopolmonite, gli arti viola e una strana semiparesi che vieta loro di raccontare come sono andate le cose. Dici Globe e loro rispondono Findus. La conquista del K2 deve essere stato una scampagnata rispetto alle due ore passata nell'umidità gelata e ventosa di villa Borghese. Infine, visti i tanti teatri desolatamente vuoti della capitale, c'era davvero bisogno di inventarsi un altro spazio?
Dagospia.com 17 Ottobre 2003