BUON COMPLEANNO, TELEFONINO! ALTRO CHE IDEOLOGIE: 40 ANNI FA IDEATO LO STRUMENTO CHE HA CAMBIATO LA NOSTRA VITA

Paolo Mastrolilli per LaStampa.it

«Joel, sono Marty. Ti sto chiamando da un telefono cellulare, un vero cellulare portatile». Era la mattina del 3 aprile 1973, e questa semplice chiamata avrebbe rivoluzionato il mondo. Il Marty in questione era Martin Cooper, capo della squadra della Motorola incaricata di sviluppare la telefonia mobile. Joel, per sua disgrazia, era Joel Engel, capo dei Bell Labs e principale competitore. Martin era in mezzo alla Sesta Avenue di Manhattan, davanti all'Hotel Hilton, e stava facendo la prima chiamata della storia con un cellulare. Per rispetto, o per colmo di crudeltà, aveva deciso di comporre proprio il numero del suo avversario più accanito.

L'apparecchio usato era un DynaTAC 8000X, ossia DYNamic Adaptive Total Area Coverage. Pesava quasi un chilo, era lungo circa venticinque centimetri, e i tecnici lo avevano soprannominato con due nomignoli affettuosi: «il mattone», o «la scarpa». Dopo quella chiamata, però, il mondo non sarebbe più stato lo stesso.

Cooper era nato da immigrati ucraini a Chicago, in Illinois, nel dicembre del 1928. Era fissato con l'elettronica e nel 1950 si era laureato all'Illinois Institute of Technology (IIT). Subito dopo si era arruolato nella U.S. Naval Reserves, e durante la guerra di Corea aveva servito come ufficiale sui sottomarini. Al rientro in patria, sano e salvo, era tornato a studiare, prendendo il master in Electrical Engineering sempre dall'IIT.

La Teledyne Corporation di Chicago lo aveva subito assunto, ma nel 1954 aveva ricevuto un'offerta di quelle che non si possono rifiutare: la Motorola lo voleva come capo del gruppo incaricato di sviluppare la telefonia mobile. Si era messo subito al lavoro, ottenendo in fretta risultati importanti. Ad esempio, nel 1967 aveva creato il primo sistema di radio portatili simili ai cellulari, per la Polizia di Chicago.

La sua idea fissa, però, era un'altra: «La Bell aveva cominciato a lavorare ai telefoni cellulari dagli Anni Quaranta, però si era limitata a installarli nelle auto. Un errore. La vera libertà era quella che veniva con la possibilità di chiamare in ogni momento, e da ogni luogo. Non bisognava assegnare il numero a una casa, una scrivania o un'auto, ma a una persona che avrebbe potuto portarselo ovunque». La Motorola gli diede fiducia, e accettò di investire fino a 100 milioni di dollari prima di vendere un centesimo di ritorno.

I problemi da superare erano enormi: «Ad esempio - ci racconta Martin - il nostro primo telefono mobile, costruito in 90 giorni, aveva meno di cento transistor, ma dovevamo costantemente cercare di ridurli perché ci costavano mezzo dollaro l'uno, una enormità a quei tempi». Il 3 aprile del 1973, però, arrivò quella telefonata a Joel Engel. Ci sarebbe voluta un'altra decina di anni prima che «la scarpa» potesse diventare un oggetto commerciabile, ma il cellulare ormai era transitato dalla fantascienza alla realtà.

Marty adesso ha 84 anni, ma ancora progetta il futuro. Con la moglie Arlene ha fondato la Dyna LLC a Del Mar, in California, con cui cerca, finanzia e stimola nuovi progetti tecnologici. «La rivoluzione - ci ha detto - è appena cominciata, perché la penetrazione degli smarthpone è ancora molto ridotta. Siamo appena intorno al 40 per cento delle sue potenzialità. Quando sarà completa, avremo bisogno di una capacità di trasmissione 40 volte superiore a quella attuale. Io però sono ottimista, perché da quando Marconi inventò la radio l'abbiamo raddoppiata ogni due anni e mezzo. Forse non centreremo l'obiettivo durante l'arco della mia esistenza, ma ci arriveremo di sicuro nel prossimo futuro».

A 84 anni, Cooper continua la sua crociata per la tecnologia, perché la vede come una missione: «Vi chiedete a cosa servirà tutto questo? Le nuove forme di comunicazione cambieranno il commercio, ma soprattutto la sanità e l'istruzione. Pensate a quante scoperte si potranno fare nella medicina, scambiando più facilmente questa massa di informazioni. I ragazzi, poi, non andranno più a scuola per studiare, ma per imparare a studiare sui nuovi strumenti, di cui l'iPad è solo il precursore: saranno molto più preparati e svegli di noi. L'effetto più importante, però, è quello che la tecnologia avrà sulla vita quotidiana dell'umanità: l'efficienza generata da queste comunicazioni ci consentirà di sradicare la povertà in tutto il mondo».

 

martin cooperMotorolamotorola Michael Douglas e il Motorola DynaTAC Motorola DynaTAC

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)