ADDIO ROAMING: L’UE FA IL SUO LAVORO E ABBATTE I COSTI PER CHIAMARE DALL’ESTERO - MILANO +1,3%, SPREAD A 254

1. BORSA: MILANO APPESA ALLE SORTI DEL GOVERNO, CHIUDE A +1,3%
Radiocor - Altra chiusura positiva per Piazza Affari, che con un rialzo dell'1,33%, mette a segno un guadagno del 5% in cinque sedute. Piu' caute le altre borse europee, in attesa dell'evolversi della situazione siriana: sotto la parita' Parigi e Londra, in crescita Francoforte e Madrid. A Milano i riflettori sono sempre puntati sulla situazione politica, con Pd e Pdl che sembrano cercare ora un accordo per tenere in vita il governo: la giunta del Senato che deve decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi e' stata aggiornata a giovedi'.

In calo lo spread a quota 254 punti base, ma sempre sopra il differenziale bonos-bund (250), nel giorno in cui il Tesoro ha collocato 8,5 miliardi di Bot a un anno, con rendimenti in crescita all'1,34%. Ora vi e' attesa per l'asta Btp di domani. Sul Ftse Mib la migliore e' stata Bpm (+7% circa), grazie al buon andamento del comparto e alle dichiarazioni del presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi, che spera di r iuscire a trasformare l'istituto in una banca 'normale'. Bene anche Mps (+3,6%) e Unicredit (+3,50%). In rialzo Mediaset (+3%), il cui andamento e' legato alle vicende politiche.

In realta' oggi gli acquisti hanno premiato tutto il settore editoriale, dopo le dichiarazioni ottimistiche del numero uno della Rai, Luigi Gubitosi, sul mercato pubblicitario italiano. L'Espresso ha cosi' guadagnato oltre l'11%, Rcs il 7%, Cairo quasi il 3%. Ha chiuso in rialzo Telecom (+1,16%) sulle indiscrezioni secondo cui Telefonica sarebbe pronta a fare un'offerta agli altri soci Telco.

Per contro, St (-1,5%) ha chiuso in negativo, penalizzata dalle voci secondo cui il gruppo non fornira' piu' alcuni chip per i nuovi iPhone Apple, presentati ieri. Sul mercato valutario, euro in rialzo sul dollaro a 1,33102 (1,326 ieri) e debole sullo yen a 133,03 (da 132,8). Dollaro/yen a 99,955. Petrolio in rialzo dello 0,29% a 107,7 dollari al barile.

Riguardo al comparto bancario, oggi Jp Morgan ha alzato i rating di Unicredit (+3,55%) e Intesa Sanpaolo (+1,74%) rispettivamente a o verweight e a neutral. I motivi dell'upgrade sono le quotazioni particolarmente a sconto delle due banche e la solidita' patrimoniale che le rende favorite tra i competitor europei. La preferita e' Piazza Cordusio, grazie a una valutazione piu' economica, a una piu' attraente diversificazione geografica e un miglior posizionamento in caso di bassi tassi d'interesse.

In rialzo anche Mps (+3,70%), nel giorno in cui il cda ha avviato la discussione delle linee guida del piano di ristrutturazione, che prevede una maxi ricapitalizzazione da 2,5 miliardi entro novembre 2014. Positiva anche Finmeccanica (+2,23%): secondo indiscrezioni stampa oggi i coreani di Doosan, interessati da Ansaldo Energia, sarebbero volati a Roma per incontrare l'ad della quotata italiana, Alessandro Pansa. Acquisti su Autogrill (+3,13%), all'indomani dell'investor day di Londra, da cui pero' non sono emerse grandi indicazioni sull'operazione di scorporo di World Duty free, la societa' attiva nel business aeroportuale, che sbarchera' a Piazza Affari l'1 ottobre.

Da quella data gli azionisti Autogrill avranno in mano due titoli che insieme varranno come Autogrill: uno della societa' attiva nella ristorazione, l'altro dei duty free. Contrastato il settore energia-petroliferi: Enel e' salita dell'1,85%, complice Hsbc che ha migliorato il giudizio da underweight a neutrale, mentre Tenaris ha perso lo 0,51% ed Eni ha chiuso sulla parita'. Tra i titoli negativi debole Pirelli (-0,31%), che nei giorni scorsi ha corso molto (+7,2% da fine agosto). L'azionista Camfin ha chiuso a -0,68% a 0,8045 euro, in attesa venerdi' della chiusura dell'opa, operazione che la Consob sta ancora esaminando.

2. VERIZON: COLLOCATO IL BOND DEI RECORD DA 49 MILIARDI $
Radiocor - Nella piu' grande emissione di bond della storia, Verizon Communication ha piazzato titoli a 10 anni con rendimenti al 5,192% e titoli a 30 con rendimenti al 6,559%. Si tratta di valori in linea alle attese. Per fare un confronto, i rendimenti dei Treasury con le medesime scadenze si trovano, rispettivamente, intorno al 2,964% e al 3,897%.

3. TLC: COMMISSIONE UE DA' IL VIA A NUOVO PACCHETTO REGOLE, STOP AL ROAMING
Radiocor - Dal primo luglio 2014 eliminazione delle tariffe per il roaming che si applicano alle chiamate entranti quando si viaggia nella Ue; stop alle maggiorazioni applicabili alle chiamate intra-Ue; preservazione della 'neutralita' di Internet (proibiti blocchi e limiti ai contenuti); nuovi diritti dei consumatori; coordinamento nell'assegnazione delle frequenze radio;

maggiore armonizzazione e stabilizzazione delle tariffe che gli operatori storici fatturano ai terzi per l'accesso alla rete in rame; semplificazione delle regole ma senza modifiche delle norme di concorrenza. Sono questi gli elementi principali del nuovo 'pacchetto tlc' varato dalla Commissione europea in un momento particolarmente difficile del settore in Europa. Bruxelles non propone ne' un regolatore europeo unico ne' una 'eurotariffa' per la terminazione. Antonio Pollio Salimbeni

4. SERVIZI TELEFONICI, DA UE PIANO PER CREARE MERCATO UNICO IN 28 PAESI
(Reuters) - L'Unione europea propone un limite al prezzo delle telefonate oltre confine e il potere di veto sulle vendite di frequenze 'mobile' nell'ambito di un piano per rendere omogeneo il mercato europeo delle telecomunicazioni e incoraggiare gli investimenti sulle reti ad alta velocità.

La proposta, che necessità dell'approvazione da parte dei 28 Paesi Ue e dei parlamentari europei, giunge in un momento in cui l'Europa scivola dietro l'Asia nelle infrastrutture per le reti a banda larga e le società di telecomunicazioni sono alle prese con un calo dei ricavi.
La proposta prevede, tra l'altro, un miglior coordinamento nella vendita delle frequenze 'mobile' da parte dei Paesi europei e il potere di veto per la Commissione.

5. BANCHE: UILCA, DISDETTA CONTRATTO? SCIOPERO CONTRO 'MODELLO MARCHIONNE'
Radiocor - 'La notizia della disdetta anticipata' del contratto nazionale del credito, che 'dovrebbe essere ufficializzata il giorno 16, giorno della convocazione per parlare del Fondo di Solidarieta', dimostra la cecita' del gruppo dirigente di Abi che con un colpo solo cancellano anni di buone relazioni sindacali'. Lo denuncia in una nota il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, che sottolinea: 'La risposta delle organizzazioni sindacali non puo' che essere uno sciopero contro questa arroganza imitativa del 'modello Marchionne''.

6. COME PREVISTO: LA GRECIA AVRÀ BISOGNO ANCHE DI UN QUARTO AIUTO
Rossana Prezioso | Trend Online - Fino a un paio di mesi fa era un'ipotesi che veniva scartata a priori, poi c'è stata un'ammissione, ma solo come possibilità remota, poi un'ammissione a denti stretti, quindi la conferma. Adesso si va oltre: l'aiuto per la Grecia, il terzo in questione, non sarebbe l'ultimo. A confermarlo è Luc Coene membro del consiglio direttivo della Bce , nonchè membro della banca centrale del Belgio.

"Chiaramente il problema greco non è arrivato alla fine, ma anzi potrebbe richiedere un intervento supplementare rispetto a quello che adesso viene considerato per certo. Solo dopo potremmo vedere come si sviluppa la situazione". Stando a quanto dichiarato dalla Reuters, gli istituti di credito internazionali stimano che la Grecia avrà bisogno di circa 10-11 miliardi di euro a partire dal secondo semestre del 2014, anche se molti governi della zona euro sono riluttanti ad attuare ulteriori prestiti avendo l'opinione pubblica assolutamente contraria.

Il caso più emblematico è quello della Germania, con le elezioni alle porte, (il 22 settembre) e che potrebbero rappresentare uno spartiacque decisivo per le politiche di austerità attuate in tutta la zona della moneta unica. Infatti le previsioni dichiarano vincitrice l'attuale cancelliere Angela Merkel ma registrano anche l'avanzata delle forze avversarie, molte delle quali euroscettiche o comunque critiche nei confronti delle politiche di sostegno ai cosiddetti PIIGS (i paesi più indebitati della zona Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).

Coene continua "Vi è un miglioramento, ma è molto lento. Naturalmente la base economica della Grecia è estremamente piccola e ci vorrà molto tempo perchè questo motore, rimesso in moto e in ordine, possa recuperare il gap che si è creato con le politiche di risanamento. Certo è un processo difficile, ma non drammatico nè tanto pericoloso da mettere in forse la riuscita dell'intera operazione". Operazione che, per il terzo atto di una tragedia che dura da oltre 5 anni, dovrebbe richiedere (ma le cifre sono frutto di semplice speculazione), dai 10 ai 12 miliardi di euro.

 

 

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