AEROPORTI D’ARABIA - LA FAMIGLIA BENETTON METTE IN VENDITA IL 40% DI ADR - UN 20% AL FONDO SOVRANO DI ABU DHABI, A MARGINE DELL’OPERAZIONE ALITALIA-ETIHAD - PER L’ALTRO 20% IN LIZZA FONDI DEL QATAR E DEL KUWAIT - BENETTON: “NESSUNA DECISIONE È STATA PRESA”

1. ATLANTIA: NESSUN MANDATO CONFERITO A GOLDMAN SACHS SU QUOTA ADR

luciano benetton 002 lapluciano benetton 002 lap

Finanza.com – Atlantia ha precisato di non avere conferito nessun mandato a Goldman Sachs per un progetto di vendita di quote di minoranza di Aeroporti di Roma (Adr). E' quanto si apprende in una nota diramata da Atlantia in relazione alla informazioni pubblicate oggi da "Il Sole 24 Ore". Atlantia ha rimarcato che "nessuna decisione in merito a un eventuale progetto è stata presa".

 

 

2. ADR-BENETTON, IN ARRIVO L’EMIRO?

Carlo Festa per “Il Sole 24 Ore

 

Parte il riassetto per Aeroporti di Roma (Adr), controllata di Atlantia, e in campo scendono i fondi sovrani del Golfo Persico, con gli investitori di Abu Dhabi e del Kuwait in prima fila.

 

luciano benetton 001 lapluciano benetton 001 lap

Nelle ultime settimane, secondo indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore, sarebbe infatti stato affidato dal gruppo infrastrutturale della famiglia Benetton, socio di Adr con il 95,91% del capitale, un incarico alla banca d'affari statunitense Goldman Sachs per cedere una quota di circa il 40% degli scali della capitale. La transazione, secondo una fonte vicina all'operazione, fa da sfondo anche al deal appena concluso per l'ingresso in Alitalia di Etihad Airways, la compagnia aerea di bandiera degli Emirati Arabi Uniti che ha sede proprio ad Abu Dhabi.

 

Questa partecipazione azionaria, secondo il piano allo studio, verrà suddivisa in due tranche di circa il 20% ciascuna. Su un primo 20% sta infatti partendo un beauty contest tra alcuni fondi sovrani e fondi infrastrutturali selezionati. Della partita farebbero parte in particolare Qatar Holding, cioè il fondo sovrano dei reali di Doha, ma anche Wren House, braccio attivo nel settore delle infrastrutture del fondo di investimento Kia del Kuwait. Proprio quest'ultimo investitore, secondo i rumors, sarebbe tra i soggetti più attivi sul dossier e avrebbe già avuto alcuni colloqui per valutare l'operazione assieme ai suoi advisor.

 

AEROPORTO ROMA FIUMICINO AEROPORTO ROMA FIUMICINO

Di sicuro, il dossier starebbe riscontrando l'interesse di diversi investitori: gli scali aerei, malgrado la recessione, restano infatti un target d'interesse per i fondi sovrani, sempre alla ricerca di un'attività regolamentata con un'elevata prevedibilità dei flussi di cassa e con una crescita del traffico e dei passeggeri nel medio termine.

 

In vendita ci sarà poi un altro 20%, ma in questo caso l'investitore sarebbe già stato individuato: secondo due fonti vicine alla vicenda, sarebbe infatti proprio Adia, il fondo sovrano di Abu Dhabi. Quest'ultimo investirebbe proprio all'interno della transazione conclusa tra Alitalia ed Etihad Airways, visto che Fiumicino rappresenterà in futuro un hub fondamentale per le rotte dal Medio Oriente e dall'Asia. È comunque prevedibile che l'ingresso di Adia nel capitale di Adr possa avvenire solo dopo il via libera di Bruxelles all'accordo per l'ingresso di Etihad in Alitalia.

 

La cessione del 40% consentirà ad Atlantia, la società infrastrutturale controllata da Sintonia (con in cima alla catena Edizione, holding della famiglia Benetton) di monetizzare parte dell'investimento, pur mantenendo almeno il 50% del gruppo aeroportuale, cioè una partecipazione di controllo.

aeroporto fiumicino aeroporto fiumicino

 

In ogni caso Aeroporti di Roma potrebbe essere valutata attorno a 4 miliardi di euro, quindi potrebbe trattarsi di un'operazione del valore di circa 1,6 miliardi di euro suddivisa in due tranche da 800 milioni.

 

Di sicuro, la transazione potrebbe raggiungere multipli elevati: le operazioni di fusione e acquisizione nel settore aeroportuale sono infatti avvenute almeno a multipli di 14 volte il margine operativo lordo. Inoltre, gli scali romani sembrano il target preferito per gli investitori del Golfo Persico: Roma è il principale aeroporto italiano, ma anche la porta d'ingresso per l'Europa dall'Asia.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)