TE LO DO IO “ARZILLI VECCHIETTI” - LO SCARPARO (59) HA FATTO IL ‘GGIÒVANE’ CONTRO BAZOLI E GERONZI? ECCO CHE ARRIVA A EPURARLO DAVIDE SERRA (41 ANNI), CAPO DEL FONDO ALGEBRIS: “DELLA VALLE FA PARTE DELLA STESSA GERONTOCRAZIA CHE EGLI CRITICA” - FUORI PERISSI-ROTTO, “RICOMINCIAMO A COMPRARE AZIONI GENERALI” - “NAGEL PROMOSSO, HA EREDITATO UNA STRUTTURA CHE STA RINNOVANDO, SAREBBE SBAGLIATO SFIDUCIARLO”…

Andrea Deugeni per http://affaritaliani.libero.it/

"L'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel? Lo promuovo. Si è trovato a gestire una struttura che ha ereditato dalla vecchia gerenza. Ora, sta cercando di valorizzare al massimo le partecipazioni finanziarie che fanno capo a Mediobanca, per venderle quando sarà il momento giusto".

E' il giudizio di Davide Serra, enfant prodige della finanza italiana e capo dell'hedge fund Algebris, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it sui movimenti in corso nella galassia che ruota intorno a Mediobanca. Secondo Serra, che è azionista di alcune blue chips italiane, "Nagel non rischia".

Nemmeno se all'interno dell'azionariato c'è chi rema contro, come il presidente di Tod's Diego della Valle che ha più volte criticato i due "giovanotti" di Mediobanca.

"Della Valle fa parte di quella stessa gerontocrazia del Paese che egli critica", dice. E Generali? "Siamo tornati ad investire. Ci sono molte potenzialità".

Come giudica i cambiamenti in programma nell'architettura europea con il progetto di affidare la vigilanza bancaria alla Banca Centrale Europea? Serviranno a risolvere la crisi dell'eurodebito?

"E' cruciale il voler affidare all'Eurotower pieni poteri di vigilanza su tutte le banche della zona euro, indipendentemente dalla loro dimensione. Le banche hanno bisogno di liquidità. La liquidità sta agli istituti di credito come l'ossigeno sta a un corpo umano. Nel funzionamento del sistema bancario, non è rilevante la quantità di capitale presente in una banca, ma il poter disporre di liquidità per funzionare. La liquidità è centrale".

E quindi?

"Nel decidere quali operazioni effettuare e quante risorse erogare al sistema, l'Eurotower deve assolutamente avere il controllo, perché altrimenti non sa mai a chi fornirà l'ossigeno. Fino ad ora, la Bce è sempre stata riluttante a fare grandi operazioni di questo tipo, perché non sapeva mai a chi realmente dava l'ossigeno e qual era il reale stato di salute degli istituti che si rivolgevano a Francoforte. Visto che la liquidità è limitata, Draghi deve fare attenzione a chi dà l'ossigeno. Non può darlo a tutti. Con la funzione di vigilanza, la Bce riuscirà così a capire quali sono le banche degne di averne e quali invece hanno bisogno di aumentare il capitale o di essere ristrutturate".

Dopo aver ridotto la propria partecipazione, il fondo Algebris è tornato a comprare azioni Generali. Come mai?

"L'upsight sul gruppo triestino è positivo. Come abbiamo avuto modo di commentare nel giorno stesso in cui è stato nominato il nuovo amministratore delegato Mario Greco, siamo fiduciosi circa le prospettive future della società. Ha molto potenziale".

Allora è il momento di tornare in Borsa a comprare? Quali titoli consiglierebbe ai risparmiatori italiani?

"Sicuramente i finanziari: bancari e assicurativi, titoli che fino ad ora hanno scontato troppo il rischio Paese".

Torniamo a parlare dei principali gruppi della galassia finanziaria italiana. E' stato un agosto movimentato...

"Sì, ci sono delle partite aperte e, rispetto al passato, qualcosa si sta muovendo".

Soprattutto in Mediobanca. Come valuta la gestione dell'amministratore delegato Alberto Nagel anche in relazione alla vicenda Unipol-FonSai? Secondo lei, è vero che, come qualcuno ha scritto, il regolamento dei conti con alcuni soci di Piazzetta Cuccia è soltanto rinviato?

"Lo promuovo. Alberto Nagel si è trovato a gestire una struttura che ha ereditato dalla vecchia gerenza. Ora, sta cercando di valorizzare al massimo le partecipazioni finanziarie che fanno capo a Mediobanca, per venderle poi quando sarà il momento giusto".

Ma riuscirà a portare a termine il cambio di pelle di Mediobanca?

"Secondo me sì. Non rischia la sfiducia. Se fossi azionista non lo cambierei mai. Non è il momento di farlo, poi".

Ma c'è qualcuno all'interno dell'azionariato che rema contro, come ad esempio il presidente di Tod's Diego della Valle che, riferendosi a Nagel e al presidente Renato Pagliaro, ha più volte criticato i due "giovanotti" di Mediobanca...

"Della Valle fa parte di quella stessa gerontocrazia del Paese che ha, ad esempio, criticato in passato in Rcs. Gli ricordo che Nagel ha soltanto un anno in più del primo ministro britannico".

Come valuta i cambiamenti nella governance di Intesa-Sanpaolo (Algebris è azionista, ndr)?

"E' stata una buona decisione. Semplifica i processi. Non è necessario fare circa 3000 riunioni per prendere una decisione che ora prende il solo Cucchiani. Noto con piacere, poi, una certa continuità di gestione fra i manager di Intesa. Corrado Passera è andato al Governo e ha semplificato. Cucchiani è arrivato a Ca' de Sass e ha semplificato a sua volta".

 

 

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