giorgia meloni andrea orcel giuseppe castagna unicredit banco bpm

IL “BANCO” NON SALTA (PER ORA) – CON IL VIA LIBERA DELLA CONSOB, PUÒ PARTIRE L’OPERAZIONE DI UNICREDIT SU BANCO BPM, CHE DOVREBBE CONCLUDERSI IL 23 GIUGNO. MA ALEGGIANO VARIE INCOGNITE. LA PIÙ INSIDIOSA È A PALAZZO CHIGI: IL GOVERNO È CONTRARIO ALL’OPERAZIONE, E POTREBBE IMPORRE CONDIZIONI TALI DA RENDERE L’ACQUISTO NON CONVENIENTE PER ORCEL – UNICREDIT DOVRÀ FARE I CONTI CON IL CREDIT AGRICOLE, CHE LA BCE HA AUTORIZZATO A CRESCERE AL 20% (E CHE SI È MESSO A DISPOSIZIONE DEL GOVERNO)

PARADOSSI DI UN GOVERNO SOVRANISTA: SU BPM MINACCIA IL GOLDEN POWER SULL’ITALIANA UNICREDIT E TRATTA CON I FRANCESI DEL CREDIT AGRICOLE – L’ISTITUTO D’OLTRALPE SI È MESSO “A DISPOSIZIONE” DI PALAZZO CHIGI: SE ANDREA ORCEL NON VOTERÀ LA LISTA CALTAGIRONE, SOSTENUTA DAL GOVERNO, ALL’ASSEMBLEA DI GENERALI, LA BANCA GUIDATA DA GIAMPIERO MAIOLI POTREBBE DARE IL SUO CONTRIBUTO – LE OPZIONI: UNA FUSIONE CON BANCO BPM, ENTRARE NELL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA O…

https://www.dagospia.com/business/paradossi-governo-sovranista-bpm-minacciano-golden-power-sull-italiana-429951

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

BPM, OK CONSOB ALL’OPS MA LA PARTITA DI ORCEL SI GIOCA A PALAZZO CHIGI

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”

 

Una data, almeno quella, adesso c’è. L’ops di Unicredit su BancoBpm ha ricevuto ieri il via libera della Consob e potrà partire il prossimo 28 aprile per concludersi il 23 giugno.

 

[…] Andrea Orcel, il manager a capo di Unicredit, ora vede il traguardo, ma la strada che porta alle nozze, tutt’altro che consensuali, con l’istituto guidato da Giuseppe Castagna è ancora ricca di incognite. Prima di tutto vanno considerati i rischi di mercato, a cominciare da quelli legati al prezzo.

 

SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO

La quotazione della banca preda viaggia ancora su livelli superiori all’offerta messa sul piatto dagli scalatori, cioè 0,175 titoli Unicredit per ciascuna azione Bpm. Il divario si è ristretto negli ultimi giorni, ora siamo intorno al 4 per cento, e da qui al giorno di chiusura dell’operazione c’è tutto il tempo per completare la rimonta.

 

Intanto, però, Orcel è costretto a inseguire, anche se gli analisti ormai ritengono meno probabile un rilancio. Va anche detto che nel prospetto informativo dell’operazione, pubblicato ieri, Unicredit si riserva di rivedere l’offerta oppure anche di annullarla sulla base dei risultati dell’opa di Bpm sulla società di gestione Anima.

 

GIAMPIERO MAIOLI

Quest’ultima operazione […] è diventata più onerosa per la banca di Castagna per effetto dello stop deciso dai regolatori europei (Bce ed Eba) all’applicazione dei benefici patrimoniali del cosiddetto Danish Compromise ai conti del gruppo Bpm una volta completata l’opa.

 

Fin qui le variabili legate al mercato, ma le nubi all’orizzonte che più preoccupano Orcel sono di altro tipo e tutte politiche. Nei palazzi del potere romani l’offerta su Bpm non è vista di buon occhio, per usare un eufemismo, soprattutto dalle forze di maggioranza, a cominciare dalla Lega, che volevano fare di Bpm uno strumento della strategia bancaria sovranista.

 

ANIMA SGR

Su Unicredit, che la settimana scorsa ha ricevuto il via libera della Bce e della Banca d’Italia, adesso pende il verdetto di Palazzo Chigi, che da febbraio sta esaminando l’eventuale aggregazione con Bpm alla luce delle norme del Golden Power.

 

Secondo indiscrezioni, l’istruttoria potrebbe completarsi entro la fine di questo mese e se uno stop appare quantomeno improbabile, il governo potrebbe imporre condizioni tali da rendere l’operazione meno conveniente. Ancora più insidiosa di quella romana è però la partita che Orcel sta giocando con i francesi del Credit Agricole, principale azionista di Bpm.

 

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

L’istituto transalpino, che in Italia vanta già una presenza importante, proprio ieri ha ricevuto l’ok della Bce per salire fino al 19,9 per cento nel capitale della banca nel mirino di Unicredit.

 

Al 9,9 per cento che già possiede, l’Agricole può così aggiungere un altro 10 per cento circa ora sotto forma di strumenti derivati, arrivando a quota 19,8 per cento. «Non abbiamo intenzione di scalare Bpm», hanno detto i francesi, che si definiscono investitori di lungo termine nella banca milanese di cui rastrellarono in Borsa un primo 9,2 per cento già nel lontano 2017 e con cui hanno un accordo nel settore del credito al consumo e per la distribuzione di polizze assicurative.

 

banco bpm

D’altra parte, il pacchetto azionario della banca francese potrebbe rivelarsi decisivo per il successo dell’offerta di Unicredit. In gioco ci sono anche i rapporti con il governo di Roma, Alla fine quindi, per tutelare i propri rilevanti interessi nella Penisola, l’Agricole potrebbe decidere di non consegnare i propri titoli all’ops lanciata da Orcel.

 

La partita si presenta quindi quanto mai incerta, ma potrebbe incominciare a decidersi già entro fine mese. Un appuntamento a cui prestare la massima attenzione è in calendario il 24 aprile, quando a Trieste si svolgerà l’assemblea delle Generali, contese tra Mediobanca e una cordata che gode dei favori del governo, quella di Francesco Gaetano Caltagirone alleato con la famiglia Del Vecchio.

 

Unicredit, che ha un pacchetto del 5 per cento, ma forse di più, del gruppo assicurativo, potrebbe diventare l’arbitro della partita. Se scegliesse di appoggiare la lista dei candidati al cda di Generali proposta da Caltagirone, le quotazioni di Orcel a Palazzo Chigi porrebbero prendere quota e la scalata a Bpm diventare meno impervia.

anima sgr CREDIT AGRICOLECREDIT AGRICOLE

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO