BERNABE', COME SIAMO CADUTI IN BASSANINI! TELECOM RI-CORTEGGIA CDP PER LO SCORPORO

Carmine Fotina per il "Sole 24 Ore"

Il progetto di scorporo della rete di Telecom Italia prosegue lungo il filo sottile di regole e investimenti da far convivere con sapienza. Un passo importante, con toni di distensione reciproca tra il gruppo telefonico e l'Authority per le comunicazioni, si è consumato ieri nel corso di un convegno organizzato a Roma dalla fondazione Italia Protagonista presieduta dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (Pdl).

Nella stessa sede, il presidente di Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini, ribadendo il concetto espresso poco prima in audizione al Senato dall'a.d. Giovanni Gorno Tempini, chiariva che l'ingresso di Cdp nella rete Telecom dovrebbe automaticamente includere il coinvolgimento anche di Metroweb, (società partecipata dal Fondo strategico italiano della Cassa).

L'ingresso nella rete scorporata di Telecom e l'investimento in Metroweb non sono incompatibili. «Ad una condizione - spiega Bassanini - se si raggiungesse questo accordo, verrebbe esteso anche a Metroweb».

Lo stesso Gorno Tempini, nel ribadire che l'interesse per il progetto resta ed è «concreto», precisa che se il Fondo strategico o la Cdp dovessero entrare nell'operazione di scorporo della rete l'obiettivo sarebbe quello di «evitare duplicazioni degli investimenti» sulle infrastrutture per la banda larga, e nel rispetto delle osservazioni giunte nei giorni scorsi dal garante della concorrenza Giovanni Pitruzzella.

Sullo sfondo c'è ovviamente da trovare la quadra sulla regolamentazione. Il convegno organizzato ieri a Roma ha dimostrato che le posizioni non sono mutate (ma semmai si sono ammorbidite) rispetto ai giorni di rovente polemica innescata dalla decisione dell'Agcom di ridurre i canoni per l'unbundling sulla rete in rame.

Il presidente esecutivo di Telecom Franco Bernabè ritiene comunque «possibile colmare le distanze» e il commissario dell'Autorità Antonio Preto preannuncia una prima significativa decisione: «Domani (oggi per chi legge) il consiglio valuterà il rispetto dei pre-requisiti di affidabilità e serietà del progetto volontario di scorporo della rete Telecom e posso già dire che personalmente ritengo che i requisiti vi siano e che a settembre, quindi, potremo avviare l'analisi di mercato coordinata sull'accesso». Un via libera rilevante, sebbene propedeutico a passaggi ben più decisivi.

Insomma, la volontà di riannodare il dialogo sembra esserci. Sebbene Bernabè torni ancora una volta a chiarire che si sta parlando di un progetto «complesso e costosissimo» che «ci pone all'avanguardia, ma non può gravare tutto sulle spalle di Telecom». «Abbiamo fatto una scelta - prosegue - la stiamo portando avanti, ma c'è bisogno che la politica capisca e sostenga e che l'autorità partecipi nell'autonomia dei ruoli».

Argomento delicato, lascia intendere il viceministro alle Comunicazioni Antonio Catricalà, perché la regolamentazione è ovviamente prerogativa del l'Agcom, mentre al governo spetta piuttosto un ruolo di "facilitatore", di coordinamento in termini di politica industriale. Di certo, spiega Catricalà ribadendo il valore strategico del dossier, «il Governo ritiene che lo scorporo della rete di Telecom sia utile, sufficiente, non scontato». In ogni caso, aggiunge, «il perimetro dello scorporo sembra adeguato, ora bisognerà far sì che la governance della società sia tale da non suscitare sospetti di parzialità».

Tocca poi a Bassanini chiarire, nel dettaglio, le condizioni del possibile intervento della Cdp. «Il nostro apporto di capitali deve servire ad accelerare gli investimenti e non andare ad altri fini; li dobbiamo investire in una società che assicuri l'equivalence of input per evitare il rischio di un'alterazione della concorrenza e bisogna ottenere una redditività sicura, ragionevole e nei tempi medio-lunghi».

E non guasterebbe affatto, aggiunge il presidente Cdp, un potenziamento del ruolo della Cassa, prendendo magari a riferimento gli strumenti più ampi a disposizione delle società omologhe in altri Paesi, come la francese CdC e la tedesca Kfw.

 

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