contante soldi cash

CONTANTI SALUTI! A SEI ITALIANI SU 7 PIACE ANCORA IL CASH – UNO STUDIO DELLA BANCA D’ITALIA SVELA I COMPORTAMENTI DEGLI ITALIANI SUL METODO DI PAGAMENTO, QUALI SONO LE PREFERENZE E I MOTIVI - ECCO LA MOSSA CHE PUÒ STRAVOLGERE I COMPORTAMENTI…

Marco Lo Conte per www.ilsole24ore.com

 

contante

La lotta al contante è tutta in salita: non solo in Italia ma anche in altri paesi industrializzati non è facile modificare consuetudini, convinzioni, cultura. La crescente affermazione dei pagamenti digitali - dalle carte, all’ecommerce, alle app su smartphone - prova a scalfire la tendenza ad utilizzare il cash in “nero” per evitare la tracciabilità dei pagamenti.

 

Razionalmente è di tutta evidenza che una maggior riconoscibilità delle transazioni permetterebbe di ridurre l’evasione fiscale e di conseguenza far pagare meno tasse ai contribuenti; ma tra egoismi, furbizie e resistenze varie, questo concetto da sempre ha faticato a essere davvero popolare. Eppure un'indagine della Bce e integrata dalla Banca d'Italia (4.515 italiani interpellati) indica la traccia per cui la tendenza si può invertire. Tutto parte da una domanda, di quelle che è necessario farsi, di tanto in tanto.

carta

 

Ma andiamo con ordine: la rilevazione dice che banconote e monete sono usate dagli italiani nel 85,9% dei casi, mentre alle carte è riservato solo il 12,9% delle transazioni. Se si considera il valore delle stesse le carte muovono il 28,6% del totale, mentre in contante solo il 68,4%: segno che si usa il contante per pagamenti mediamente di bassa entità. L'indagine “Study on the use of cash by households”, di Giorgia Rocco e pubblicata tra gli Occasional paper dell'istituto, è stata chiusa a luglio 2016 e di conseguenza ha registrato solo in parte la diffusione crescente del contactless negli ultimi anni.

 

È?tuttavia uno studio ricco di dati sui profili dei risparmiatori, stretti tra cash e digital: la maggioranza delle transazioni effettuate in contanti ha presentato importi inferiori a €25, mentre l’utilizzo delle carte è invece distribuito più equamente tra i diversi importi. Solo il 48 per cento delle transazioni inferiore a €25 e il 90 per cento è inferiore a €75. Interessante la distribuzione geografica della mappa contante/digitale, con una maggiore diffusione del secondo al Nord e al Centro.

 

LA FINE DEL CONTANTE

L’uso del contante d’altro canto sale con l'età mentre l’uso della moneta di plastica o digitale è più frequente tra consumatori a più elevata scolarizzazione. La crescente diffusione dei pagamenti digitali fa però ben sperare : da tempo la crescita sia per valore che per operazioni sale al ritmo del 10-15% annui, oltre quota 220 miliardi di dollari nel 2017. Gli ultimi dati dell’Osservatorio per i pagamenti digitali del Politecnico di Milano riferiscono di 50,7 transazioni pro capite in Italia, contro le 117,8 della media europea, molto lontano dalla Danimarca (328,3) o la Svezia (317,4). Da segnalare tra le varie tipologie di pagamenti digitali le prospettive del contactless mobile pos: il tasso annuo di crescita composto è atteso a 90 miliardi di euro in valore nel 2020, dai 18 del 2017. Ma forti accelerazioni si prevedono anche riguardo il mobile payment e l’ecommerce.

 

I policy maker si interrogano da tempo su come orientare i comportamenti dei consumatori in materia finanziaria, soprattutto dopo gli ultimi sviluppi della finanza comportamentale, consolidata dopo l’attribuzione del premio Nobel a Richard Thaler, autore insieme a Cass Sunstein di «Nudge», ossia “spinta gentile”. A confortare sull’esito delle campagne, c’è però un fattore che consente quello scatto psicologico che consente di superare molte pigrizie, reticenze e abitudini del consumatore finanziario: una domanda.

 

E la domanda è semplice: qual è il motivo della tua predilezione? I risparmiatori - spinti a fornire una motivazione - indicano nel 39% dei casi motivazioni relative all'uso del cash; tra questi il 51% perché sempre accettato, perché veloce (40%), per il maggior controllo delle spese (24%). Una quota maggiore, invece, il 45% fornisce invece motivi validi per cui preferisce pagare con carte o con strumenti digitali: il 47% perché non è necessario controllare se si ha sufficiente denaro, il 38% perché è veloce, il 26% perché è sicuro, il 22% perché è semplice. Insomma, se portati a riflettere sulle ragioni di ciò che facciamo indichiamo le scelte più evolute e dettate in misura minore dall’abitudine. Una riflessione che rappresenta il primo passo per passare a comportamenti coerenti con le esigenze e le best practices internazionali e colmare quel gap di educazione finanziaria che gli italiani hanno con gli altri paesi industrializzati. Intendiamoci: è inevitabile una quota di pagamenti tramite denaro contante, in ogni paese, anche quello più industrializzato. Ma la diffusione del digitale consente di realizzare quel salto”quantico” tanto atteso quanto invocato. E che la normativa introdotta negli anni passati, non è riuscita a irregimentare più di tanto.

CASH TRAPPING

 

Non solo per quanto riguarda la riduzione del cash per combattere le transazioni non tracciate: se ci chiedessimo più spesso il perché di ciò che facciamo, potremmo più facilmente essere portati a quei comportamenti positivi che fatichiamo a mettere in campo: per pigrizia, consuetudine, cultura. Provate a pensare alla scarsa diffusione in Italia di polizze contro i rischi, alla ridotta diffusione di strumenti di previdenza complementare, per non parlare della scarsa attenzione verso il lungo termine, nelle scelte finanziarie, con il conseguente eccesso di denaro sui conti correnti. Cambiare è possibile. Se ogni tanto ci chiedessimo il perché.

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?