DAL G20 UN SEGNALE CONTRO L’AUSTERITÀ: “NON DEVE UCCIDERE LA CRESCITA” - PIAZZA AFFARI -1,4%, SPREAD 356 - SCHIAFFO SPAGNOLO A VAN ROMPUY: NO ALLA NOMINA DI MERSCH ALLA BCE - GHIZZONI (UNICREDIT) E BELTRATTI (INTESA) DICONO NO ALLE IPOTESI DI FUSIONE/SCALATA TRA I DUE COLOSSI - LIBIA: SCONGELATE LE QUOTE IN UNICREDIT E FINMECCANICA…

1 - BORSA: SEDUTA NERVOSA, ATTESA PER GRECIA ED ELEZIONI USA
Radiocor - Le Borse europee chiudono in negativo la prima seduta della settimana, in attesa dell'esito delle elezioni americane, in calendario per domani. Saranno giorni cruciali anche per il futuro della Grecia, dove mercoledi' il parlamento votera' il pacchetto di misure di austerita' necessarie per sbloccare gli aiuti internazionali, in attesa della riunione dell'Eurogruppo il 12 novembre. Giovedi' si riuniranno inoltre Boe e Bce che non dovrebbero pero' comunicare novita' rilevanti.

Milano oggi e' stata la piazza peggiore insieme a Madrid e, con un ribasso dell'1,43%, ha azzerato i guadagni realizzati durante la scorsa ottava. In netto calo le banche, visto il balzo dello spread intorno a quota 357 punti base: Bper ha perso il 3,5%, Banco Popolare il 3,12% e Bpm il 2,7%. A due velocita' la galassia Fiat: il Lingotto ha ceduto l'1,5% dopo i dati auto pubblicati venerdi', che hanno evidenziato per la societa' un calo delle vendite del 10%, contro il -12% del mercato.

Positiva invece Fiat Industrial (+0,98%). Ancora in rialzo Tod's (+0,54%). Sul mercato valutario, euro in flessione a 1,2788 dollari (1,2842 venerdi') e 102,54 yen (103,36), mentre il dollaro/yen e' a 80,186 (80,51). Il petrolio sale dello 0,38% a 85,17 dollari al barile.

2 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 356 PUNTI
(ANSA) - Lo spread Btp-Bund chiude a 356 punti base dopo essere risalito fino a quota 360. Il rendimento del Btp a 10 anni termina al 4,99%. Il differenziale tra i decennali spagnoli e tedeschi chiude a 432 punti base con il tasso dei Bonos in rialzo al 4,75%.

3 - BCE: UE, IMPOSSIBILE DECIDERE OGGI SU NOMINA MERSCH
(ANSA) - Salta la nomina formale del lussemburghese Yves Mersch nel board della Bce prevista oggi tramite procedura scritta. E' quanto annuncia il Consiglio Ue in una nota in cui afferma di "non essere stato oggi in condizione di prendere una decisione". La questione "sarà in agenda di un prossimo incontro del Consiglio europeo".

4 - BCE: FONTI UE, DA SPAGNA UNICO VETO A NOMINA MERSCH
(ANSA) - E' stata la Spagna il solo paese a porre il suo veto nei confronti della nomina del lussemburghese Yves Mersch nel board della Bce. E' quanto confermano fonti Ue, spiegando che Madrid è stata l'unica a respingere la procedura scritta con cui doveva essere formalizzata la nomina, senza fornire motivazioni. La Spagna, secondo le fonti, ha un suo candidato ma non femminile, come invece chiesto dall'Europarlamento e motivo della sua bocciatura del lussemburghese.

5 - G20: SVOLTA SOFT SU AUSTERITY, NON 'UCCIDA' CRESCITA
(ANSA) - I ministri delle Finanze e i governatori del G20 avrebbero trovato convergenza su un approccio più 'soft' sul consolidamento delle finanze pubbliche, raccomandando nel comunicato finale di farlo senza 'uccidere' la crescita. Lo riferisce una fonte vicina ai negoziati.

6 - G20: FONTE, PREOCCUPA FISCAL CLIFF USA, MA C'E' FIDUCIA
(ANSA) - Nelle prossime settimane "molti nodi verranno al pettine, come la Grecia e la situazione americana". Lo dice un funzionario del G20 al termine della prima sessione del vertice dei ministri e banchieri centrali. Riguardo al 'fiscal cliff' degli Usa - spiega la fonte - ci si aspetta che le elezioni risolvano il nodo della stretta fiscale pronta a scattare a gennaio e vi sia un accordo bipartisan, ma "il burrone si fa sempre più vicino, mancano meno di 2 mesi prima che possa succedere un incidente"

7 - UNICREDIT: GHIZZONI, INTESA? AVANTI CON NOSTRO PIANO
(ANSA) - "Non ho commenti, andiamo avanti per la nostra strada". Lo ha affermato l'Ad di Unicredit Federico Ghizzoni rispondendo ad una domanda sulle ipotesi di fusione con Intesa Sanpaolo a margine di una conferenza stampa sulla Scala a Milano. Ghizzoni si riferiva alle tappe previste per il piano industriale della banca.

Non sono pochi gli ostacoli che, secondo fonti vicine alla vicenda, si frapporrebbero in una possibile fusione tra i due colossi del credito italiano. In particolare viene fatto osservare come la combinazione tra Unicredit e Intesa Sanpaolo, che "da sole erogano credito alla totalità delle imprese italiane", avrebbe un "effetto dirompente" sull'economia nazionale. "Le imprese che prima ricevevano 50 da Unicredit e 50 da Intesa - viene spiegato - in caso di una possibile fusione tra le due banche non potranno più ricevere 100". Unicredit, poi, è soggetta a oltre un centinaio di regolatori, in virtù della sua dimensione transnazionale, e infine, ci sarebbe da risolvere il nodo degli sportelli.

Il rischio, in questo caso, è che "per creare un campione nazionale si ceda una parte consistente di rete all'estero". A chi parla poi di banche facilmente scalabili, l'obiezione che si raccoglie è che "il problema è trovare chi è disposto a scalarle". Piazza Cordusio, in questo caso, fa gola, perché é il primo azionista di Mediobanca con quasi l'8,7%, ma è anche vero che Piazzetta Cuccia, quanto a capitalizzazione, "vale 1/5 di Unicredit". Ai prezzi di venerdì scorso, infatti, Unicredit vale 20 miliardi di euro mentre Mediobanca vale 4 miliardi.

8 - INTESA SANPAOLO: BELTRATTI, NON TEMIAMO SCALATE OSTILI
(ANSA) - Il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Andrea Beltratti, non teme scalate alla banca e non commenta ipotesi di fusione con UniCredit. Lo ha detto a margine di un convegno alla Bocconi. "Non temiamo eventualità del genere", ha risposto in merito all'ipotesi di scalate, e "non ho commenti su quella ipotesi", ha detto in merito alle indiscrezioni di stampa su un eventuale matrimonio con UniCredit. Più in generale, sempre a proposito di eventuali scalate, il professore torinese crede "che qualsiasi mercato che abbia valutazioni basse rispetto ai fondamentali sia esposto al rischio di acquirenti di qualsiasi tipo".

9 - LIBIA: SCONGELATE QUOTE IN UNICREDIT E FINMECCANICA
(ANSA) - Il dottor Mohsen Derregia, presidente della Libyan Investment Authority comunica che, in data odierna, la Quarta Sezione Penale della Corte d'Appello di Roma ha ordinato il dissequestro delle partecipazioni della Lia in UniCredit e Finmeccanica. La Lia ricorda inoltre che insieme al dissequestro della partecipazione in Eni precedentemente disposto nel mese di luglio, con l'ordinanza odierna il braccio finanziario di Tripoli riacquisisce il pieno controllo del proprio portafoglio d'investimento italiano, sequestrato dalle autorità giudiziali italiane nel marzo 2012 a seguito di rogatorie emesse dalla Corte Penale Internazionale dell'Aia.

10 - LIBIA: LIA, A NUOVO GOVERNO TRIPOLI TORNANO BENI PER 1 MLD
(ANSA) - "Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto, che riporta oltre un miliardo di euro di beni sotto il controllo del nuovo Governo libico democraticamente eletto dal popolo libico". Così Mohsen Derregia, presidente della Libyan Investment Authority. "Ringrazio il Comitato di sicurezza finanziaria del Ministero dell'Economia e delle Finanze per il supporto ricevuto al fine di risolvere tale questione.

L'ordinanza di oggi, prosegue Derregia, "rappresenta un'importante pietra miliare per la Lia e dà ulteriore impeto ai nostri sforzi di asset tracing ed asset recovery a livello mondiale. Sono molto lieto inoltre che la Lia possa finalmente riassumere un controllo attivo sul proprio portafoglio di investimenti in Italia". Il fondo Lia è stato assistito dai legali Michael Bosco di Dla Piper, Fabrizio Petrucci di Studio Carnelutti e Ulisse Corea dello Studio Marini.

La Libyan Investment Authority è un'agenzia che fa capo al governo libico e agisce come fondo sovrano per la gestione di una parte dei proventi derivanti dalla produzione di olio e gas per conto delle future generazioni libiche. La Lia è stata costituita nel 2006 ed attualmente gestisce beni per circa 60 miliardi di dollari sia direttamente che attraverso società controllate al 100%: la Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico), la Libyan African Portfolio (LapAP), la Oil Invest (Tamoil) e la Long Term Portfolio.

11 - BANCHE:PROFUMO; CON UNIONE BANCARIA UE PIANO GIOCO LIVELLATO
(ANSA) - "Sono molto contento della banking union" europea anche perché "senza una supervisione bancaria non avremo mai un piano di gioco livellato". Così il presidente di Mps, Alessandro Profumo, nel corso di un convegno sulle banche alla Bocconi. Parlando di regolamentazione e supervisione, il banchiere ha aggiunto: "di regole ne abbiamo una buona quantità ma spesso sono mal legate tra loro".

A tal proposito Profumo ha ricordato che il presidente dell'Eba, Andrea Enria, ha evidenziato "un differenziale di capitale" tra le singole banche europee condizionato proprio della diversa applicazione normativa. In Italia, ha concluso, "siamo stati fortunati visto che abbiamo avuto il regolatore (Bankitalia, ndr) più restrittivo".

 

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