ferdinando ugo brachetti peretti

NIDO DI “API” - LA FAMIGLIA BRACHETTI PERETTI VUOLE RILEVARE LE ATTIVITA’ MESSE IN VENDITA DA TOTAL-ERG DEI GARRONE E DIVENTARE IL PRIMO GRUPPO NEI DISTRIBUTORI DI BENZINA IN ITALIA - L’OPERAZIONE “PESA” 650 MILIONI E PER PORTARLA A TERMINE SERVE UN PARTNER, ANCHE A COSTO DI FINIRE IN MINORANZA NEL NUOVO GRUPPO

Sara Bennewitz per “la Repubblica”

 

FERDINANDO E UGO BRACHETTI PERETTIFERDINANDO E UGO BRACHETTI PERETTI

Ore decisive per la famiglia Brachetti Peretti, che entro il 12 aprile dovrà formalizzare la sua migliore offerta per le attività messe in vendita da TotalErg. Il gruppo genovese vuole cedere alcune attività, tra cui in particolare le pompe di benzina che messe insieme alla Italiana Petroli (Ip) che fa capo alla Api dei Brachetti Peretti, darebbero vita alla prima rete privata italiana di distributori, cambiando il profilo dell' azienda energetica.

 

«Stiamo vagliando diverse offerte da parte di vari interlocutori - spiega Ugo Brachetti Peretti, presidente di Api - prima di formalizzare l' offerta vincolante per TotalErg. Si tratta di far nascere il colosso italiano privato della distribuzione di benzina, è una scelta importante che va ponderata a fondo».

 

TOTAL ERGTOTAL ERG

L' operazione ha un valore d' impresa di circa 650 milioni, e la famiglia Brachetti Peretti, come molte dinastie italiane, è di quelle che non ama l'utilizzo sfrenato della leva finanziaria. Per cui, il gruppo marchigiano - che a quanto si apprende è la favorita ad aggiudicarsi la gara - starebbe cercando uno o più soci con cui perfezionare l' operazione e a cui cedere in un secondo momento eventuali attività.

 

«Tutte le ipotesi sono ancora sul tavolo precisa Brachetti Peretti - stiamo dialogando anche con possibili partner industriali». Resta che il fatto che il cuore del pacchetto messo in vendita dal gruppo della famiglia Garrone è quello dei distributori TotalErg, che se messi insieme a Ip, oltre a creare il leader italiano delle pompe di benzina, darebbero modo al compratore di realizzare notevoli sinergie.

 

API - PETROLI ITALIANIAPI - PETROLI ITALIANI

 Tra le attività inserite nel pacchetto delle dismissioni di Erg ci sarebbe anche la raffineria di Trecate (Novara) e altre asset minori nel gas e nelle cisterne, che non sono strategici per i Brachetti Peretti che già controllano la raffineria di Falconara Marittima. «Abbiamo investito centinaia di milioni su Falconara - precisa il presidente di Api - la raffineria per non è strategica e sinergica al business della distribuzione».

 

Tra queste ipotesi, secondo quanto risulta a Repubblica, ci sarebbe quella del fondo anglosassone Advent, che insieme all' amministratore delegato di Api Daniele Bandiera, avrebbe negoziato una proposta per rilevare una quota di maggioranza della società che nascerebbe dall' integrazione tra le pompe di benzina di Ip e quelle di TotalErg. Quest' operazione, lascerebbe la famiglia Brachetti Peretti il ruolo di socio industriale di minoranza e un ruolo non operativo in azienda.

 

ferdinando brachetti perettiferdinando brachetti peretti

«Questa è una, ma non l'unica ipotesi - precisa Ugo Brachetti Peretti - che abbiamo allo studio e non è detto che sia quella definitiva». Api ha sondato infatti altri private equity, tra cui i fondi Apollo (gli stessi che si stanno scontrando con i Malacalza sulla Carige), ma l' opzione Advent parrebbe quella preferibile. L' esigenza di fare investimenti e dare al gruppo una massa critica competitiva, nasce anche dal fatto che gli ultimi anni di Api non sono stati tra i migliori.

 

ugo brachetti perettiugo brachetti peretti

Per questo quattro anni fa, la proprietaria del gruppo Mila Brachetti Peretti, madre di Ugo e Ferdinando (che è presidente della holding) ha incaricato un management esterno per portare avanti il piano di ristrutturazione del gruppo. L'unica donna in Italia che può fregiarsi del titolo di Generale della Croce Rossa, ha ereditato l' azienda dal padre e fondatore Ferdinando Peretti, affidando la gestione al marito Aldo Maria Brachetti a metà degli anni Settanta. Ma arrivati alla terza generazione, la proprietaria insieme al management starebbe valutando tutte le opzioni mettendo al primo posto il bene dell' azienda.

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