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GLORIA A UN GENIO DEL DESIGN ITALIANO - RICHARD SAPPER HA PROGETTATO DI TUTTO - MOBILI, OROLOGI, RUBINETTERIE, COMPUTER, LAMPADE, AUTO, BICICLETTE -, DANDO UN SENSO ALLA FORMA, LA BELLEZZA QUALE RISULTATO DELL'UTILITÀ - IL NO A JOBS

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Marco Belpoliti per “la Stampa”

 

Due note: un MI e un SI. Fuoriescono dal beccuccio appena il vapore comincia a diffondersi. Avvisano che l' acqua bolle nel contenitore d' acciaio, nome: 9091. Le ha volute Richard Sapper, l' uomo dei dieci Compassi d' oro, uno dei designer più premiati, e insieme meno noti al grande pubblico, anche se i suoi oggetti sono nelle case di molti. Le note gli ricordavano i vaporetti fluviali della giovinezza, in Germania, dove era nato nel maggio del 1932.

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Quando all' inizio degli Anni 80 propose ad Alessi questo oggetto, Sapper voleva mettere fuori gioco lo sbuffo ansiogeno dei vecchi bollitori, il loro richiamo imperioso, e non certo melodioso. I bollitori sono nell' Est dell' Europa, ma anche nei Paesi del Nord, l' equivalente delle caffettiere dei popoli mediterranei; un oggetto quasi sacro, una di quelle «cose» che creano la casa e la rendono abitabile.

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Il designer, scomparso qualche giorno fa, il 31 dicembre, all' età di 83 anni, ha progettato entrambi gli strumenti. Riservato, chiuso, gentilissimo, aveva studiato filosofia, ingegneria ed economia; teutonico, ma anche friendly , come la sua arte. Nel 1979 ha concepito la caffettiera 9090, sempre di Alessi. Si apre e si chiude con una mano sola, senza avvitare e senza svitare, con un colpo secco e deciso.

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Con una mano si manovra anche un altro pezzo notissimo di Sapper: Tizio di Artemide, una delle più famose lampade della storia del design. Pressoché perfetta sotto ogni punto di vista, Tizio è un organismo calibratissimo di pesi e contrappesi: assume qualsiasi soluzione nello spazio senza mai perdere l' equilibrio; e non si vede un solo filo pendente, se non quello che dal basamento va alla spina nel muro o sotto il tavolo.


Freddo ma non algido

Da questi tre oggetti si capisce quale siano le sue principali qualità: eleganza, efficienza, essenzialità. Tedesco nella formazione - aveva lavorato dapprima alla Mercedes-Benz per trasferirsi nel 1958 in Italia nello studio di Gio Ponti -, era assolutamente italiano per l' emozionalità che possiedono le sue creazioni.

 

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Nel bollitore 9091 l' emotional design si coglie nella superficie specchiante: l' ha voluto levigato. Se in Mendini, altro autore Alessi, la parte emotional è calda, in Sapper è invece più fredda, e tuttavia mai algida, perché ogni suo oggetto possiede un dettaglio caldo, quasi una decorazione: nella caffettiera e nel bollitore è il manico, oltre il fischietto, reperito dopo numerosi tentativi presso un artigiano della Foresta Nera.

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Sapper ha progettato di tutto - mobili, orologi, rubinetterie, computer, lampade, auto, biciclette -, ed è stato una delle anime del design italiano. Ha incarnato tra gli anni 60 e i 90 una delle prerogative della produzione: creare oggetti belli seguendo il problem solving : dare un senso alla forma, la bellezza quale risultato dell' utilità.

 

Se si va a rivedere la serie dei televisori e delle radio disegnate con Marco Zanuso negli Anni 60, per Brionvega (i televisori Black, Algol, Doney, la radio portatile bivalve TS 502), oppure lo straordinario telefono Grillo, antenato dei cellulari, si scopre che Sapper ha interpretato al meglio l' idea di una linea italiana fondata su un' industria che coniugava artigianato e produzione in serie, qualità e quantità.

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Ernesto Gismondi, proprietario di Artemide, riferisce che un giorno del 1970 il designer gli telefonò per dirgli: «Ti ricordi che mi avevi chiesto di disegnarti una lampada estremamente funzionale e innovativa?».
Tizio è una delle prime lampade a utilizzare una lampadina alogena a basso consumo. Ogni soluzione estetica è per Sapper fondata sull' efficacia. Ha anche lavorato per Ibm, progettando vari computer.Il più famoso è Think Pad: nero, quando tutti i computer erano grigi, si presenta come una scatola di sigari chiusa, una vera sorpresa, e con il bottone rosso del Trackpoint al centro.


L' età della plastica

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Sapper ha detto no a Steve Jobs, che l' aveva contattato, attratto da questo personal, per lavorare alla Apple. Avrebbe dovuto trasferirsi in California, ma - come ha dichiarato in un' intervista - preferì restare a lavorare a Milano. Un' occasione perduta? Un unico rimpianto, per lui: i 30 milioni di dollari all' anno guadagnati da Jonathan Ive, chiamato al posto suo.

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Uomo di molte stagioni, ha legato il suo nome anche all' età della plastica all' inizio dei fatidici 60, quando l' Italia era all' avanguardia nel mondo. Bellissime le sue sedie per Kartell, compreso il seggiolino per bambini del 1964. Lui tedesco-italiano, che abitava una casa di legno e vetro, chiusa come un carapace, sul lago di Como (una sintesi del suo carattere, come dice qualcuno), ha interpretato il Made in Italy come se fosse nato proprio all' ombra della Madonnina.


Quando negli Anni 80 il design italiano si è internazionalizzato, e sono apparsi i primi oggetti post-tecnologici, secondo la definizione che ne ha dato Andrea Branzi, Sapper non si è lasciato travolgere da mode passeggere; non è stato neppure annichilito dal postmoderno di Sottsass e dello Studio Alchimia.

 

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Ha continuato a progettare con sapienza gli strumenti necessari per bere, mangiare, vedere, scrivere, viaggiare, calcolare. In una intervista ha sintetizzato la sua idea: «Il tempo è una delle poche cose che possono definire la qualità di un oggetto». Chi ne possiede uno, sa che è così.

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