COME INTESA E UNICREDIT SI SONO SALVATE DALLA CRISI? FACILE: NIENTE PIU’ PRESTITI A IMPRESE E FAMIGLIE, MANDANDO ALLA DERIVA L’ECONOMIA DEL PAESE E TRASFORMANDOSI IN BANCHE D’INVESTIMENTO - INTESA RADDOPPIA I GUADAGNI DA TRADING (1,5 MILIARDI) A UNICREDIT VA ANCORA MEGLIO (2 MILIARDI) - FANNO GOLA I BTP – INCUBO ‘’SOFFERENZE’’: DAI 50 MILIARDI DI FINE 2009 I CREDITI INESIGIBILI SONO SALITI A QUOTA 116 MILIARDI…

Fabio Pavesi da Il Sole 24 Ore

Se si dovesse valutare lo stato di salute delle banche italiane dal balzo in avanti innestato ieri in Borsa dal comparto, tutto sembrerebbe andare per il meglio. Ma è una lettura superficiale e ingannevole. È da mesi che le banche oscillano all'insù e all'ingiù e di certo non in base ai dati di bilancio. In realtà dai conti comunicati ieri dal gruppo dei principali istituti, sono più le ombre delle luci a prevalere. Certo, dopo la pulizia degli avviamenti effettuata nei mesi addietro, le due grandi banche UniCredit e Intesa continuano a fare utili. E di questi tempi con l'economia in recessione sfornare profitti non è cosa da poco.

Ma in realtà la tenuta degli utili non viene certo dall'attività tipica, quella di prestare denaro. Lì il piatto piange. Il margine d'interesse sia per Intesa che per UniCredit è infatti fermo. Non c'è da stupirsi del resto. Con i volumi del credito in contrazione e con i tassi d'interesse ai minimi storici le banche fanno sempre più fatica a produrre ricavi intermediando il denaro. E paradossalmente è quasi meglio (per le banche in questa fase) prestare meno denaro possibile. La forbice tra tassi attivi e passivi non è poi così invitante e soprattutto concedere nuovo credito in un'economia in forte contrazione può divenire un boomerang.

Troppi banchieri sono ossessionati ormai da due anni dalle sofferenze, balzate dai 50 miliardi di fine 2009 ai 116 miliardi di questi mesi. Ed è proprio la qualità degli attivi bancari, squassati dalle continue perdite sui crediti, la minaccia costante per il sistema. Tanto che proprio ieri il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha convocato un summit delle grandi banche per il 19 novembre sul tema scottante della qualità del credito.

Perdite su crediti in aumento
Del resto basta scorrere i bilanci pubblicati ieri. Intesa Sanpaolo ha visto le rettifiche sui crediti passare da 2,2 miliardi del settembre 2011 ai 3,25 miliardi di settembre 2012. In un anno un +48%. Per UniCredit le rettifiche sui prestiti sono state di 5,1 miliardi (4,5 miliardi 12 mesi fa). Ma il trend di pulizia dai bilanci dei prestiti "cattivi" non risparmia nessuno. Anche le banche minori (vedi tabella in pagina) ne sono intaccate.

Ma non è solo la continua opera di bonifica (con conseguenti perdite per le banche) dei crediti non più incassabili a preoccupare i banchieri. È il continuo accumulo a destare più di un'inquietudine. Per UniCredit ad esempio lo stock dei crediti deteriorati lordi è arrivato a quota 80 miliardi (9 miliardi in più rispetto a un anno fa). Per Intesa i nuovi flussi di incagli e sofferenze sono saliti in un solo anno di 3,4 miliardi e lo stock dei prestiti deteriorati lordi è salito a 47,5 miliardi dai poco meno di 42 miliardi del dicembre 2011.

Quei profitti sui BTp
Se quindi il prestare denaro rende poco e i bilanci sono caricati del fardello che si trascina delle perdite sui crediti erogati anni addietro, occorre per i banchieri trovare il modo di non finire in perdita. E voilà, l'escamotage è stato fin troppo facile da trovare. Le banche, più o meno tutte, si sono messe a fare profitti con il trading finanziario. Non è affatto un caso che il filo rosso che le unisce è proprio il forte, fortissimo incremento dei ricavi da negoziazione.

Per Intesa i guadagni da trading sono saliti da 747 milioni del settembre 2011 a 1,5 miliardi del settembre scorso. UniCredit li ha visti balzare da 864 milioni a 2 miliardi. La Popolare di Milano da 7 milioni a 114 milioni. Profitti facili determinati dalle due manovre di Draghi che hanno permesso di finanziarsi allo 0,75%. Ti indebiti a basso costo, compri BTp (di cui le banche hanno fatto incetta) al 4-5% e lucri sulla differenza. Poi hanno contribuito fortemente, oltre al trading sui titoli di Stato, le operazioni intense di compravendita effettuate dalle banche sui propri titoli.

Ed ecco allora che tenere la barra dell'utile netto per i due colossi del credito italiano non è stato poi così difficile. Resta però sullo sfondo il fatto indubitabile che per contrastare l'immobilità dei ricavi dal core business (prestare soldi a imprese e famiglie) le banche si sono messe a fare le banche d'investimento. Un palliativo per tenere insieme i conti, minacciati dalle sofferenze. Il vero macigno che da ormai più di 2 anni zavorra il sistema del credito italiano.

 

FEDERICO GHIZZONI A CERNOBBIO jpegGIUSEPPE VITA FEDERICO GHIZZONI E GIUSEPPE VITA MARIO DRAGHI

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…