I DATI SUL LAVORO USA ECCITANO LE BORSE E OBAMA - MILANO +1%, SPREAD RICALA A 375 - MPS PAGA LA MINACCIA DI DOWNGRADE DI MOODY’S - ACCORDO CON LA GRECIA VICINO, MA PAPADEMOS IN BILICO - BILATERALE MERKEL-SARKÒ - MARTEDÌ IL CONFRONTO BOMBASSEI-SQUINZI-RIELLO - BRONTOS, PROFUMO “FELICE” DEL PROCESSO - PARMALAT FUORI DALLA BORSA? - BENETTON SI GIOCA LA REPUTAZIONE - TRONCHETTI: “LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA? È COME TENERE IN VITA UN MORTO”…

1 - BORSA: IL LAVORO USA FA VOLARE I LISTINI, A MILANO (+1%) BANCHE SUPER...
Radiocor - I dati Usa oltre le attese, in particolare la disoccupazione, calata all'8,3% in gennaio, mettono le ali alle Borse che chiudono la settimana con l'ennesimo rialzo. Parigi e Francoforte guadagnano rispettivamente l'1,4% e l'1,6% mentre a Milano l'Ftse Mib, spinto dai finanziari, avanza dell'1%. Vola Bpm (+9,4%) che dal 9 gennaio ha raddoppiato la propria capitalizzazione, bene anche Atlantia (+5,5%) e il Banco Popolare (+5,2%). Strappano al rialzo anche Fonsai (+14%) e Unipol (+19%) in attesa dei concambi della fusione legata al riassetto della galassia Ligresti. Realizzi su Fiat (-3,6%) e Mps (-3,5%) che paga la minaccia di downgrade di Moody's.

2 - BORSA, SPREAD BTP-BUND SU LIVELLI CHIUSURA IERI A 375 PUNTI
(LaPresse) - Stabile rispetto alla chiusura di ieri a 375 punti base lo spread tra Btp e Bund a 10 anni. Il differenziale è salito nel primo pomeriggio vicino a quota 390 per poi tornare di nuovo in discesa. Il rendimento del Bpt decennale sul mercato secondario è al 5,68%.

3 - USA: OBAMA, ECONOMIA ACQUISTA VELOCITA', NOTIZIE POSITIVE LAVORO...
Radiocor - L'economia americana 'sta acquistando velocita'' e il rapporto sull'occupazione di gennaio, nettamente migliore delle previsioni, 'e' un a buona notizia'. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, parlando da una caserma dei pompieri ad Arlington, in Virginia, dove presenta un piano a favore dei veterani di guerra.

Nonostante i numeri positivi, 'ci sono ancora troppi americani che cercano un lavoro o un lavoro meglio pagato', ha detto Obama, sottolineando che 'non si puo' tornare alle politiche che hanno portato alla recessione e non si puo' lasciare che Washington intralci la via per al ripresa'. Il presidente ha fatto riferimento all'estensione dei tagli fiscali, che deve essere approvata dal Congresso 'senza collegarla a questioni ideologiche'.

4 - GRECIA: PER COMMISSIONE UE ACCORDO SU DEBITO E' VICINO...
Radiocor - Per la Commissione europea l'accordo fra settore privato e governo greco sul riscadenziamento del debito 'e' vicino'. Lo ha indicato il portavoce del commissario Ue Olli Rehn il quale ha detto che l'opinione del commissario Rehn non e' in contraddizione con la valutazione del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Junker che ieri aveva dichiarato: 'Il negoziato e' molto difficile'.

5 - PAPADEMOS IN BILICO SENZA ACCORDO PARTITI SU NUOVI AIUTI...
(TMNews) - Il premier della Grecia, il tecnico Lucas Papademos potrebbe dimettersi se i leader dei vari partiti politici che sostengono il suo governo di salvezza nazionale non dovessero mettersi d'accordo sulle condizioni necessarie ad ottenere un nuovo piano di aiuti esterni. Lo ha riferito l'emittente Skai TV senza citare fonti specifiche, secondo quanto riporta Bloomberg.

6 - INFLAZIONE: ISTAT STIMA +0,3% A GENNAIO, +3,2% TENDENZIALE
Radiocor - Roma, 03 feb - A gennaio, l'indice Nic con tabacchi (a 104,4) segna un aumento dei prezzi dello 0,3% congiunturale e del 3,2% tendenziale. Lo stima l'Istat; i da ti definitivi verranno diffusi il 22 febbraio. L'inflazione di fondo, al netto di alimentari freschi ed energetici, e' ferma al 2,4%; al netto dei soli energetici scende al 2,2%.

7 - LUNEDÌ A PARIGI BILATERALE ANNUALE FRANCIA-GERMANIA
(TMNews) - Lunedì a Parigi il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera della Germania Angela Merkel presiederanno il 14esimo consiglio dei ministri franco-tedesco, tradizionale vertice bilaterale tra le due maggiori economie dell'area euro che stavolta sarà ampiamente dedicato alla crisi sui debiti pubblici. Lo ha riferito l'Eliseo precisando che i lavori inizieranno alle 11 e 30 con un colloquio tra i due leader a cui parteciperà il primo ministro francese Francois Fillon. In parallelo si svolgerà una riunione tra nove ministri francesi e otto tedeschi, mentre alle 12 e 15 è prevista una conferenza stampa congiunta di Sarkozy e Merkel.

8 - GAS: UE, CONFERMA CALO FORNITURE RUSSE, MA NON C'E' EMERGENZA
Radiocor - La Commissione europea ha confermato che ieri c'e' stata una diminuzione delle forniture di gas russo in diversi paesi ma che la situazion e 'non e' di emergenza'. Lo ha indicato la portavoce del commissario all'Energia Guenther Oettinger. In Italia nella giornata di ieri c'e' stato un calo delle forniture pari al 24%, per l'Austria del 30% e per la Polonia dell'8%. Complessivamente ci sono stati problemi nelle forniture in Polonia, Slovenia, Austria, Ungheria, Bulgaria, Romania e Grecia, ha indicato la commissione. 'Nei diversi paesi - ha indicato la portavoce - e' stato fatto fronte al calo delle forniture senza alcun problema'.

9 - TRONCHETTI: LA CIGS? E' COME TENERE IN VITA UN MORTO
(TMNews) - La cassa integrazione straordinaria? E' come tenere in vita un morto. E' quanto ha affermato il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, a margine della presentazione dello spettacolo teatrale 'Settimo, la fabbrica e il lavoro' al Teatro Piccolo di Milano.
Tronchetti ha poi aggiunto: "Dobbiamo insieme renderla aggiornata alle esigenze di oggi senza togliere sostegno ma creando atmosfera di fiducia".

10 - CONFINDUSTRIA/ BOMBASSEI, SQUINZI E RIELLO A CONFRONTO MARTEDÌ
(TMNews) - Entra nel vivo la sfida per la successione ad Emma Marcegaglia alla guida di Confindustria. La prossima settimana i candidati in corsa, Alberto Bombassei, patron della Brembo, Giorgio Squinzi, numero uno della Mapei, e Andrea Riello, presidente del Gruppo Riello Sistemi, si confronteranno per la prima volta. Il primo appuntamento è martedì prossimo, all'hotel Villa Braida di Mogliano Veneto: tutti e tre i candidati incontreranno, rigorosamente a porte chiuse, la base imprenditoriale del Nord Est. Giovedì 9, invece, ci sarà un faccia a faccia tra Bombassei e Squinzi in Assolombarda.

11 - QUEL DELISTING (SMENTITO) DI PARMALAT
Nicola Borzi per "Il Sole 24 Ore"- La Sfinge di Collecchio resta muta di fronte alle domande del mercato, che s'interroga sul futuro di Parmalat e su un possibile ridisegno societario della quotata passata in mani francesi. La fantasia così galoppa e prende il sopravvento: tra gli analisti c'è persino chi si spinge a immaginare possibile, anzi dietro l'angolo, un delisting della società alimentare da Piazza Affari.

Un portavoce di Lactalis preferisce non commentare queste valutazioni e si limita a smentire ufficialmente le ipotesi affermando che "un delisting non é all'ordine del giorno". Ma le smentite non convincono: il titolo Parmalat ieri ha chiuso con un rialzo 7,49%, dopo aver superato in corso di seduta una crescita superiore al 10%. Durante la giornata il warrant ha fatto segnare fiammate arrivate anche al più 26%. Da fine 2011 il rialzo dell'azione è del 21,65%, dal 30 gennaio di poco meno del 12 per cento.

I voli pindarici degli analisti non saranno magari giustificati, ma gli interrogativi sì: «Chiedere è lecito, rispondere è cortesia», spiega un vecchio adagio. Tra le società quotate, sebbene non esista alcun obbligo in merito, la best practice prevede che normalmente, dopo trimestrali e semestrali, si tenga una conference call con gli analisti per analizzare l'andamento dei conti e le prospettive, industriali e finanziarie, della scietà. In base a quelle conference call i tecnici che coprono il titolo danno le loro interpetazioni al mercato.

Per Parmalat l'ultima conference call risale a marzo 2011, ancora in epoca Bondi. Con la gestione dei francesi di Lactalis è cambiato tutto: le presentazioni sono scomparse e la comunicazione si è diradata. Si tratta di un caso più unico che raro, tra le società quotate del Footsie Mib. Una mancanza di visibilità che finisce per coinvolgere, pur se marginalmente, anche la leggibilità del paniere dei principali titoli di Piazza Affari e dunque dell'intero mercato.

«Sarebbe bene che Parmalat tornasse a un livello di trasparenza e comunicazione adeguato alle necessità degli investitori e del mercato», spiega Marco Pedretti, presidente di Azione Parmalat, l'associazione dei piccoli azionisti di Collecchio. Che, per non saper leggere (ma scrivere sì), ha presentato un esposto alla Consob sull'andamento anomalo del prezzo e dei volumi del titolo.

12 - LA SPINA E LA FIDUCIA DI PROFUMO SUL CASO BRONTOS
F.Mas. per il "Corriere della Sera" - «Sono felice»: così Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, ha commentato la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti, insieme con altri 19 manager della banca e di Barclays, per la presunta maxi frode fiscale da 245 milioni, la cosiddetta inchiesta «Brontos» condotta dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo.

Profumo, che si sente diffamato dai «prematuri giudizi di colpevolezza» suscitati dall'inchiesta, dice che potrà dimostrare «l'insussistenza del fatto e qualsivoglia mia pretesa personale responsabilita». È la prima volta che il banchiere parla della vicenda, e dal suo tono diretto si intuisce che l'eventuale processo sarà terreno di scontri duri: «Non posso non notare che ancora una volta ho appreso "in tempo reale" dai mezzi d'informazione l'evoluzione dell'inchiesta», quando invece «compito della Giustizia è anche quello di proteggere le parti altrimenti avvinte nelle risacche di una pubblicità diffamatoria».

13 - NOVARTIS, LA RIVOLTA DEGLI AZIONISTI CONTRO IL BOARD
Fr.Bas. per il "Corriere della Sera" - Tempi duri anche in Svizzera. Il board di Novartis rischia di non essere riconfermato per avere concesso al presidente un bonus troppo generoso. L'attacco è stato sferrato dalla fondazione Ethos, che raggruppa investitori istituzionali, e che ha come obiettivo lo sviluppo sostenibile.

Ma soprattutto «consiglia» i fondi pensione. Il direttore di Ethos, Dominique Biedermann, ha detto ai giornali che il presidente della multinazionale farmaceutica Daniel Vasella «guadagna milioni di franchi al mese e sembra un po' troppo». Vasella è stato pagato 13,5 milioni di franchi svizzeri nel 2011, mentre i profitti della Novartis sono scesi del 7%. Ethos ha invitato gli azionisti di Novartis a non riconfermare i membri del board William Brody e Srikant Datar, componenti della commissione compensi.

14 - IL DURO ACKERMANN DIFENDE L'EURO
M.d.F. per il "Corriere della Sera" - Un accordo sulla Grecia «è vicino», e gli investitori potrebbero accettare «un taglio del 70%» del valore dei bond, più caro del previsto, ma si eviterebbe di andare incontro a «costi non calcolabili». Ne era convinto ieri il ceo di Deutsche Bank Josef Ackermann, parlando in qualità di presidente dell'IIF, l'associazione delle banche internazionali impegnata a trovare un accordo con Atene. E per questo, il top manager svizzero, alla sua ultima conferenza stampa prima di lasciare la guida del primo istituto tedesco, ci ha tenuto ad aggiungere di essere «contrario a qualsiasi uscita di Paesi dall'euro» e di pensare che il Portogallo «ce la faccia».

Perché, se «risolviamo in tempi brevi» il nodo della Grecia, «il problema del contagio sarà molto ridotto e i tassi di interesse scenderanno in breve a un livello basso». Per favorire l'accordo, sarà ad Atene il fine settimana. Un grande banchiere, per il mondo della finanza, che lascia con utili di 4,3 miliardi di euro guadagnati in piena crisi, grazie a una strategia di riequilibrio delle attività bancarie tradizionali (il 56% degli utili) rispetto all'investment banking.

15 - ALESSANDRO DA GRANDE...
Sara Bennewitz per "la Repubblica"

Benetton, ma mica tanto. Gli imprenditori veneti offrono agli investitori 4,6 euro per ritirare dal mercato l´azienda con il loro nome, ma l´asticella della Borsa sale a 4,7 euro. Già ai tempi di Autostrade e Schema28, Gianni Mion convinse la famiglia trevigiana ad assecondare le richieste degli investitori e ad alzare di un euro il prezzo dell´Opa sul gruppo dei pedaggi.

Solo che stavolta Mion potrebbe essere meno incisivo, essendo in uscita da Edizione. La decisione spetta quindi ad Alessandro Benetton, che a breve diventerà presidente, e che ha scelto l´Opa per traghettare più velocemente l´azienda fuori dalle secche. Anche l´ultima parola sul prezzo spetterà al discendente della dinastia, che ha un lungo passato nel private equity. E che in questa partita si gioca la reputazione nei confronti del mercato.

16 - FONDAZIONE MPS IL SISTEMA ITALIA SI CHIUDE A RICCIO...
Giovanni Pons per "la Repubblica"


L´ossessione tutta italiana del controllo al 51% non riguarda solo una buona parte degli imprenditori italiani o, da ultimo, i Ligresti. Riguarda anche un ente come la Fondazione Mps che a furia di puntellare la sua quota di controllo, anche con prestiti onerosi e finanziariamente sofisticati, rischia di perdere la presa sulla banca senese. La miopia del passato ora viene al pettine. Fu infatti la stessa fondazione Mps a respingere qualsiasi aggregazione in passato poiché non voleva veder diluita la propria quota. Quando la Bnl nel 2005 era assediata dal Bbva e si intavolarono discorsi con Siena alla fine naufragarono e la banca romana finì nella pancia della francese Bnp Paribas.

E altri abboccamenti finirono in nulla sempre per la stessa ragione, il rischio di perdere il 51%. Poi nel 2007 il Monte fece il passo più lungo della gamba con l´acquisizione di Antonveneta per 9 miliardi, proprio alla vigilia del crollo dei mercati. E da qui la necessità di aumenti di capitale per salvaguardare il patrimonio della banca. Adesso entro il 15 marzo la Fondazione Mps deve riuscire a vendere il 15% della banca per rientrare con i finanziamenti ottenuti dalle agguerrite banche straniere.

E se non ce la farà si prospetta una nuova grande operazione di sistema: Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca tireranno fuori altri quattrini, circa 500 milioni di nuovi prestiti, per far uscire le banche estere e tenere stretto in mani italiane il controllo del Monte. È il sistema che si chiude a riccio per evitare di perdere i pezzi a vantaggio degli stranieri ma forse c´è da chiedersi come mai gli imprenditori e i banchieri italiani che sono riusciti negli anni a costruire gruppi solidi e competitivi a livello internazionale si contino sulle punta delle dita. Forse dopo tanti anni occorre un ricambio delle menti che guidano il paese.

 

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