carlo bonomi messina

CHI SBANCA E CHI NO - MENTRE IL SISTEMA BANCARIO ''SALVA'' CARIGE, AGLI STATI GENERALI DEL CREDITO MESSINA (INTESA) PROMETTE CHE NON FARÀ CREDIT CRUNCH MA CHE HA GIÀ PREVENTIVATO 50 MILIARDI IN FINANZIAMENTI NEL 2019. E IN ASSOLOMBARDA SI FREGANO LE MANI - MALACALZA SI TIRA FUORI DALL'ISTITUTO GENOVESE

1. STATI GENERALI DEL CREDITO: SERVE MAGGIOR DIALOGO TRA BANCHE E IMPRESE

Da www.affaritaliani.it

CARLO MESSINA

 

Assolombarda ha presentato il libro bianco “Credito e Finanza per la crescita delle imprese” Finanza e credito per la crescita delle imprese nell’ambito degli Stati Generali del Credito.

 

Assolombarda ritiene che il tema del credito rappresenta uno dei principali nodi da sciogliere per il rilancio del sistema economico e, a livello Paese, occorre ridare alla finanza il suo ruolo di leva per la realizzazione delle politiche industriali. È quanto emerso dal ‘libro bianco’ voluto dall’associazione degli imprenditori lombardi “Credito e Finanza per la crescita delle imprese”, il terzo di una serie di volumi dedicati ai temi ritenuti strategici dal sistema imprenditoriale.

 

CARLO BONOMI

“Dopo il volume sul fisco e sul lavoro ci siamo dedicati al credito – dice Carlo Bonimi, Presidente di Assolombarda ad Affaritaliani.it – perché crediamo che questi siano i tre pilastri per la crescita. Per il 2019 purtroppo pensiamo che ci potrebbe essere uno scenario complesso per le Piccole e medie imprese circa l’accesso al credito. Ecco perché ci siamo fatti promotori di una serie di proposte agli intermediari finanziari con cui vogliamo confrontarci in maniera costruttiva”.

 

 

Dopo il saluto di Bonomi, il primo intervento degli Stati generali del Credito - che si tengono il 12 e il 13 novembre a Milano – è stato affidato a Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo: “Siamo una delle banche migliori del mondo – dice dal podio - perché non abbiamo aspettato che il governo cambiasse le regole per agire. Oggi è un incontro importante perché Intesa Sanpaolo, la ‘tripla A’ delle banche d’Italia che nel 2019 non dovrà fare credit crunch, incontra la ‘tripla A’ delle imprese del nostro Paese e dell’Europa. Certo, dobbiamo ridurre il debito pubblico, soprattutto per dare la possibilità alle imprese e non solo di investire in ricerca e sviluppo”.

 

carlo messina giovanni bazoli

Un’apertura significativa di Intesa Sanpaolo verso le aziende come conferma Messina ai microfoni di Affaritaliani.it: “Nel 2019 continueremo a sostenere le famiglie così come le imprese anche PMI. Ogni anno eroghiamo 50 miliardi di credito a medio e lungo termine e lo faremo anche nel 2019, perché crediamo che l'Italia sia un Paese forte".

 

L’attualità poi entra negli Stati Generali del Credito e sul caso Carige Messina commenta: “Non credo che sia un caso di scuola, perché le cose per questa banche vanno male, anche se è amministrata una un bravo Presidente e da un bravo AD. Se il fondo interbancario vorrà intervenire Intesa Sanpaolo è pronta a fare la sua parte”.

 

 

Tornando al volume dedicato al credito, è stato prodotto da Assolombarda in collaborazione con un panel di esperti del mondo finanziario e accademico. Gli Stati Generali del Credito sono l’evento di confronto tra imprese, mondo finanziario e istituzioni per individuare insieme soluzioni di reciproco interesse

 

Il “Credito e Finanza per la crescita delle imprese” è articolato in tre sezioni. Ciascuna affronta aspetti fra loro connessi: le trasformazioni normative dei settori bancari e finanziari europei, finalizzate a renderli più resistenti alla crisi; le opportunità aperte dai cambiamenti dell’euro-area che possano tradursi in un effettivo rafforzamento delle sezioni non bancarie dei mercati finanziari e l’ultima parte dove si analizza come le imprese possano muoversi e avvantaggiarsi di questo contesto, costruendo “architetture finanziarie” su misura che considerino anche tutte le soluzioni innovative disponibili.

 

CREDIT CRUNCH jpeg

Ne hanno discusso in una tavola rotonda Stefano Caselli dell’Università Luigi Bocconi, Carlo Ferro, Presidente STMicroelectronics Italia, Maria Giovanna Mazzocchi, Presidente Editoriale Domus, Matteo Zanetti, Presidente Gruppo Tecnico Credito e Finanza di Confindustria e Alessandro Vandelli, Amministratore Delegato BPER Banca. A seguire, in diretta da Strasburgo, l'intervento di Antonio Tajani. A chiudere la giornata un excursu di Carmelo Barbagallo, a capo delle Vigilanza di Banca d'Italia.

 

 

 

2. BANCHE SALVANO CARIGE, MALACALZA SI SFILA. ORA FUSIONE

Paolo Algisi per l'ANSA

 

Il sistema bancario stende un cordone di sicurezza attorno a Carige, garantendo l'afflusso a Genova di quei capitali necessari alla sua sopravvivenza che la banca non era in grado di reperire da sola sul mercato. La manovra messa a punto dall'ad Fabio Innocenzi e dal presidente Pietro Modiano prevede un rafforzamento di 400 milioni, il doppio di quello di cui si è discusso nei mesi scorsi, in cui la parte del leone la farà lo Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

 

vittorio malacalza

A far lievitare i costi dell'intervento sono stati gli esiti di una ispezione della Bce sul portafoglio crediti, a cui Carige ha risposto con 219 milioni di ulteriori rettifiche che hanno portato i conti dei primi nove mesi in rosso per 190 milioni. "Abbiamo una banca pulita" ha assicurato Modiano, mentre Innocenzi ha parlato di "giornata importante" per Carige, messa "in sicurezza" con "un'operazione più ampia di quella ipotizzata inizialmente" per dare "un segnale forte" al mercato.

 

"Piena soddisfazione" anche dal governo. Lo scudo del Fitd "garantisce il rispetto dei requisiti patrimoniali, pone le condizioni per il rapido completamento del previsto aumento di capitale e assicura al nuovo management le condizioni per idonee strategie industriali, inclusa la valutazione di possibili aggregazioni" ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il piano di Carige, seguito passo passo da Bankitalia e dal governo, prevede un bond subordinato da 320 milioni che verrà sottoscritto dallo Schema Volontario. L'emissione salirà a 400 milioni se i grandi soci sottoscriveranno una ulteriore tranche da 80 milioni a loro destinata.

 

CARIGE

Carige estinguerà il bond all'inizio del 2019 con un aumento da 400 milioni, su cui l'assemblea voterà il 21 dicembre. In caso di inoptato sarà il Fidt a sottoscrivere le azioni convertendo il bond. La conversione è invece prevista in automatico per la tranche ai soci. All'esito della manovra Carige tornerà pienamente in linea con i requisiti chiesti dalla Bce (cet1 al 13,5% e tcr al 13,6%) Salta un giro il primo azionista Malacalza Investimenti, nonostante l'impegno a sostenere la banca espresso recentemente. "Di fronte alle scadenze che davamo all'investitore ha detto 'per favore no'. Ma senza che questo corrisponda a un disimpegno" ha spiegato Modiano.

 

"Siamo contenti dell'azione di risanamento" e "ci auguriamo che la banca si concentri sul supporto al territorio" ha detto Mattia Malcalza, la cui famiglia ha investito oltre 400 milioni in Carige, la gran parte dei quali 'evaporati' in Borsa. Dovrebbe invece esserci il finanziere Raffaele Mincione, il cui "impegno irrevocabile" è però condizionato a una "adeguata remunerazione" del bond mentre non si è impegnato l'altro socio forte, Gabriele Volpi. "Non faremo mancare il nostro sostegno al fondo" ha detto il ceo di Intesa, Carlo Messina, come a favore dell'intervento è l'altra 'big' Unicredit.

raffaele mincione

 

Per il ceo di Bper, Alessandro Vandelli, "sarebbe bello che tutti facessero la loro parte" mentre più cauto è l'ad di Creval, Mauro Selvetti, che dice "valuteremo". Il comitato di gestione del Fitd, che ha accolto la richiesta di intervento, ha convocato per il 30 novembre l'assemblea che dovrà approvarla. Ora l'obiettivo del management, ha detto Modiano, è "trovare un'aggregazione che dia una prospettiva a lungo termine forte".

 

Di M&A se ne parlerà anche nel piano industriale che Innocenzi metterà a punto prima dell'aumento per convincere gli investitori a mettere i soldi in una banca che dal 2013 ha bruciato 2,2 miliardi in tre ricapitalizzazioni. Il piano illustrerà "i benefici" di cui potrebbe godere Carige in caso di una fusione, che potrebbe essere avviata "operativamente" già l'anno prossimo, dimostrando al contempo "come una banca tornata in sicurezza possa avere anche una redditività soddisfacente".

 

Oggi il titolo è rimasto sospeso in Borsa per evitare di esporlo alla volatilità in una fase di incertezza. Domani arriverà il giudizio del mercato che dovrà digerire le nuove inattese perdite e la prospettiva di un nuovo pesante aumento di capitale.

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