FIAT VOLUNTAS MOODY’S - IL DOWNGRADE DEL LINGOTTO SI PORTA DIETRO IL TITOLO, CHE ANCHE OGGI PERDE IL 6% (EXOR -9%) - PER L’AGENZIA, “FIAT È MENO COMPETITIVA PERCHÉ HA MODELLI VECCHI E RINNOVA MENO DEI CONCORRENTI” - 8 MLD DI DEBITI E UNIONE CON CHRYSLER ZAVORRANO L’AZIENDA - DOPPIO FRONTE SINDACALE: AD AVELLINO RINVIATA LA CHIUSURA DI IRISBUS, A DETROIT È STATA APPENA PROROGATA DI UN’(ALTRA) SETTIMANA LA TRATTATIVA TRA MARPIONNE E JOHN KING…

1 - FIAT PERDE IL 6,29%
Alle 10,30 il titolo Fiat perde il 6,29%, Exor il 9%. Male anche Fiat Industrial (-3,2%)

2 - FIAT: SINDACATO USA-CHRYSLER PROLUNGANO COLLOQUI CONTRATTO...
(AGI)
- Il sindaco automobilistico Usa, United Auto Workers e il gruppo Chrysler deciso di comune accordo di prolungare di una settimana i colloqui oltre la scadenza del termine fissata a mezzanotte (negli Usa) per cercare di trovare un accordo.

3 - "MODELLI VECCHI E ZAVORRA CHRYSLER" MOODY´S TAGLIA IL RATING ALLA FIAT...
Paolo Griseri per "la Repubblica"

Moody´s declassa Fiat. Perché, scrive l´agenzia di rating, «il rischio del business concentrato su un settore altamente ciclico come quello automobilistico e il tasso di rinnovo dei modelli relativamente basso rispetto ai concorrenti diretti, riduce la sua posizione competitiva». Pochi modelli dunque ma anche gli effetti della fusione con Chrysler, una società che arriva da un fallimento e che, per forza di cose, ha una valutazione ancora negativa.

Tanto che in Usa la notizia viene letta come la diretta conseguenza dell´alleanza tra Torino e Detroit: «Moody´s penalizza la Fiat per colpa di Chrysler». Esplicitamente gli analisti della società di rating spiegano che «la valutazione di outlook negativo è legata ai rischi dell´intergrazione con Chrysler, ma se questa andrà a buon fine potrà stabilizzarsi».
La decisione di Moody´s di abbassare il rating da Ba1 a Ba2 porta la valutazione del Lingotto allo stesso livello di quella stabilita tempo fa da un´altra agenzia, Standard and Poor´s. Gli analisti valutano l´attuale indebitamento del Lingotto a 8,3 miliardi di euro.

Due giorni fa a Londra Marchionne aveva previsto che entro fine anno l´indebitamento del gruppo dovrebbe scendere a 5,5 miliardi mentre la liquidità, valutata da Moody´s a giugno a 12 miliardi, ora sarebbe intorno ai 18. Nella valutazione della società di rating si tiene conto anche di elementi positivi come «la diversificazione geografica» e «le sinergie» tra le due società che si avviano verso la fusione. Sull´altro piatto della bilancia ci sono le incognite sul prezzo di acquisto del 40 per cento delle azioni Chrysler ancora in mano al fondo pensionistico Veba. E il fatto che «l´utilizzo di comuni architetture produttive aumenta la dipendenza reciproca» tra le due società.

Il downgrade punisce il titolo in borsa: Fiat spa perde il 6,22 per cento e si ferma poco sopra la soglia dei 4 euro, quasi vanificando i progressi registrati nei giorni scorsi. In controtendenza le azioni di Fiat Industrial che sale del 3,32 ancora sull´onda dei target annunciati due giorni fa dal presidente Marchionne.

Il manager del Lingotto è da ieri sera in Usa per tentare di chiudere l´accordo con il sindacato Uaw sul nuovo contratto di lavoro negli stabilimenti della Chrysler. Tentativo fallito sette giorni fa perché il leader del sindacato ha preferito prima concludere l´accordo con la Gm sperando di costituirsi un precedente da far valere sul tavolo della trattativa con Marchionne. Ieri sera King non aveva ancora deciso se accettare la trattativa con l´ad del Lingotto o se invece rinviarla nuovamente per chiudere prima l´accordo con Ford.

In Italia intanto si consuma la vicenda Irisbus. Cariche della polizia e proteste ieri in via Veneto, di fronte alla sede del Ministero dello Sviluppo economico, dov´era in programma l´incontro tra le parti per risolvere la crisi dello stabilimento degli autobus di Valle Ufita, in provincia di Avellino, il luogo dove Fiat Industrial intende cessare la produzione. L´azienda ha accettato di prorogare «fino al 31 dicembre» l´attività: «Sia chiaro - ha ricordato l´amministratore delegato di Iveco, Alfredo Altavilla - che non ci saranno altre proroghe». Per il ministro Paolo Romani «il rinvio della chiusura serve ad avere il tempo per trovare soluzioni».

Anche alternative alla cessione dell´impianto a Massimo Di Risio, l´imprenditore che i sindacati non vogliono perché lo considerano un liquidatore. La scelta su come proseguire la vertenza verrà presa lunedì dai lavoratori riuniti in assemblea nello stabilimento ma «quel che più conta - hanno detto all´unisono le organizzazioni sindacali - è che il governo si impegni a finanziare l´acquisto degli autobus da parte delle amministrazioni locali, unica condizione perché diventi redditizia la produzione».


4 - FIAT: MOODY'S TAGLIA IL RATING PER AVVICINARLO A CHRYSLER - LE MOTIVAZIONI DEL DOWNGRADE...
(ASCA) - ''il maggiore utilizzo di piattaforme comuni per veicoli e tecnologie motoristiche aumenta l'interdipendenza, circostanza che potrebbe portare all'esigenza per le due compagnie di fornirsi supporto reciproco in caso di difficolta' finanziarie''. Questo nonostante Fiat ''non garantisca il debito di Chrysler (ne' intende costituire garanzie per i benefit di Chrysler) e nonostante il fatto che le gestioni finanziarie delle due societa' restino separate''.

Moody's sottolinea poi che il rating, oltre a incorporare le implicazioni di un business tipicamente ciclico come quello dell'auto, riflette anche il fatto che il rinnovo dei modelli Fiat e' ''relativamente infrequente rispetto ad alcuni dei suoi diretti concorrenti'' e che questo ''sta logorando la posizione competitiva del gruppo''. Secondo l'agenzia ''questo si riflette anche nelle perdite di quote di mercato registrate nell'ultimo anno in Europa e sul mercato domestico''.

Ma criticita' potrebbero arrivare anche dal Brasile dove Fiat ''potrebbe essere vulnerabile ad un aumento della pressione della concorrenza legato all'indebolimento della domanda'' che a sua volta ''e' destinata ad accrescere la pressione sui prezzi e la sovraccapacita' produttiva''. Anche in considerazione dei nuovi stabilimenti che saranno realizzati nel Paese dai marchi concorrenti e che ''aumenteranno la capacita' produttiva del paese del 50% entro il 2014''.

Moody's da una parte spiega di ''comprendere che Fiat e Chrysler siano in una fase di aggiustamento dei loro piani di prodotto e di produzione'' ma avverte anche che un eventuale rinvio del lancio di importanti nuovi modelli ''potrebbe comportare un indebolimento della posizione competitiva del Gruppo, perdite di quote di mercato e difficolta' a coprire i costi fissi, specialmente in Europa''.

D'altra parte, pero', l'agenzia sottolinea che l'inclusione di Chrysler ''influisce positivamente nella diversificazione geografica di Fiat che prima era molto limitata''. Una circostanza che in passato ''era un fattore chiave di debolezza nel suo profilo di business''. Non solo, ma sono da considerare anche ''i potenziali risparmi di costi che possono derivare dalla maggiore integrazione operativa'' tra le due case in particolare per quanto riguarda le piattaforme comuni, i trasferimenti di tecnologia e gli acquisti.

Punti di forza consolidati sono anche ''la posizione leader in Brasile che e' stata la principale fonte di profitti e di cash flow negli ultimi anni'' per la Fiat e la presenza dominante nel mercato italiano sul quale, pero', pesano i rischi legati alla generale condizione economica del Paese e ai ''programmi di austerity'' che possono deprimere la domanda. In prospettiva, Moody's prevede che Fiat sara' in grado di ''contenere ulteriori perdite di quote di mercato'' nei prossimi due anni per poi riguadagnare terreno in Europa con il rinnovo della gamma che ''dovrebbe accelerare a partire dal 2012''.

Anno che sara' ''importante'' per il Lingotto perche' partira' la piena integrazione delle piattaforme di Chrysler e salira' l'utilizzazione della capacita' degli stabilimenti italiani, ''aumentando cosi' la profittabilita' in Europa e riducendo la dipendenza dal Brasile''. Saranno questi elementi che potranno spingere Moody's a rimuovere l'outlook negativo e stabilizzare il rating di Fiat fino a convincerla ad aumentare invece quello, piu' basso, attualmente assegnato a Chrysler.

 

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