euro bruciati patrimoniale tasse soldi

IL NOSTRADAMUS DE NOANTRI - NEL 1998 GIUSEPPE CAPUANO AVEVA GIA’ PREVISTO TUTTO: DALLA CRISI DELLO SPREAD AL CRAC DELLA GRECIA, DAI VANTAGGI "ESCLUSIVI" PER LA GERMANIA AL FLOP DEL CONTROLLO DELL'INFLAZIONE - AVEVA ANCHE MESSO IN GUARDIA PRODI E CIAMPI, MA NESSUNO DETTE RETTA AL FUNZIONARIO DEL MINISTERO...

 

Francesco De Dominicis per Libero Quotidiano

 

nostradamusnostradamus

Dalla crisi dello spread al crac della Grecia, dai vantaggi "esclusivi" per la Germania al flop del controllo dell'inflazione: tutti i danni e gli effetti collaterali cagionati dall'euro messi nero su bianco. Non in una (facile) analisi postuma. Ma in una previsione ragionata e dettagliata, ma rimasta inascoltata. Dunque, non è un pianto sul latte versato, di cui oggi abbondano gli scaffali (anche virtuali) delle librerie del Paese. Siamo nel 1998 e la moneta unica è alle porte: a gennaio dell'anno successivo comincerà a sostituire i coni nazionali nelle transazioni e nei contratti, per poi entrare materialmente nelle tasche dei cittadini a gennaio 2002.

 

Quindici anni fa, Giuseppe Capuano – oggi alto dirigente del ministero per lo Sviluppo economico – è un economista già noto fra gli addetti ai lavori. Tuttavia, il suo libro Moneta unica, sviluppo economico e economie locali: una analisi critica della politica economica dell'euro resta nei cassetti delle stanze del potere. Letto, sì. Ma non adeguatamente considerato. Senza dubbio viene snobbato (consapevolmente?) da chi – dentro e fuori i confini nazionali – sta guidando la macchina della transizione all'area euro e del successivo change over.

giuseppe capuanogiuseppe capuano

 

La lettura delle considerazioni di Capuano non avrebbe consentito addirittura di evitare tutti i guasti della moneta unica di cui oggi ci si lamenta; certamente avrebbe messo in guardia, limitando il discorso all'Italia, chi era allora sul ponte di comando: ovvero il premier Romano Prodi, il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Ma non solo.

 

Certo, è difficile – oggi – dire quale sarebbe stato lo stato di salute dell'economia europea, se l'architettura dell'area euro avesse avuto qualche correzione in corsa. La lunga crisi di questi anni, del resto, è figlia anche di fattori esogeni, su tutti il crac della finanza Usa, prima coi mutui subprime del 2007 e poi con il default di Lehman Broters, il 15 settembre 2008. A deprimere la crescita, peraltro, contribuiscono anche le difficoltà delle economie asiatiche e problemi di natura globale.

 

giuseppe capuanogiuseppe capuano

L'euro, ovviamente, ha fatto la sua parte. E Capuano l'aveva scritto. Partiamo dallo spread. La crisi del debito pubblico in Italia ha portato il differenziale di rendimento a 570 punti base nel novembre 2011, era già stata prevista 13 anni prima. "L'andamento dei tassi di interesse dell'Unione europea – si legge nel libro – sarà influenzato anche da fattori esogeni al sistema (ciclo economico internazionale, pressioni speculative, rapporti di forza tra le varie valute mondiali, politica monetaria della Fed), che potenzialmente potrebbero creare delle tensioni monetarie e quindi condizionare al rialzo i tassi di interesse interni".

 

PRODI CIAMPIPRODI CIAMPI

In poche righe è sintetizzato quello che è accaduto a partire dall'estate di cinque anni fa, quando le pressioni internazionali sul governo italiano sono cresciute a dismisura, costringendo il presidente del consiglio in carica, Silvio Berlusconi, a rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Una procedura tanto anomala (il Parlamento non aveva sfiduciato il governo) quanto rapida: in pochi giorni, l'ex Cavaliere fu sostituito dal professor Mario Monti – fresco di nomina a senatore a vita – che si mise alla testa di un cosiddetto esecutivo tecnico, conseguenza proprio di quelle "pressioni speculative" previste e denunciate da Capuano nel 1998.

 

BERLUSCONI SPREAD BERLUSCONI SPREAD

Capitolo Germania. Nelle 90 pagine del testo del dirigente ministeriale, viene ampiamente previsto lo strapotere tedesco, quella egemonia economica oggi presa di mira nei partiti e nei movimenti anti euro. Scrive Capuano: "Le politiche di convergenza realizzate dai governi nel periodo 92-98 hanno finito da un lato per rafforzare le aree forti (leggasi Germania, ndr) dall'altro per allontanare le aree deboli con effetti negativi sul processo di coesione". Fari puntati, poi, sull'austerity e su quell'ossessione per il rigore nei conti pubblici che: L'Ue "ha costretto a marce forzate i governi a rientrare nei parametri previsti con la conseguenza di rallentare la crescita e i processi di coesione economica".

 

EFFETTO DOMINO SULLO SPREAD jpegEFFETTO DOMINO SULLO SPREAD jpeg

Vantaggi immediati, come la stabilizzazione delle finanze pubbliche e una crescita apprezzabile, e guai nel futuro, a cominciare dall'inflazione:"Nel breve periodo - si legge ancora - ci sarà una convergenza delle economie europee, ma nel lungo periodo a causa degli squilibri reali il controllo degli aggregati monetari, di bilancio e del tasso di inflazione sarà più difficile".

 

MERKEL BUNDESTAGMERKEL BUNDESTAG

C'è un passaggio, poi, tra le tante osservazioni dell'autore, che lascia a dir poco l'amaro in bocca. Ovvero quando Capuano scrive che la creazione dell'area monetaria unica avrebbe portato a un "percorso squilibrato con un aumento della disoccupazione e una accelerazione dei divari regionali". Ossia: il conto, alle fine, lo pagheranno i più deboli: Spagna, Grecia, Italia. È andata così: hanno "vinto" la Germania e pochi altri. E, purtroppo, si sapeva.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…