porto taranto cina ferretti group

IL PORTO DI TARANTO SARÀ (S)VENDUTO AI CINESI? – IL GRUPPO “FERRETTI” HA UN PIANO PER REALIZZARE UN POLO PRODUTTIVO NELLA CITTÀ DELL’ILVA. IL PROBLEMA È CHE LA SOCIETÀ DAL 2012 È PARTECIPATA DAI CINESI DI “WECHAI” CHE POSSIEDONO L’86% DELLE AZIONI E CHE A LORO VOLTA SONO CONTROLLATI DAL GOVERNO DI PECHINO – LA MANOVRA GUARDA CASO È SPONSORIZZATA DAL SOTTOSEGRETARIO GRILLINO MARIO TURCO...

1 – FDI: GOVERNO CHIARISCA SU SVENDITA A CINESI PORTO TARANTO

ferretti groupluigi di maio xi jinping

(LaPresse) - "Apprendiamo dalla stampa di una operazione fortemente sponsorizzata da un esponente del M5S che punta alla svendita ai cinesi del porto di Taranto per la realizzazione di un polo produttivo e di un centro di ricerca. Vorremmo capire se la notizia sia fondata e, se così fosse, perché il M5S ha interessi così forti da spingere l'operazione". Lo dichiarano i deputati pugliesi di Fratelli d'Italia, Davide Galantino e Marcello Gemmato che hanno chiesto accesso agli atti per recepire tutta la documentazione riguardante l'operazione in oggetto e presentato interrogazione al ministro Luigi Di Maio e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

 

2 – IL PIANO GRILLINO SU TARANTO SVENDERE IL PORTO AI CINESI

porto taranto 2

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

Lo spauracchio cinese ha un nome perfettamente italiano, Ferretti Group, e vuole fare un investimento nel porto di Taranto. Si parla della realizzazione di un polo produttivo per la costruzione di scafi e sovrastrutture in vetroresina e carbonio e di un centro di ricerca impegnato nello studio di modelli e stampi. Il tutto nell' area «ex Belleli» dello scalo pugliese, dove negli anni '80 e '90 si costruivano piattaforme petrolifere off shore.

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTEmario turco

Dalle infrastrutture per la ricerca di petrolio agli yacht di lusso - core business della Ferretti - il passo potrebbe essere breve. Con lo zampino del Dragone. La società, fondata a Bologna nel 1968 dai fratelli Alessandro e Norberto Ferretti, dal 2012 è partecipata dai cinesi della Weichai Group.

 

Il gruppo, di proprietà statale, ora possiede l' 86% delle azioni della Ferretti dopo averla salvata dal baratro del fallimento otto anni fa. Ma la multinazionale della cantieristica navale è ancora in cattive acque finanziarie. E l' anno scorso ha rinunciato alla quotazione a Piazza Affari.

 

porto taranto 1

La stessa società cinese che ha manifestato l' interesse per il varo di un insediamento produttivo nell' ambito della cantieristica nautica. Anche se al momento non si conoscono i dettagli del progetto. Lo sbarco della Ferretti Made in China è stato sponsorizzato meno di un mese fa da un grillino di rango, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica e agli Investimenti, il tarantino Mario Turco.

ferretti group yacht

 

«L' insediamento del gruppo Ferretti a Taranto sarebbe per il territorio una grande opportunità di sviluppo e di riconversione economica per il nostro tessuto imprenditoriale - ha detto il 7 aprile scorso Turco - l' iniziativa è un altro tassello della Presidenza del Consiglio e del Governo per il progetto del cosiddetto Cantiere Taranto». Da Forza Italia il deputato Mauro D' Attis, commissario pugliese degli azzurri, annuncia battaglia in Aula. Parla di «grandi manovre» da parte di Pechino «per mettere le mani sul porto ionico con grandi investimenti».

 

weichai

E annuncia: «presenteremo un' interrogazione parlamentare». A Il Giornale D' Attis aggiunge: «Vogliamo capire perché il governo sta puntando così tanto su questa cosa, anche alla luce della nostra collocazione atlantica sul piano internazionale e della presenza di una base Nato strategica nella città di Taranto». Turco, contattato dal Giornale, non ha rilasciato dichiarazioni.

 

porto taranto

E a preoccupare c' è anche un altro episodio, verificatosi durante questi giorni di emergenza Coronavirus. Il colosso statale cinese CCCC (China Communication Construction Company) ha donato tra marzo e aprile in totale 4mila mascherine all' autorità portuale di Taranto. Il gruppo pubblico di Pechino, leader nel settore delle costruzioni, ha fatto la stessa operazione con il porto di Trieste, ai cui lavoratori ha consegnato 10mila mascherine il 21 marzo. La stessa CCCC l' anno scorso ha firmato un' intesa con lo scalo triestino e un' altra con il porto di Genova, entrambe rientranti nell' accordo sulla Via della Seta firmato dal governo gialloverde a marzo del 2019.

porto taranto weichai sponsor di ferrariporto di taranto porto taranto 4Il porto di Taranto porto di taranto mario turco giuseppe conteporto di taranto ferretti group ferretti group yacht

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)