SIAMO UOMINI O CAPORALETTI? QUELL’ELICOTTERO DI FINMECCANICA CHE PIACEVA UN SACCO A BERLUSCONI

Marco Lillo per "Il Fatto Quotidiano"

L'elicottero da offrire con costi più bassi a Berlusconi se il governo avesse sbloccato i fondi per la ricerca a Finmeccanica. Gli affari con la Libia fino a due mesi prima dei bombardamenti e le nomine offerte alla Lega e a Matteoli per i Cda delle controllate del gruppo.

Aspetti inediti che emergono dalle telefonate intercettate nel 2010 dal Ros dei Carabinieri per conto della Procura di Roma e ora confluite nel procedimento napoletano dei pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli che sta per chiudersi con l'avviso di conclusione delle indagini per corruzione internazionale contro Valter Lavitola e il presidente di Panama Martinelli. Intercettazioni irrilevanti penalmente, ma che disegnano un ritratto della Finmeccanica berlusconiana.

UN ELICOTTERO PER SILVIO

Il 4 agosto 2010 Guarguaglini dice al telefono a Orsi di essere stato, la sera prima, dal "presidente", cioè Berlusconi. Guarguaglini aveva portato a Gianni (Letta, ndr) l'elicottero AW139 (probabilmente un modellino dell'elicottero Agusta Westland, già usato da Berlusconi e comprato dalla Fininvest nel 2007).

Guarguaglini dice che Letta "gli ha fatto vede'... allora gli ha detto: scusa ma tu ce l'hai grosso (l'elicottero, ndr), non c'hai mica bisogno del piccolo. Allora lui ha incominciato a di': ‘Ma io voglio quell'altro che parte poi si rimette a posto'. Ho capito - prosegue Guarguaglini - gli ho detto, però se ci tagliate i finanziamenti... quindi non potete pretendere... Allora lui dice: ah ah... quindi si è messo lì a...".

A quel punto Orsi, allora Amministratore di Agusta, interrompe così Guarguaglini: "Bene! Tu buttagliela sempre lì, hai visto i miei conti già? Va bene guardali con calma... però valgono solo se non ci sono i fondi. Se ci sono i fondi, quel pezzo di carta lì, giurerò di non avertelo mai dato".

I fondi sono quelli che Finmeccanica chiede al governo in quei giorni. In una precedente telefonata di giugno, infatti, Guarguaglini si lamentava con Letta dopo un incontro con il ministro Giulio Tremonti, per chiedere lo sblocco dei fondi della legge 808, che offre a Finmeccanica contributi sulla ricerca: "Gli ho detto: ‘ogni anno prendevo 500 milioni per mandare avanti... Da 500 a 0 ci sono tanti numeri nel mezzo. Glieli ho lasciati e lui ha detto che ci pensa'".

Poco dopo la visita a palazzo Chigi la presidenza del Consiglio guidata da Berlusconi decide di spendere 37 milioni di euro per due lussuosi elicotteri Agusta Westland 139. Mentre la legge 808 viene rifinanziata per il 2011 con 400 milioni di euro.

LIBIA MON AMOUR

Due mesi prima dei bombardamenti su Gheddafi, l'Italia vendeva materiale bellico al Colonnello. L'81enne presidente di Alenia Aermacchi, Amedeo Caporaletti, dice a Guarguaglini che per l'addestratore Alenia M311 "l'investimento, è di 60 milioni di euro". Secondo Caporaletti gli italiani porteranno il know how più 24 milioni per la linea di industrializzazione. Guarguaglini il 24 agosto 2010 dice che ha proposto il 311 e il "radar" per un investimento di 70 e 90 milioni. Conclude: "bisogna vedere cosa dice Gheddafi".

I CAPANNONI DA 14 MILIONI

L'ex dirigente Finmeccanica Lorenzo Borgogni ai pm napoletani ha parlato dei "capannoni presi in affitto a 5 milioni 400 mila euro all'anno da una società riconducibile al capogruppo della Lega Nord alla Camera, onorevole Reguzzoni, in zona Malpensa". Il 6 aprile 2010 il Ros intercetta Orsi che dice: "la settimana prossima ci sarà l'incontro finale con Reguzzoni per la cessione".

Il 12 luglio Borgogni dice a Orsi che a mezzogiorno arriverà l'avvocato Perrotta di Finmeccanica Real Estate e si troveranno con "Volandia" per chiudere l'accordo. Orsi continua dicendo che la "nostra stima è 14 milioni ma ‘Volandia' propone 12 e 8 e 13 milioni. Quindi la differenza è di 1 milione e duecentomila".

Ma entrambi sono per vendere comunque. Le intercettazioni però, come spiega Reguzzoni, "riguardavano una storia diversa da quella falsa raccontata da Borgogni: Orsi parla dell'acquisto da parte della Fondazione di cui sono presidente, Volandia, di alcuni capannoni". La Fondazione è nata nel 2005 (i soci sono Finmeccanica, Sea Aeroporti di Milano S.p.a., Air Vergiate, la Provincia di Varese, e alcuni Comuni della zona) secondo Reguzzoni: "Doveva comprare questo capannone per il museo del volo. L'acquisto poi non è stato realizzato e forse non si farà mai. La storia raccontata da Borgogni invece è una calunnia e l'ho denunciato".

NOMINE À LA CARTE
Il manager del legale Luciano Acciari, chiama Lorenzo Borgogni per dirgli che la segreteria di Dario Galli, il leghista consigliere di Finmeccanica, ha chiesto le società in scadenza, gli organi sociali, i curricula di quelli che sono esterni al gruppo; Borgogni dice di aver dato la lista al deputato della Lega Giancarlo Giorgetti. Specifica di aver dato "la lista delle caselle vuote dove vanno messi gli esterni dentro i consigli".

Emilio Broggi della segreteria del ministro Matteoli chiama Borgogni. Si parla di una riunione per i consigli di amministrazione delle società controllate (di Finmeccanica, ndr), e Borgogni dice "ho fatto presente che la Whitehead di Alenia a Livorno, insomma sarebbe territorio penso di...di Altero (Matteoli, ndr). Allora mi dovresti mandare, se possibile quanto prima, entro domattina, un curriculum per il consiglio di amministrazione".

 

AMEDEO CAPORALETTI E GUARGUAGLINI A cernobbio HENRY JOHN WOODCOCK IL PM JOHN HENRY WOODCOCK FUORI DALLA SEDE MILANESE DELLA LEGA NORD GUARGUAGLINI E ORSI PIER FRANCESCO GUARGUAGLINI GIUSEPPE ORSI finmeccanica agusta westland elicotteroELICOTTERO AGUSTA WESTLAND Giulio Tremonti berlusconi e frattini su gheddafi con che cor L sFAZGA

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....