pietro salini

SALINI & TOMBINI - ''L'AUTOSTRADA DEL SOLE È STATA COSTRUITA IN 5 ANNI, OGGI PER FARE UN TOMBINO CE NE VOGLIONO 6''. PARLA L'AD DI SALINI-IMPREGILO: ''VENEZIA È SOMMERSA DALL' ACQUA, I PONTI DELLE AUTOSTRADE CROLLANO, L'ITALIA È IN GINOCCHIO DAL PUNTO DI VISTA DELLE INFRASTRUTTURE, ABBIAMO UN LUNGO ELENCO DI OPERE IMPORTANTISSIME BLOCCATE. E NON PERCHÉ MANCHINO I FONDI, MA PERCHÉ SI SONO IMPANTANATE NELLA PALUDE DELLA BUROCRAZIA. CHE ALTRO DEVE SUCCEDERE?''

 

 

Francesco Manacorda per “la Repubblica

 

«Bisogna dichiarare lo stato di emergenza nazionale e muoversi con quelle leggi che proprio in virtù dell' emergenza, consentono di snellire le procedure per i lavori pubblici, in totale trasparenza. L' Italia ha bisogno di pianificare e fare le infrastrutture essenziali per la crescita, come stiamo facendo nella ricostruzione del viadotto sul fiume Polvecera a Genova. Là, nel giro di pochi mesi abbiamo fatto partire i lavori, che stanno andando avanti giorno e notte e finiranno in tempo. Abbiamo in Italia delle competenze uniche nel settore accumulate in decenni di esperienza ».

PIETRO SALINI

 

Quella di Pietro Salini non è una voce qualunque, né ovviamente un' opinione disinteressata: 61 anni, amministratore delegato di Salini- Impregilo, la settimana scorsa ha portato a casa un passaggio decisivo per la creazione della principale multinazionale italiana nel settore delle grandi infrastrutture: un aumento di capitale da 600 milioni di euro, che ha visto entrare nel capitale di Salini-Impregilo la Cassa Depositi e prestiti, i pochi pesi massimi bancari nazionali come Intesa ed Unicredit, investitori nazionali e internazionali tra cui anche Leonardo Del Vecchio.

 

«Ma per far ripartire il Pil in Italia - dice - bisogna far ripartire le grandi infrastrutture che il Paese ha abbandonato, per creare occupazione e crescita, e dare lavoro ai giovani cui manca un futuro, applicando anche in Italia quella tecnologia che stiamo utilizzando in tutto il mondo per consegnare alle comunità le infrastrutture di cui hanno bisogno nella vita di tutti i giorni. Il nostro Progetto Italia è proprio questo: riuscire a rimettere in piedi un settore e farlo diventare trainante per il Paese. Solo negli ultimi cinque anni, tra edilizia e grandi opere, abbiamo perso 600 mila posti di lavoro. Negli anni '60 l' Italia è riuscita a costruire l' Autostrada del Sole in cinque anni, oggi per fare un tombino ce ne vogliono sei. Nel Sud Italia non ci sono prospettive di lavoro per nessuno.

Ecco perché bisogna muoversi» .

 

Addirittura lo stato di emergenza, dottor Salini?

pietro salini con la moglie

«Scusi, ma Venezia è sommersa dall' acqua, i ponti delle autostrade crollano, l' Italia è in ginocchio dal punto di vista delle infrastrutture, abbiamo un lungo elenco di opere importantissime bloccate. E non perché manchino i fondi, ma perché si sono impantanate nella palude della burocrazia che ha paura di fare, e il Pil non riparte. Che altro deve succedere? Sarò brutale, ma la situazione è questa e se non la si cambia il Paese affonda».

 

Quale soluzione per Venezia?

«Mi pare che il progetto Mose sia commissariato da tempo. Non mi sembra che questa soluzione stia dando risultati».

Vi candidate a farlo? Ne avreste le competenze...

«Assolutamente no. Abbiamo già molto da fare».

 

E come si cambia, secondo lei?

neve sull autostrada del sole

«A Genova sono in vigore le stesse leggi che valgono nel resto d' Italia. Ma la differenza è che là tutti dal governo alle amministrazioni locali, dalla magistratura all' autorità per l' ambiente - sono uniti nel voler fare il nuovo ponte. Serve questa volontà comune, che deve partire dal fatto che le infrastrutture sono un fattore essenziale di sviluppo. È necessario, ad esempio, modificare il modo in cui sono fatti i contratti, che oggi addossano ai costruttori tutti i rischi, compresi quelli assolutamente fuori dal loro controllo, come i cambiamenti di norme che avvengono successivamente. La normativa deve cioè essere fatta per fare le infrastrutture non per bloccarle».

 

Tanta diffidenza ha qualche ragione forse. Il passato degli appalti pubblici è tutt' altro che edificante.

«Ma distruggere il settore delle costruzioni, come in buona parte si è già fatto, non risolve nulla. Anzi, aggrava la situazione. Ci sono stati casi di malaffare, come in tutti i settori, che vanno puniti, ma questo non significa colpevolizzare un' intera industria e farla morire, e con lei l' occupazione. Invece il Paese si è fermato in modo indiscriminato, con danni per tutti. Salini- Impregilo fa circa l' 8%del fatturato in Italia, ma non perché vogliamo fare tutti i lavori all' estero, bensì perché l' Italia manca all' appello. Nel piano industriale che finisce quest' anno prevedevamo di realizzare 7 miliardi di fatturato a fine 2019. È mancata la parte italiana, ma continuiamo a crescere all' estero ».

 

acqua alta a venezia 27

Voi crescerete, ma intanto con l' aumento di capitale la Cdp vi ha versato 250 milioni. Che bisogno c' è, nell' anno di grazia 2019, di rivedere lo Stato costruttore?

«La Cdp non è lo Stato. Se nel nostro capitale fosse entrato il Ministero dei Lavori pubblici le darei ragione. La Cassa è un investitore, che ragiona sul lungo periodo. Se investe nella nostra società lo fa perché vede un interesse finanziario, visto che deve remunerare il risparmio postale che le è affidato, che si coniuga anche al sostegno a un interesse collettivo, cioè alla ripresa dell' intero settore. E questo vale anche per altri investitori privati e per le banche, che si sono impegnate a seguirci dal punto di vista finanziario fornendo cassa e garanzie. Noi siamo sul mercato e la nostra è un' operazione di mercato.

La mia famiglia, con l' aumento di capitale, ha investito 50 milioni e è scesa dal 75 al 45% del capitale».

 

Intanto il salvataggio di Astaldi che vi apprestate a fare, primo passo di Progetto Italia, costa poco più di 220 milioni, mentre il vostro aumento è da 600 milioni.

PIETRO SALINI IMPREGILO

 

Perché? Avete trovato in questo modo la possibilità di mettere in sicurezza anche Salini-Impregilo?

«Quei fondi sono necessari per far partire Progetto Italia e aggregare altri soggetti attorno ad esso. Astaldi è solo un primo passo..».

 

Un gigante nella Lilliput delle costruzioni non suscita però grandi entusiasmi. Anzi, i piccoli costruttori riuniti nell' Ance spiegano che Progetto Italia è un grande rischio per la concorrenza...

«Io penso invece che le imprese che fanno parte dell' Ance potranno avere vantaggio da questa operazione nel prossimo futuro».

 

Lei pare molto ottimista. Forse troppo.

«Solo quest' anno abbiamo coinvolto in progetti all' estero imprese fornitrici italiane di piccole e medie dimensioni per un miliardo di euro di ordini. E - me lo lasci dire - i costruttori dell' Ance non sono nostri concorrenti: noi facciamo gare internazionali alle quali loro non partecipano e loro si occupano di appalti per noi troppo piccoli».

 

Resta il fatto che, anche con le migliori intenzioni dichiarate, la paura dei piccoli è che un soggetto troppo grosso possa costringerli ad esempio a condizioni capestro sui subappalti.

«Noi viviamo sul mercatoe lavoriamo a condizioni di mercato.

ASTALDI

Non abbiamo nessun interesse ad imporre condizioni capestro, anzi la nostra strategia è quella di creare partnership e fidelizzare i nostri fornitori come partner di lungo periodo. Sono ottimista e sono sicuro che questa operazione industriale permetterà di nuovo al settore di riprendere a crescere creando occupazione. È ora di smetterla di parlare e di lamentarsi. È il momento di rimboccarsi le maniche e di fare ».

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!