SERIA A, CONTI NEL PALLONE - CLUB INCAPACI DI GESTIRE LA MAREA DI DENARO CHE ARRIVA DALLE TV: SOLO NEL 2011 LE 20 SQUADRE DEL CAMPIONATO HANNO PERSO CIRCA 300 MLN € - E CHI PIÙ PERDE IN BILANCIO, PIÙ VINCE SUL CAMPO: IL DEFICIT DI JUVE, MILAN E INTER È PARI ALL’80% DEL PASSIVO TOTALE DELLA SERIE A - A PESARE SULLE CASSE SONO GLI INGAGGI DEI CALCIATORI (SI PARLA DEL 74% DEGLI INTROITI) - SENZA UNA STERZATA, IL FAIR PLAY FINANZIARIO SPAZZERÀ VIA LE SQUADRE ITALIANE DALLE COMPETIZIONI EUROPEE GIÀ DAL PROSSIMO ANNO…

Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Licenziati, tutti licenziati. Se i padroni dell'azienda calcio, gente che si dà le arie del manager e pontifica di bilanci, fossero al timone di una qualunque azienda quotata in Borsa, sarebbero stati messi alla porta da un pezzo. E invece i capataz del pallone nostrano, gli organizzatori del grande spettacolo circense che per 11 mesi l'anno ipnotizza milioni di tifosi, stanno tranquillamente al loro posto.

Peggio: da tempo immemorabile si impegnano a fare del loro meglio per risanare quella che orgogliosamente definiscono "una delle principali industrie nazionali". E che nessuno si permetta di criticare il sistema. Altrimenti, come è successo ieri, lo Zamparini di turno prende a strepitare. E come dimenticare le arringhe di Adriano Galliani, l'amministratore delegato del Milan che ha guidato per anni anche la Lega calcio, la Confindustria del pallone?

Il problema è che i signori del calcio ripetono le stesse cose ormai da un ventennio. Nel frattempo il business pallonaro, da noi come in Inghilterra, in Spagna, in Germania, è letteralmente esploso. Nel senso che girano molti, ma molti più soldi, pompati nel sistema dalle televisioni.

Nel 1993 i ricavi dei 18 club di Serie A ammontavano a circa 30 milioni di euro. Nel 2001, dopo l'esplosione del fenomeno delle pay tv, siamo arrivati a 1,1 miliardi. E alla fine del campionato 2010-2011, l'ultimo di cui sono disponibili i dati, il monte ricavi ha sfiorato 1,7 miliardi. Bene, benissimo, se non fosse che i presidenti delle squadre si sono dimostrati incapaci di gestire questo fiume di denaro. Nel 2011 le venti squadre di A sono riuscite a perdere in totale circa 300 milioni. Dieci anni fa i conti del campionato erano in rosso di 110 milioni. In questo arco di tempo alcune grandi squadre, come Fiorentina e Napoli, sono fallite. Altre ci sono andate molto vicino, tipo Roma e Lazio.

Chi più perde (in bilancio), più vince, questa la regola aurea del calcio nostrano. Juve, Milan e Inter, i club che hanno conquistato gli ultimi scudetti, valgono il 30 per cento dei ricavi dell'intero campionato, ma il deficit dei loro conti è pari all'80 per cento del passivo totale della Serie A.

Questo non vuol dire che le società di taglia media e piccola siano degli esempi di buona gestione. Squadre come la Fiorentina dei Della Valle, il Genoa di Preziosi e il Siena di Mezzaroma nel 2011 hanno presentato bilanci in forte squilibrio seguiti da risultati men che modesti sul campo. La voce che da sempre pesa di più sui conti è quella del costo del lavoro, in sostanza gli ingaggi dei calciatori.

Nonostante i tagli degli anni scorsi, le 20 società del massimo campionato girano a calciatori e tecnici circa il 74 per cento dei loro ricavi. Le squadre inglesi arrivano al 63 per cento, quelle spagnole al 59 e i team tedeschi, in assoluto i meglio gestiti, si fermano al 51 per cento. Proprio dal confronto con le altre grandi nazioni europee emerge il disastro italiano.

È vero che anche le società spagnole e molte di quelle inglesi navigano in pessime acque, tra debiti e perdite. A livello di sistema, però, come spiega una ricerca presentata nei mesi scorsi dall'Uefa, le squadre della massima serie, sommate insieme, producono profitti in Germania, Inghilterra e Spagna. In Italia invece il campionato viaggia in perdita. Il problema più grave, almeno in prospettiva, è che dalle nostre parti il calcio è sempre meno popolare. Lo dimostrano il calo di presenze allo stadio.

In Serie A gli spettatori complessivi sfiorano i 9 milioni, all'incirca gli stessi di una decine di anni fa quando però le squadre del campionato maggiore erano 18 e non 20. Resta alta l'audience del calcio televisivo, ma scandalo dopo scandalo, il grande show del calcio parlato rischia di perdere pubblico.

E allora diventerà davvero difficile per le nostre squadre rispettare i severi parametri di bilancio, il cosiddetto fair play finanziario, introdotti dall'Uefa. Si comincia dal 2013-2014. Chi non è in regola resta fuori dalle coppe. L'Italia è in bilico. La Spagna pure. La Germania è un modello di efficienza. Anche nel calcio comandano i tedeschi.

 

ZampariniAdriano GallianiMASSIMO E GIANMARCO MORATTI DA L ESPRESSOandrea agnelli foto mezzelani gmt

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...