susanna camusso shopping natale

SHOP FLOP - DA GRAMSCI AL GRINCH, LA CAMUSSO VIETA LO SHOPPING NATALIZIO PER SOLIDARIETÀ CON I LAVORATORI SCIOPERANTI - MA A ROMA NON SERVE SUSANNONA CATTIVONA: BASTANO LE TARGHE ALTERNE E LA PAURA DEL TERRORISMO A SVUOTARE I NEGOZI DEL CENTRO: ''PERSI 100 MILIONI DI EURO''

1. LA CGIL VUOL RUBARCI IL NATALE

Mario Giordano  per ''Libero Quotidiano''

 

Da Gramsci a Grinch, dalle grandi lotte popolari ai cartoni animati, dalle bandiere rosse al mostriciattolo verde. Avete presente quel personaggio dei fumetti che odia il Natale e fa di tutto per boicottarlo? Ecco: la nuova linea strategica della Cgil ha preso ispirazione da lui. Poi non dite che al sindacato non hanno fantasia. Nell' ultimo comitato centrale si saranno arrovellati per ore, guardando e riguardando le imprese di Grinch contro la festa più amata. Come fare per imitarlo? Strappare le lettere a Gesù Bambino? Rubare i regali ai più piccoli? Distruggere gli addobbi nelle strade?

SUSANNA CAMUSSO SHOPPING NATALE SUSANNA CAMUSSO SHOPPING NATALE

 

Usare le palle degli abeti per fare il tiro al bersaglio con Landini? Spegnere le luminarie una ad una? Sabotare la slitta di Santa Klaus? Uccidergli le renne? O tagliargli la barba nottetempo? Alla fine ha prevalso la linea di Susanna Camusso: chiediamo agli italiani di non fare acquisti né regali nell' ultimo sabato prima della festa. Le renne sono salve, il buon senso un po' meno.

 

In uno degli spezzoni più famosi di Grinch, il mostricciattolo si chiude nella sua caverna per non affrontare la festa, proclamando il programma della giornata: ore 16.30 fissare il muro, ore 19 lottare contro la disperazione, poi fissare il soffitto e prendere il sedativo. L' allegra Camusso, in vena di dare un po' di slancio alla nostra asfittica economia, ha pensato che gli italiani avrebbero potuto passare nello stesso modo tutta la giornata di ieri.

SUSANNA CAMUSSO SHOPPING NATALE   SUSANNA CAMUSSO SHOPPING NATALE

 

Vade Retro Shopping, rintaniamoci in cantina a fissare il muro e a lottare contro la disperazione. La motivazione ufficiale era la solidarietà con lo sciopero degli addetti alla grande distribuzione, senza contratto da due anni. Ma è chiaro che il vero obiettivo del leader Cgil era spegnere sul nascere ogni voglia di festa degli italiani, all' insegna del grido di battaglia: comprare meno, soffrire tutti.

 

Un programma di grande attrattiva per le masse popolari, che infatti ormai fuggono dal sindacato come dalla echinoccosi policistica.

Cosa ci volete fare? C' è chi per Natale regala sciarpe, c' è chi regala vini, anche le cravatte hanno sempre un certo successo. La Camusso, invece, regala il boicottaggio surreale. L' idea è senz' altro originale. Anche perché, in perfetto clima natalizio, si è accompagnata con una delle solite liti che scoppiano a sinistra quando si affrontano temi così importanti, come per esempio la linea sindacale Camusso-Grinch. Per dire: il boicottaggio deve valere anche per la Coop?

susanna camussosusanna camusso

 

O la Coop-sei-tu-chi-può-darti-di-più può impiparsene delle nuove strategie della Cgil? E nel caso sono dei traditori della causa? Si trasformano in profittatori capitalisti? Riceveranno carbone nella calza della Befana? La Camusso ha attaccato, la Coop si è difesa. Ma intanto è scoppiato un altro interessante dibattito, sempre tutto interno alla sinistra: fare la spesa nel negozietto sotto casa si può oppure no? Cioè il boicottaggio vale solo per la grande distribuzione o anche per la cartoleria dell' angolo? Immaginiamo che, per rispondere, nelle segrete stanze si siano compulsati per tutto il giorno i testi sacri: il Capitale, i discorsi di Di Vittorio e «Il Grinch che voleva rubare il Natale».

 

Qualcuno ha suggerito anche «Pippo, Pluto e Paperino sotto l' Albero» ma la proposta è stata bocciata al grido di: «Non facciamo troppo gli intellettuali».

Il fatto più interessante è che tutto questo intenso dibattito, che ha molto impegnato le agenzie di stampa e il sottobosco politico-sindacale per l' intera giornata di ieri, si è sviluppato per la verità all' insaputa degli italiani. La loro corsa verso gli acquisti di Natale, infatti, è stata fermata dall' appello della Camusso più o meno come la corsa del vento viene fermata dal dito di una mano. Del resto, bisogna aver comprensione: già c' è la crisi economica che da qualche anno ha falcidiato lo shopping sotto l' albero.

 

camusso furlan e barbagallocamusso furlan e barbagallo

Quest' anno ci si è messo pure lo smog che rende una passeggiata fra i negozi più pericolosa di un' escursione nel deserto dei Gobi. E quando poi uno, fra mille difficoltà e ripensamenti, si decide finalmente a uscire per andare a comprare il regalo a mamma e cognata, si dovrebbe fermare soltanto perché alla Cgil è andato di traverso il Natale?

 

Suvvia, siamo seri: se la Camusso-Grinch vuole boicottare le feste, scelga una strada meno surreale. Faccia lo sgambetto a Santa Klaus, per esempio. Proponga l' Ici sulla capanna dei presepi. O distrugga le decorazioni degli abeti. Quest' ultima proposta, fra l' altro, sembra la più praticabile: con le palle al sindacato se la sono sempre cavata piuttosto bene…

 

 

2. SHOPPING DI NATALE A ROMA: CRISI, TERRORISMO E TARGHE ALTERNE IL FLOP DEL CENTRO. I COMMERCIANTI: «A MEZZOGIORNO ZERO SCONTRINI»

Mauro Evangelisti per www.ilmessaggero.it

 

CENTRO COMMERCIALECENTRO COMMERCIALE

Il mistero del flop dello shopping di Natale nel centro storico di Roma. Mentre dalle altre città arrivano segnali di ripresa dei consumi, nella Capitale, nell’ultimo sabato prima del 25 dicembre, dai negozi del centro storico arriva un bollettino di guerra. «A mezzogiorno molti noi non avevano ancora battuto uno scontrino. Zero assoluto nel sabato prima di Natale. Nel pomeriggio le strade si sono riempite, ma non i negozi» raccontano nei negozi di abbigliamento e calzature.

 

Cosa sta succedendo? Come mai malgrado i dati Istat raccontino di una ripresa delle economia nel Lazio e di un calo della disoccupazione, Roma si ritrova con i negozi vuoti? Come mai quando tutti si aspettavano un traino formidabile dal Giubileo oggi si parla solo di crollo dei consumi?

 

CENTRO COMMERCIALECENTRO COMMERCIALE

Soprattutto: come mai i centri commerciali in periferia sono strapieni e il centro storico è in sofferenza? David Sermoneta, presidente di Confcommercio centro storico e titolare di uno storico negozio di calzature nella zona di piazza di Spagna, spiega: «Soprattutto paghiamo la paura del terrorismo. Gli alberghi sono semivuoti, ci sono meno turisti e questo ha avuto effetti devastanti sugli acquisti. In centro vendono qualcosa solo le grandi catene, per il resto è un flop senza precedenti. Chiuderemo questo Natale minimo con un meno 10 per cento delle vendite natalizie, forse di più».

 

CENTRO COMMERCIALECENTRO COMMERCIALE

L’analisi di Valter Giammaria di Confesercenti è simile ma va oltre: «La combinazione Giubileo-paura del terrorismo ha svuotato il centro. Secondo me alla fine il crollo delle vendite sarà perfino superiore al 10 per cento. Non solo: noi avevamo chiesto al commissario Tronca delle iniziativa straordinarie, come i mezzi pubblici gratuiti, e invece da cosa sono state caratterizzati giorni prima di Natale? Dalle targhe alterne a singhiozzo, addirittura anche lunedì e martedì. Alla fine una parte dei romani rinuncia a venire in centro». Anche da Federalberghi confermano il grande flop del Natale romano in centro ai tempi del Giubileo: meno 5 per cento di arrivi, camere svendute per limitare i danni. 

 

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (INIMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

giorgia meloni donald trump jd vance friedrich merz emmanuel macron giorgia s vision libro

MA COME SI FA… E SUL “CORRIERONE’’, COSÌ CARO ALLA FIAMMA MAGICA… EPPOI CHE BISOGNO C’ERA… 24 ORE DOPO CHE MERZ DAL PALCO DI MONACO HA RIDOTTO L’‘’ASSE GERMANIA-ITALIA’’ IN UN ASSE DEL CESSO, SFANCULANDO TRUMP E IL SOVRANISMO MAGA DI VANCE - CERTO, A PALAZZO CHIGI NON HA FATTO ALCUN PIACERE VEDERE IL QUOTIDIANO DI CAIRO ANNUNCIARE L’USCITA AD APRILE NEGLI USA DEL LIBRO ‘’GIORGIA’S VISION’’, IN CUI MELONI È INTERVISTATA DA SALLUSTI, CON LA PREFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO JD VANCE, E CON FOTO DELLA COPERTINA SU CUI COMPARE LA FRASE DI TRUMP: “MELONI È UNA DELLE VERE LEADER DEL MONDO” - EPPURE SONO TRASCORSE APPENA 48 ORE DAL 10 FEBBRAIO QUANDO IL QUOTIDIANO DIRETTO (SI FA PER DIRE) DA LUCIANO FONTANA SPARAVA IN PRIMA PAGINA I SEGUENTI TITOLI: “MELONI-MERZ, SCOSSA ALL’EUROPA”, ‘’UE, LA VOLATA DI ROMA E BERLINO PER DARE PIÙ POTERE AGLI STATI’’…

sabrina colle vittorio sgarbi evelina

“IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – LO DICEVA, NEL 2015, VITTORIO SGARBI, CHE SOSTENEVA: “HO UNA RELAZIONE CON SABRINA COLLE, CHE HO CONVINTO, CONTRARIAMENTE AI SUOI PRINCIPI, CHE IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – ORA VITTORIONE SEMBRA AVER CAMBIATO IDEA DATO CHE VUOLE CONVOLARE A NOZZE CON LA SUA COMPAGNA. MA AL “SÌ” HANNO DETTO NO I GIUDICI CHE, SU ISTANZA DI EVELINA SGARBI, FIGLIA DI VITTORIO, HANNO RICHIESTO UNA PERIZIA PSICHIATRICA PRIMA DEL MATRIMONIO - LA RIFLESSIONE DEL CRITICO D’URTO SULLE NOZZE È STATA CATTURATA NEL DOCUMENTARIO "SGARBISTAN"  - L’INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO, LA MANO FEMMINILE CHE TOCCA IL PACCO A SGARBI MENTRE È STESO A LETTO E IL RACCONTO DI FORATTINI CHE DISEGNAVA SEMPRE SPADOLINI CON IL PISELLINO: "UNA VOLTA MI DISSERO: COME HAI FATTO A..."

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT! – A GRANDE RICHIESTA RIPROPONIAMO IL BECERO E VOLGARE DISCORSETTO DEL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI PER INTRODURRE UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI BEATRICE VENEZI, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO – IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI DEFINISCE LA “BACCHETTA NERA” “UNA FIGA BESTIALE” E SOSTIENE CHE “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI SI TROVA A DOVER ESSERE VALUTATA IN UN CURRICULUM ECCELLENTE DA QUATTRO PIPPE CHE DECRETANO CHE BEATRICE VENEZI È IN REALTÀ UNA SEGA COLOSSALE” – IL NIPOTE DI BRUNO VESPA ARRIVA A DIRE CHE “IN QUESTO PAESE FONDATO ORMAI SU PENSIERINI DA QUINTA ELEMENTARE, TUTTO QUELLO CHE NON È DI SINISTRA È AUTOMATICAMENTE FASCISTA” – DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO