1- VOLETE VIAGGIARE GRATIS? IL GRAN GIORNO DELLO SBAFO SARÀ (SALVO IMPREVISTI) DOMENICA 18 MARZO PER IL VIAGGIO INAUGURALE DEI TRENI “ITALO” DELLO SMONTEZEMOLATO 2- L’IRRITAZIONE DI MAURO MORETTI MONTA COME UNA MAIONESE MA NON ARRIVA A INDICARE IN CORRADINO PASSERA, IL GENEROSO EX-BANCHIERE DI INTESA SOCIO DI NTV, LA MANINA CHE HA PARTORITO LA NUOVA AUTHORITY E L’IDEA DELLO SCORPORO DELLA RETE 3- CON IL GRUPPO NASCENTE UNIPOL-FONSAI LA MESSA È FINITA ANCHE PER PERISSINOTTO 4- QUANTO PESA PER CONFINDUSTRIA COMPRARE IL “MATTONE” DELL’UNIVERSITA’ LUISS 5- CORRE VOCE CHE LUIGI ABETE ABBIA INTENZIONE DI ACQUISTARE IL SITO INTERNET DEL SETTIMANALE ECONOMICO “IL MONDO” (LO STRUMENTO AGOGNATO DALLO SCARPARO DELLA VALLE PER RENDERE LA VITA DURA A QUEL SITO DISGRAZIATO DI DAGOSPIA) 6- BANCHIERI IN GINOCCHIO IN BANKITALIA PER DISCUTERE DELLE BRUCIANTI CAPITALIZZAZIONI

1- VOLETE VIAGGIARE GRATIS? IL GIORNO DELLO SBAFO SARÀ (SALVO IMPREVISTI) DOMENICA 18 MARZO PER IL VIAGGIO INAUGURALE DEI TRENI "ITALO" DI MONTEZEMOLO
Gli uscieri del palazzo-obitorio delle Ferrovie sperano ardentemente che finisca la polemica che da tre anni è in corso tra Mauro Moretti e il Luchino di Montezemolo, il patron di Ntv.

Purtroppo nemmeno l'annuncio del governo sulla nuova Authority per i Trasporti che aprirà le porte della concorrenza, è stato digerito dall'ex-sindacalista di Rimini con il necessario fair play. Di fronte all'ipotesi del decreto che scorpora la Rete e sopprime il contratto collettivo nazionale dei ferrovieri, Moretti è partito a testa bassa e ha detto senza mezzi termini che lo scorporo potrebbe rivelarsi un errore fatale. (tanto più -ha sottolineato- che in Gran Bretagna, dove è stato realizzato da anni, i costi del trasporto sono aumentati del 200%).

Anche la Cisl ha ignorato le sue origini di vecchio "ferroviere comunista" e ha detto che lo scorporo rischia di destabilizzare la situazione patrimoniale delle Ferrovie già gravate da 6 miliardi di debiti. L'irritazione di Moretti non arriva a indicare in Corradino Passera, ex-banchiere di Intesa socio di Ntv, la manina che ha partorito la nuova Authority e l'idea dello scorporo, ma gli uscieri percepiscono che il manager è in preda a una forte fibrillazione.

Non passa giorno che il povero Federico Fabretti, l'eroico capo ufficio stampa delle Ferrovie, non debba prendere carta e penna per replicare sui giornali alle gaffe e ai lamenti. Le ultime scivolate delle Ferrovie sono davvero memorabili a cominciare dalla campagna pubblicitaria dove è stato cancellato con il bianchetto l'uomo di colore che sedeva nell'ultima classe dei supertreni.

Poi una lettera al "Sole 24 Ore" ha spiegato che il restyling delle carrozze non è costato 500 milioni come pare che Moretti avesse detto il 24 novembre a Napoli, ma solo 80 milioni che renderanno più gradevole il trasporto, e per ultima è arrivata la precisazione che la carrozza bar della prima classe sarà aperta a tutti ( agli uscieri questo è apparso un gesto di democrazia partecipata che ricorda le origini proletarie del loro Capo).

A godere di questi incidenti di immagine è più di altri la compagine di Luchino di Montezemolo e degli altri soci che tra mille difficoltà stanno cercando di far partire i primi tre convogli forniti dai francesi di Alstom.

E qui Dagospia è in grado di dare in anteprima mondiale la notizia, raccolta sui marciapiedi della sede romana di Ntv, che il viaggio inaugurale dei treni "Italo" si terrà (salvo imprevisti) domenica 18 marzo. È il giorno in cui la Chiesa celebra San Cirillo e la storia ricorda l'imperatore Caligola, ma soprattutto ricorda il 1964 quando fu aperto il traforo del Gran SanBernardo.

Forse Luchino ha scelto il 18 marzo per inserire l'evento del "buco" nella galleria della storia , ma ciò che conta è che quel giorno sui treni di Ntv si viaggerà gratis.


2- CON IL GRUPPO NASCENTE UNIPOL-FONSAI LA MESSA È FINITA ANCHE PER PERISSINOTTO
Qualcuno dovrebbe avvisare l'amministratore delle Generali, Giovanni Perissinotto, per gli amici Perissirotto, che la messa è finita, e che intorno alla sua Compagnia sta arrivando una bora violenta.

Sembra infatti che questo 59enne manager dall'aria curiale non abbia ancora messo a fuoco la sfida con il colosso che sta per nascere tra le cooperative di Unipol e le province dell'impero assicurativo di Totuccio Ligresti.

Chi lo conosce fin da quando sgambettava nella parrocchia del piccolo comune di Conselice vicino a Ravenna dice che Perissinotto è un teorico di quell'"abbondanza frugale" che è stata teorizzata in un libro appena uscito nelle librerie italiane dall'economista francese Serge Latouche dove si inneggia all'utopia della "decrescita".

In effetti il capo delle Generali sembra indifferente ai terremoti che stanno per investire il mercato dell'assicurazione e non più tardi di venerdì scorso ha rilasciato un'intervista a "Style", il magazine del "Corriere", che trasuda serenità.

Dopo aver ricordato le radici mitteleuropee della Compagnia fondata nel 1831, si dichiara felice perché a Trieste "non si vedono tante auto con il fanale blu e non si respira quella distanza tra chi ha avuto più fortuna nella vita, e magari ne approfitta, e chi non l'ha avuta".

È bello leggere le parole di un manager che di fronte al crollo dei mercati rivendica con orgoglio la responsabilità verso gli 85mila dipendenti della sua azienda, e scaccia l'idea nefasta del profitto a tutti i costi. E spiega: "la pressione enorme che a volte si ha per far valere la componente del profitto spinge spesso la società a correre i rischi che ne mettono a rischio la sopravvivenza".

A questo punto il giornalista Daniele Manca, pittore sublime del Perissirotto-pensiero, avrebbe potuto infilare un paio di domandine pruriginose al prevosto di Trieste per sapere se la voglia del profitto è la stessa che per mano di Nagel e Della Valle ha spinto Geronzi fuori dalla porta e ha portato i top-manager ad avventurarsi sui mercati dell'Est nella joint-venture ormai fallita con il cecoslovacco Kellner.

Nulla di tutto questo appare tra le righe, anzi il buon Perissirotto, simbolo di un'abbondanza frugale e di un'austerità virtuosa, parla degli asili nido e dell'inserimento delle donne in azienda, due esempi di responsabilità sociale che permettono l'intreccio "tra etica ed economia".

Forse è il momento di dirgli che queste banalità , stimolate da genuflessioni encomiastiche , devono lasciare il posto alle gelide folate che stanno per arrivare da Bologna, dove il Gruppo nascente Unipol-Fonsai occupa già il primo posto nel ramo danni con un volume d'affari di 11 miliardi, e detiene una quota del 32,7% del mercato Rc Auto.

Di contro, le Generali detengono la leadership nel ramo Vita e il loro patrimonio immobiliare che a luglio sarà raggruppato nella società "Generali Real Estate", partirà con una dote di 28 miliardi contro le briciole dei 179 milioni di immobili detenuti di Unipol. Ciò che più dovrebbe comunque interessare a Perissirotto e a quell'altra anima candida di Balbinot ,è l'intreccio delle partecipazioni di Mediobanca e Ligresti, asset ben importanti sui quali l'Antitrust dovrà pronunciarsi.


3- QUANTO PESA PER CONFINDUSTRIA COMPRARE IL "MATTONE" DELL'UNIVERSITA' LUISS - CORRE VOCE CHE LUIGI ABETE ABBIA INTENZIONE DI ACQUISTARE IL SITO INTERNET DEL SETTIMANALE ECONOMICO "IL MONDO"
Luigino Abete ha ripreso a sudare. Questa volta per colpa della Luiss, l'università di Confindustria di cui è stato presidente dal '93 al 2001. Ancora oggi Luigino, grande collezionista di cariche, si fregia della medaglietta di presidente onorario dell'università creata all'inizio degli anni '70 da Umberto Agnelli e da altri imprenditori, che solo nel '94 ha cambiato il nome in "Luiss Guido Carli".

A far sudare Luigino è l'esito di un paio di riunioni che si sono tenute prima di Natale con la Marcegaglia, il rettore Egidi, e i membri del Consiglio di amministrazione tra cui spiccano Caltariccone, Gianfelice Rocca, Anna Maria Artone e l'ineffabile Raffaele Ranucci.

Come ha spiegato sabato "Repubblica" sul tappeto c'è la proposta di acquistare il complesso di viale Romania che i fratelli Toti hanno costruito nel cuore dei Parioli e per il quale la Luiss paga un affitto ogni anno di circa 6 milioni. Una prima valutazione informale stima in 125 milioni il costo dell'operazione, che eviterebbe all'Universita' diretta da PierLuigi Celli di sbaraccare prima del 2022 quando scadrà l'affitto.

Per Luigino e soprattutto per Caltariccone come per la sua ombra Ranucci, la valutazione è apparsa esagerata e allora sono spuntate altre due stime di consulenti immobiliari che hanno riportato il valore tra gli 84 e gli 83 milioni.

A quanto pare la più perplessa tra i presenti è stata la Marcegaglia che sta viaggiando verso la fine del suo mandato al vertice di Confindustria e non se la sente di buttare un macigno nei conti dell'ultimo anno di presidenza.

La conclusione è tipicamente all'italiana: una commissione costituita da Marcegaglia, Fossa e Luigino Abete dovrà con calma valutare il costo dell'eventuale acquisto e c'è da scommettere che l'ex-tipografo romano, oggi banchiere, metterà a frutto la sua esperienza già collaudata in operazioni immobiliari sui terreni di Cinecittà.

Ciò non gli impedirà comunque di continuare a tener d'occhio i movimenti nel mondo dell'informazione. A questo proposito corre voce che abbia intenzione di acquistare il sito internet del settimanale economico "Il Mondo". In questo modo si allargherebbe la tastiera dei media dove è già presente da anni con l'agenzia "Asca" e "ApCom" rilevata per il 60% da TelecomItalia Media nel maggio 2009.

Un sito internet autorevole e cazzuto è il desiderio che Luigino e il suo amico Dieguito Della Valle (paralizzato in RCS) sognano da tempo. Sarebbe lo strumento ideale per rendere la vita dura a quel disgraziato di Dagospia che ogni giorno si diverte a irritare i peli dell'uomo.


4- TRA OGGI E DOMANI SI DECIDE LA SORTE DI SEAT PAGINE GIALLE
Tra oggi e domani si decide la sorte di Seat Pagine Gialle, l'azienda torinese che ha subito un'infinità di traversie e ha consentito nel 1996 a quel genio di Lorenzo Pelliccioli di portarsi a casa un compenso straordinario di 166 miliardi di vecchie lire.

Oggi questa società fondata nel 1926 e' in mano a fondi equity e ha enormi problemi di ristrutturazione dei debiti che a settembre scorso erano vicini ai 3 miliardi di euro.

Per gli analisti il default tecnico è già scattato a dicembre, ma domattina gli 11 consiglieri dovranno valutare se esistono ancora le condizioni per tirare avanti e per arrivare a un accordo con le banche che hanno elargito i quattrini.

Il nome di queste banche non è chiaro (si parla di The Royal Bank of Scotland, Unicredit e BNP Paribas), chiara è invece la generosità con cui nonostante le profonde incrinature nel bilancio 2010 che si è chiuso con perdite per 667 milioni, è stato assegnato all'amministratore delegato Alberto Cappellini (un torinese di 49 anni nominato in Seat nell'aprile 2009) un bonus di 510mila euro.

Accanto a lui si ritrova come presidente della società Enrico Giliberti, un avvocato 66enne partner di uno studio specializzato nel diritto societario. Durante l'ultima assemblea qualche azionista ha sollevato il conflitto di interessi di Giliberti con il suo studio al quale pare che Seat abbia affidato alcune consulenze, ma al popolo bue dei piccoli risparmiatori che in cinque anni ha visto passare il titolo da 4 euro a 0,025, interessa capire se l'ingegneria finanziaria salverà la sorte di una delle più antiche società italiane.

Tra oggi e domani ne sapremo di più.


5- BANCHIERI IN GINOCCHIO A VIA NAZIONALE PER DISCUTERE SUL GRAVE PROBLEMA DELLE CAPITALIZZAZIONI
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che a partire da oggi e fino a venerdì, i principali dirigenti delle banche italiane si recheranno in pellegrinaggio dal Governatore della Banca d'Italia per discutere sul grave problema delle capitalizzazioni.

Il plotone sarà guidato da Peppiniello Mussari, il presidente dell'Abi che venerdì scorso ha annunciato la volontà irrevocabile di lasciare la guida di MontePaschi. Parlando ai microfoni dei giornalisti Peppiniello appariva commosso e ha definito "carini" i soci e i dirigenti che lo hanno implorato (così sostiene) di non lasciare la banca di Siena".

 

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