ARIDAJE: A FIRENZE, UN 15ENNE TUNISINO E' STATO ARRESTATO PERCHÉ STAVA PROGETTANDO DI COMPIERE UN ATTACCO TERRORISTICO. GIA' LO SCORSO OTTOBRE, IL GIOVANE ERA FINITO IN COMUNITA' CON LA STESSA ACCUSA - L'ADOLESCENTE ERA ARRIVATO TRE ANNI FA IN ITALIA: CERCAVA ARMI SU INTERNET E RICEVEVA ISTRUZIONI DA UN SUO "REFERENTE" SUL TIPO DI LUOGO DA SCEGLIERE PER COMPIERE L’AZIONE (NELLE CHAT PARLAVANO DI COLPIRE IL VATICANO E ZONE IN PROVINCIA DI FIRENZE)
Estratto dell'articolo di Andrea Vivaldi per www.repubblica.it
Nelle chat si era detto pronto ad agire e di voler compiere un attacco. Ricercava armi e riceveva istruzioni da un suo referente sul tipo di luogo da scegliere per compiere l’azione. Ma non ha fatto in tempo a colpire, perché è stato intercettato dalla polizia di Firenze, grazie a un lavoro nazionale di intelligence e le informazioni fornite dalla Direzione centrale della polizia.
Con l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, il sospettato – un ragazzo di 15 anni originario della Tunisia – è finito al carcere minorile. Il gip ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta dalla procuratrice dei minori, Roberta Pieri.
Il ragazzo, giunto in Italia da poco più di tre anni, già nello scorso mese di ottobre, per lo stesso reato, era stato collocato in comunità. Lo scorso 23 marzo gli era stata poi concessa la messa alla prova, con conseguente revoca della misura a cui era sottoposto. Ed era tornato quindi libero. Ma fin da subito – ricostruiscono gli investigatori – avrebbe riallacciato i rapporti con contatti della galassia islamica estremista utilizzando chat Telegram e Tiktok.
gli jihadisti seducono sui social
Sul caso c’è stata una cooperazione di intelligence, grazie al lavoro del Comitato di analisi strategica antiterrorismo con le agenzie Aise ed Aisi. La Direzione centrale della polizia di prevenzione ha segnalato alla Digos di Firenze che il ragazzo, fin dal giorno seguente alla revoca della precedente misura cautelare, si era procurato cellulare e una nuova sim e attraverso profili social aveva nuovamente iniziato ad interagire con account social utilizzati a soggetti affiliati al Daesh, acronimo arabo del gruppo terroristico Isis. [...]
Dall’attività di analisi degli investigatori dell’Antiterrorismo, è emerso che il minore si era dichiarato pronto ad agire. Parlava di come trovare armi. Nel suo smartphone sono state ritrovate foto di noti terroristi islamici. Il gip ha quindi disposto il carcere, ritenendo che il minore sia «un soggetto pericoloso capace di commettere atti gravi, non avendo mutato le proprie pericolose convinzioni ideologiche» [...]


