TOGHE ROTTE – OGNI GIORNO HA LA SUA PENA ALLA PROCURA DI MILANO: BRUTI INDAGATO A BRESCIA PER IL FASCICOLO “DIMENTICATO” PER 3 MESI SU SEA-GAMBERALE – L’IPOTESI DI REATO È OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO – MA IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE…

Luigi Ferrarella per “il Corriere della Sera

 

robledo e bruti liberati 1robledo e bruti liberati 1

Il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, è indagato dalla Procura di Brescia per l’ipotesi di reato di omissione d’atti d’ufficio. Non è una iscrizione recente, né ha a che vedere con l’ultima puntata degli attriti tra il procuratore aggiunto Alfredo Robledo (autore in marzo di un esposto al Csm su contestate irregolarità di Bruti nell’assegnazione dei fascicoli) e il suo capo, sfociata nella rimozione di Robledo dalla guida del pool reati contro la pubblica amministrazione e nella sua destinazione all’ufficio esecuzione pene. 

EDMONDO BRUTI LIBERATI EDMONDO BRUTI LIBERATI


Il contesto sembra invece la travagliata storia dell’inchiesta milanese su Vito Gamberale (fondo «F2i») per l’ipotesi di turbativa nell’asta bandita dal Comune di Milano il 16 dicembre 2011 per vendere il 29,75% della Sea, società aeroportuale di Linate e Malpensa, allo scopo di far quadrare il bilancio. 


Il 25 ottobre 2011 i pm fiorentini Luca Turco e Giuseppina Mion trasmisero per competenza a Milano un’intercettazione nella quale il 14 luglio 2011 Gamberale e il suo manager Mauro Maia parevano prefigurare tentativi di farsi cucire addosso il capitolato del bando del Comune. Robledo, nell’esposto al Csm del 17 marzo scorso, ha sostenuto che si sarebbe trattato di una evidente ipotesi di turbativa d’asta, dunque da assegnare al proprio pool. Invece Bruti il 27 ottobre 2011 la mise negli atti «non costituenti notizie di reato», e la assegnò al capo del pool reati finanziari Francesco Greco, che il 2 novembre la coassegnò al pm Eugenio Fusco. 

a sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberatia sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberati


Il 6 dicembre Fusco segnalò a Bruti l’opportunità di riassegnare il fascicolo a Robledo per competenza di pool; e il 9 dicembre Bruti annunciò a Robledo l’arrivo del fascicolo. Mancavano pochi giorni all’asta, deserta il 16 dicembre con l’offerta fuori tempo di una società indiana, e l’aggiudicazione delle azioni a Gamberale a 1 euro più della base d’asta di 385 milioni. 

eugenio fuscoeugenio fusco


Intanto il fascicolo fu consegnato a Robledo solo il 16 marzo 2012: un «ritardo a me esclusivamente imputabile», scrisse non ora ma il 23 marzo 2012 Bruti a Robledo per «evitare il protrarsi di una situazione di difficoltà nell’immagine esterna dell’Ufficio». In quella missiva, autodichiarando un profilo colposo e dunque incompatibile con l’elemento soggettivo del dolo generico richiesto dal reato di omissione d’atti d’ufficio, il capo dei pm ricostruiva che «nell’imminenza della festività» (7-8 dicembre 2011), «stante la chiusura festiva dei nostri uffici amministrativi, ho trattenuto il fascicolo nel mio ufficio. Purtroppo, non avendo provveduto io alla riassegnazione subito dopo il “ponte”, poi per una mia deplorevole dimenticanza il fascicolo è rimasto custodito nel mio ufficio», dove peraltro «tu (Robledo, ndr ) non mi hai più chiesto notizie dopo, immagino per discrezione. Dopo aver interpellato te e Fusco ho ricostruito mentalmente l’iter dei movimenti del fascicolo, che infatti ho rinvenuto nel mio ufficio».

Vito Gamberale Vito Gamberale

 

 Tre mesi fa Robledo, senza aver potuto contare su effetto sorpresa o intercettazioni, ha comunque concluso l’inchiesta, contestando a Gamberale — con udienza preliminare fissata il 24 ottobre davanti alla giudice Anna Zamagni — l’ipotesi di turbativa d’asta non per le condizioni di quel bando (su cui i tecnici del Comune avrebbero stoppato tentativi di interferenze), ma per una ipotizzata illecita intesa sulla desistenza dell’indiano Behari Vinod. 
 

 

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