kim jong un corea del nord pyongyang

CICCIO KIM SI E' ACCORTO CHE C'E' IL COVID - ALL'ULTIMA PARATA IL LEADER NORDCOREANO KIM JONG-UN HA FATTO SFILARE LA GUARDIA ROSSA ANTICOVID INVECE CHE I SOLDATI IN TENUTA DA COMBATTIMENTO - IL SEGNALE E' CHIARO: E' TEMPO DI COMBATTERE LA PANDEMIA E LE CALAMITA' CLIMATICHE - FINORA IL PAESE NON HA SEGNALATO CASI DI CONTAGIO, MA DA QUANDO HA CHIUSO LE FRONTIERE CON LA CINA NEL 2020...

Guido Santevecchi per il Corriere.it

 

Parata a Pyonyang

Kim Jong-un è tornato in scena nelle vesti di regista di una grande parata. A mezzanotte a Pyongyang ha fatto sfilare migliaia di nordcoreani per festeggiare i 73 anni della fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea. Per anni il Maresciallo ha usato questi eventi per sorprendere il mondo con missili sempre più potenti (l’anno scorso due enormi veicoli a 11 assi per trasportare colossali missili intercontinentali).

 

Parata a Pyonyang 2

Questa volta la sorpresa è stata l’assenza di missili balistici e la sostituzione dei reparti di soldati in divisa da combattimento con formazioni della «Guardia Rossa operaia e contadina» dedita alla difesa civile della patria. Si tratta di un’organizzazione paramilitare composta da circa 5,7 milioni di riservisti che lavorano nei campi e in fabbrica e nel tempo libero si impegnano nella protezione civile, ha spiegato l’agenzia di notizie del regime.

 

Parata a Pyonyang 3

Al centro della parata, accorciata a un’ora rispetto alle lunghissime celebrazioni del passato, sono sfilate formazioni in tute di protezione rosse e maschere antigas: unità costituite per la campagna di prevenzione e contenimento del Covid-19. Pochi i reparti militari, muniti solo di armi leggere. I lanciarazzi erano trainati da trattori agricoli dell’organizzazione riservista: sembra un chiaro segno di uno sforzo per rinsaldare lo slancio popolare dietro il regime.

 

Parata a Pyonyang 4

Kim ha assistito dalla terrazza che domina Piazza Kim Il Sung, senza pronunciare il consueto discorso. A fine giugno il Maresciallo aveva parlato di «un grave incidente» nella battaglia contro il coronavirus, causato da «incompetenza e irresponsabilità» di alcuni funzionari di alto grado. Nessun dettaglio è stato poi comunicato riguardo al «grave incidente» nella prevenzione della pandemia.

 

La Nord Corea ha sigillato la sua frontiera dal gennaio del 2020, per evitare il contagio dalla Cina. Da allora non ha comunicato alcun caso di Covid-19 nel suo territorio, ma da mesi Kim parla delle conseguenze economiche disastrose della chiusura: la Cina era l’unico sbocco commerciale per Pyongyang e bloccare il flusso delle merci ha dato un colpo durissimo agli approvvigionamenti di prodotti di prima necessità.

 

Parata a Pyonyang 5

È andato male anche il raccolto agricolo, a causa dei tifoni e poi della siccità e la situazione alimentare «è tesa», ha ammesso Kim, che ha appena indicato il cambiamento climatico come grande minaccia per il Paese.

 

Così, la Guardia Rossa anti-Covid mandata in piazza al posto dei missili e dei carri armati, sarebbe un segnale alla popolazione nordcoreana, per dimostrare che è il tempo di battersi contro l’epidemia e le calamità climatiche piuttosto che sfidare il mondo con nuovi missili. Ma nessuna delle esibizioni teatrali di Kim Jong-un è univoca e di chiara lettura.

 

Parata a Pyonyang 6

Kim è un grande attore che segue trame complesse e ama interpretare almeno due parti in commedia: a volte lo statista che ha a cuore lo sviluppo economico e le relazioni internazionali pacifiche; a volte il condottiero implacabile che ha a disposizione un arsenale poderoso. Aspettiamo la prossima rappresentazione pubblica: a ottobre il calendario del regime prevede un’altra parata.

Parata a Pyonyang 8Parata a Pyonyang 9Parata a Pyonyang 7

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI NIGEL FARAGE A LONDRA È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…