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COS’È SUCCESSO DAVVEERO ALLE MALDIVE? I CINQUE ITALIANI MORTI DURANTE UN’IMMERSIONE NEI FONDALI DELL’ATOLLO DI VAAVU SONO RIMASTI BLOCCATI NELL’ESPLORAZIONE DI ALCUNE GROTTE A SESSANTA METRI DI PROFONDITÀ – GIANLUCA BENEDETTI, L’UNICO DI CUI È STATO RECUPERATO IL CORPO, AVEVA LE BOMBOLE DI OSSIGENO COMPLETAMENTE SCARICHE, SEGNO CHE AVREBBE CONSUMATO TUTTA L’ARIA NEL TENTATIVO DI RISALIRE. È PROBABILE CHE ANCHE GLI ALTRI MEMBRI DEL GRUPPO SIANO SOFFOCATI. MA COME MAI NON HANNO LANCIATO ALCUN ALLARME? E PERCHÉ NON AVEVANO ALCUN “FILO DI ARIANNA”, LA CORDA UTILIZZATA PER RISALIRE IN CASO DI EMERGENZA? – STEFANO VANIN, COLLEGA DI SPEDIZIONE CHE ERA A BORDO DELLO YACHT “DUKE OF YORK”, DA CUI SI SONO CALATI I SUB: “NON È VERO CHE IL TEMPO ERA BRUTTO. C’ERA IL SOLE E IL MARE ERA CALMO...”

 

 

STRAGE DELLE MALDIVE, BENEDETTI TROVATO DA SOLO, ALL’INGRESSO DELLA CAMERA SOMMERSA. LA PISTA DELLA MISCELA NELLE BOMBOLE O DEL DISORIENTAMENTO

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

MONICA MONTEFALCONE E LA FIGLIA GIORGIA

Proseguiranno oggi le operazioni di recupero dei cinque sub morti alle Maldive. L’unico corpo finora recuperato è quello del capo barca Gianluca Benedetti, istruttore esperto.

 

Sarebbe stato ritrovato da solo all’ingresso della camera sommersa, con le bombole ormai completamente scariche.

 

Secondo quanto riporta Repubblica più avanti, nella terza cavità a sessanta metri di profondità, ci sarebbero i corpi degli altri quattro sub rimasti uno accanto all’altro. Da qui parte l’inchiesta delle autorità locali in merito alla strage avvenuta giovedì nei fondali dell’atollo di Vaavu.

 

guardia costiera delle maldive

[...] Secondo il quotidiano sarebbero due le ipotesi al vaglio: il primo riguarda un possibile problema alla miscela respiratoria utilizzata per immersioni oltre i cinquanta metri. Il secondo, quello che sembra più plausibile, è un incidente durante l’esplorazione della cavità.

 

Potrebbero essersi persi e non sono riusciti a uscire. Perché è più ipotizzabile la seconda? Perché Benedetti sarebbe stato recuperato con la bombola principale completamente vuota, avrebbe quindi consumato tutta l’aria nel tentativo di risalire.

 

ricostruzione dell'immersione in cui sono morti cinque italiani alle maldive

Con sé aveva anche un bombolino di nitrox, miscela impiegata soprattutto nelle fasi di decompressione e risalita, ma inadatta oltre i trentacinque metri di profondità. [...]

 

E infine il gruppo, che potrebbe essere rimasto bloccato nella terza camera: forse incapace di ritrovare la l’uscita perdendo visibilità. Magari un movimento di pinne che ha oscurato l’acqua, lo spazio ristretto. Da chiarire se il gruppo avesse steso il cosiddetto “filo d’Arianna”, corda utilizzata per ritrovare la via d’uscita nelle immersioni in cavità. Oppure se tutti si siano infilati in quelle camere sommerse non per esplorare ma per un possibile riparo dalle correnti.

 

MALDIVE, IL RACCONTO DI STEFANO VANIN: «IO SU QUELLO YACHT. IL MARE ERA CALMO, ECCO COSA ABBIAMO VISSUTO»

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

Stefano Vanin, a bordo dello yacht Duke of York, da cui sarebbero scesi i cinque sub italiani morti a oltre 50 metri di profondità, si trova all’ancora in una rada dell’atollo di Felidu alle Maldive.

 

Monica Montefalcone - Giorgia Sommacal - Muriel Oddenino - Gianluca Benedetti - Federico Gualtieri

Intervistato oggi su Repubblica nega le condizioni meteo avverse in cui sarebbe avvenuta l’immersione fatale. «Non è vero che il tempo era brutto. C’era il sole e il mare era calmo», dichiara.

 

Docente di entomologia dell’università di Genova, in passato ha partecipato come esperto di insetti alle indagini sui più importanti casi italiani, dal mostro di Firenze a Yara Gambirasio, da Giulia Cecchettin a Elisa Claps e Liliana Resinovich. Nelle acque delle Maldive hanno perso la vita Monica Monfalcone, professoressa associata in ecologia marina dell’Università di Genova, e la figlia ventiduenne Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino di Poirino, ricercatrice del Torinese, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, del Novarese.

 

[...]

 

«Eravamo impegnati nei nostri studi. Lavoravamo in modo indipendente rispetto ai biologi marini. Sapevamo che dovevano immergersi quella mattina, ma non seguivamo direttamente i loro programmi. Quando i sub hanno iniziato a non risalire si è diffusa una certa tensione a bordo.

 

gianluca benedetti

La barca si è messa a perlustrare la zona dell’immersione. Abbiamo scrutato la superficie del mare alla ricerca di eventuali palloni di segnalazione, quelli che i sub sganciano, fanno gonfiare e risalire in superficie quando sono in difficoltà. Abbiamo ricontrollato tutte le coordinate del loro tragitto.

 

Alla fine, dopo un’altra ora, è diventato chiaro che c’era un problema e non si trattava solo dei normali tempi di compensazione della risalita. Allora abbiamo contattato sia le autorità di soccorso locali che quelle diplomatiche italiane», racconta al quotidiano.

 

[...] «Le Maldive hanno un’estensione pari alla distanza fra Italia e Olanda. L’allerta meteo non riguardava la nostra zona. Avevamo sole, mare calmo e ottima visibilità. Non c’erano problemi da questo punto di vista», spiega Vanin

monica montefalcone

 

[...] Il centro di soccorso delle Maldive, dice di aver ricevuto l’allarme alle 13 e 45. Vanin infine precisa: «Hanno portato avanti le loro ricerche. Noi non siamo mai scesi dalla nave. Non è vero che alcuni studenti sono ripartiti per l’Italia. In questo punto delle Maldive siamo lontani da porti o centri di comunicazione importanti. Restiamo tutti insieme e cerchiamo di gestire in gruppo questo momento certo non facile».

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