dispersione ceneri

IL CARO ESTINTO E’ DAVVERO CARO: ADDIO AL FUNERALE E AI CIMITERI - DAL GIAPPONE ALLA CINA, DOVE UN PEZZO DI TERRA PER LA TUMULAZIONE E’ DIVENTATO UN LUSSO, ARRIVANO LE ESEQUIE ALTERNATIVE PER RISPARMIARE - SE UN ADDIO TRADIZIONALE COSTA FINO A 15 MILA EURO, PER SPARGERE LE CENERI NELL’OCEANO SI ARRIVA A SPENDERE MASSIMO 400 EURO, AFFITTO DELLA BARCA INCLUSO

Lucia Galli per “il Giornale”

 

CREMAZIONE

Pagare e morire: si dice che per queste due azioni ci sia sempre tempo. Almeno finché non arriva il giorno in cui il decesso presenta il conto ai mesti parenti. Eppure questa antica saggezza occidentale, pragmaticamente italiana, oggi trova sempre più adepti anche nel lontano Oriente, nelle terre di Buddha, Shiva e Confucio. Morire costa caro anche laggiù: trapassare è una grana. Non solo per chi non c'è più, ma soprattutto per chi resta, se ormai anche in Estremo Oriente lo spazio basta a malapena per i vivi.

al funerale cinese con le stripper

 

Così, se in qualunque aldilà si creda di approdare, si può sperare nella «livella» che secondo Totò ci rende tutti uguali a un metro sotto terra, a renderci diversi, di fronte alla nera signora, è piuttosto il costo che siamo disposti a pagare. O, meglio, a lasciare in eredità agli amici. E poco cambia se siano colombari, loculi o tombe di famiglia. I dati parlano chiaro: anche in Oriente, dal Giappone alla Cina alla Corea del Sud, da Hong Kong a Singapore, passando per le Filippine e il Nepal, i cimiteri sono sempre meno di moda, perché un posto all'ombra di lapidi, cipressi o fiore di tagete è fra le spese che maggiormente si sono impennate.

 

tradizionale funerale giapponese di miyamoto san

Con buona pace delle complesse, suggestive cerimonie funebri orientali che oggi hanno scoperto pratiche più rapide ed economiche, cremazione e dispersione delle ceneri in primis. In Giappone occorrono dai 7 ai 15mila euro per un funerale tradizionale. La previsione è tutta al rialzo dato che entro il 2050 dicono le Nazioni Unite un decimo della popolazione di questa fetta di mondo supererà gli 80 anni.

 

Nel 2016 in Giappone si sono registrati circa 1,3 milioni di decessi. Non accadeva dalla seconda guerra mondiale. E allora è l'amaro quesito - il nonno dove lo metto? «Lui avrebbe voluto che pensassi alla mia vita, non alla sua morte», spiega Kim Tu, che con gli altri nipoti, ha preferito spargere le ceneri dell' adorato sofu proprio nella baia di Tokyo, come si era raccomandato lui nella sua lunga malattia. D' altra parte ci sono agenzie che offrono il servizio per 400 euro, trasporto barca compreso.

GIAPPONE - IL DRIVE IN DEI FUNERALI

 

Li chiamano funerali «green» perché il consumo di suolo si direbbe è minimo. La cremazione, in realtà, in Giappone ha già una lunga tradizione. Prevede che i parenti assistano all' intero rito, dalla vestizione con il kimono allacciato al contrario rispetto al nodo che si faceva in vita, fino al raccoglimento con le bacchette di ossa e ceneri, che vanno ricomposte nell' urna rigorosamente a partire dai piedi affinché il defunto affronterà anche l'aldilà a testa alta. Intanto, però, la terra dei cimiteri sta diventando un lusso, se è vero che solo per rinnovare una concessione ventennale occorre l' equivalente in yen di 8mila euro.

 

GIAPPONE - IL DRIVE IN DEI FUNERALI

E non solo in Giappone: anche in Cina le sepolture «verdi», con la possibilità di spargere le ceneri in mare, stanno diventando più popolari anche perché paiono riavvicinarsi al concetto di sepoltura celeste che, invece, è salda nelle tradizioni buddiste della zona tibetana.

In questo caso il defunto, «preparato» (scuoiato e smembrato) dai parenti più stretti, è lasciato su un monte all' aperto, aspettando che la natura (avvoltoi compresi) faccia il suo corso.

 

In Nepal, a Katmandu, il tempio induista di Pashupatinath non conosce sosta: è qui che si cremano i defunti, fra incenso, fiori e candele al burro, prima di affidarne le ceneri al fiume sacro. Non si occupa spazio e l' appuntamento è per tutti fra le acque del Gange, cui il fiume Bagmati si ricongiunge entrando in India. Se le tradizioni tibetane e nepalesi, però, affondano le radici nel passato, la diffusione della cremazione e delle sepolture «green» oggi fanno storcere il naso a molti, come se tutto fosse derubricato a buone prassi «a basso consumo di suolo».

 

GIAPPONE - IL DRIVE IN DEI FUNERALI

Prendersi cura di una tomba significa onorare il defunto e anche elaborarne il lutto: questa è l'obiezione di chi è poco convinto di fronte al new deal del «cinere muto» che in Giappone, nella zona di Nagano, per esempio, ha portato ad alcuni eccessi o paradossi, come il funerale drive in, in cui i parenti celebrano e ricordano il caro estinto, registrandosi via tablet, per lasciare offerte e prenotare incenso e passandogli poi accanto in auto, prima che la salma sia cremata e tumulata con tanto di Buddha luminosi sulla lapide di anonimi cimiteri dagli spazi ristrettissimi. Non va diversamente a Singapore, dove lo spazio manca anche per i vivi.

 

SPARGERE LE CENERI IN MARE

Stesso trend anche nelle cattolicissime Filippine e in Corea del Sud, dove i cimiteri non si allargano più: cremare e spargere le ceneri è il futuro per chi ormai abbia solo un passato e viva nel ricordo dei propri cari. Le ceneri poi, come accade in Italia dal 2001, si possono spargere in alcuni luoghi ad hoc, come giardini che prendono, con leggerezza, il posto dei più cupi cimiteri.

 

A Hong Kong, dove un box auto può superare il costo di 600mila euro e un funerale tradizionale, loculo escluso, può sfiorare i 50mila dollari, la nuova tendenza «light» delle ceneri sparse, in mare o nei giardini della memoria, è stata una necessità, rispetto ai complessi riti funebri del passato che duravano anche diversi giorni. Nel 2011 le sepolture «verdi» erano poco più del 10%, oggi sfiorano il 70%.

 

UNA CLIENTE CHIESE DI SPARGERE LE CENERI DEL CANE IN MARE

La gente ha cambiato idea: quelle cerimonie servivano a consolare gli eredi più che a onorare i morti. Oggi come ieri però i cinesi non ritengono che la morte interrompa il filo dell' esistenza: è la religione e il ricordo a mantenere viva la memoria. All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? Non è la traduzione di un detto cinese, ma lo diceva Foscolo: i «sepolcri» da sempre e ovunque, sono fondamentali. Ma per i vivi.

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