“IO LI HO GIÀ PERDONATI CON IL CUORE” – LA LEZIONE DI DAVIDE SIMONE CAVALLO, LO STUDENTE BOCCONIANO RIMASTO INVALIDO DOPO ESSERE STATO RAPINATO E ACCOLTELLATO DA UN GRUPPO DI 5 GIOVANI LO SCORSO OTTOBRE, DURANTE IL PROCESSO A DUE DEI SUOI AGUZZINI, ALESSANDRO CHIANI E AHMED ATIA – QUANDO IL GIUDICE HA CONDANNATO CHIANI A 20 ANNI DI CARCERE PER TENTATO OMICIDIO E RAPINA PLURIAGGRAVATA, CAVALLO È SCOPPIATO A PIANGERE: “SONO DISPIACIUTO PER UNA CONDANNA COSÌ ALTA. SPERO PER LORO CI SIA UN FUTURO MIGLIORE…”
Estratto dell’articolo di Andrea Siravo,Monica Serra per “La Stampa”
È arrivato al primo piano del palazzo di giustizia scortato da due carabinieri. […] Voleva esserci a tutti costi lo studente bocconiano Davide Simone Cavallo, nonostante le ferite, nonostante i due bastoni che ora è costretto a usare come stampelle dopo il pestaggio per cinquanta euro del 12 ottobre scorso fuori da una discoteca milanese.
Voleva incontrare i suoi aggressori che aveva già «perdonato con il cuore» come ha scritto in una lunga lettera la settimana scorsa. «Non volevo perdonarli e basta - ha spiegato ai suoi legali - volevo sentirmi una persona anche davanti a loro e ci sono riuscito».
I loro sguardi si sono incrociati in aula, lui sulla destra con mamma Stefania e papà Salvatore accanto, Alessandro Chiani e Ahmed Atia sulla sinistra, chiusi nella gabbia. Prima ancora di conoscere il verdetto del giudice Alberto Carboni - che ha condannato il primo a vent'anni e il secondo a dieci mesi - il ventiduenne ha chiesto di avvicinarsi loro. Ci sono state lunghe parole di scuse e un abbraccio che gli sarà sembrato infinito.
ahmed atia e alessandro chiani
Chiani ha preso la parola in aula per chiedere perdono e scagionare l'amico: «Mi dispiace, quando ho letto la lettera di Davide ho sentito un vuoto dentro. Atia non c'entra nulla, quello che è successo è solo colpa mia».
Era stato lui a tirare fuori il coltello nel video delle telecamere di sorveglianza e a colpire la vittima causandogli una lesione permanente al midollo mentre gli altri tre componenti del branco, all'epoca diciassettenni e che per questo saranno giudicati a luglio dal Tribunale per i minorenni, continuavano a prenderlo a calci e pugni.
Alla fine, il giudice lo ha condannato a venti anni di carcere per tentato omicidio e rapina pluriaggravata: una pena di otto anni più alta di quella richiesta dal pm Andrea Zanoncelli. […] Dopo la sentenza, Cavallo ha pianto in aula: «Sono dispiaciuto per una condanna così alta - ha detto ai suoi legali -. Spero per loro ci sia un futuro migliore».
davide simone cavallo aggredito a milano
Dieci mesi invece sono stati inflitti ad Atia che è stato subito scarcerato: le accuse sono state riqualificate in omissione di soccorso. Nel video di quella notte di sei mesi fa, faceva il «palo», era a tre metri di distanza e non aveva fatto nulla per fermare il suo amico e gli altri ragazzi conosciuti quella sera.
In una lettera consegnata al ventiduenne ha scritto: «Potresti essere mio fratello, mio padre, una persona a me cara. Ti chiedo scusa e lo chiedo mille altre volte ma so che non potrà migliorare niente. Quel giorno dovevo cercare di intervenire, non dovevo bloccarmi perché non mi sarei mai aspettato di vedere una cosa del genere all'improvviso. Vorrei poterti risarcire in qualche modo. Purtroppo noi non abbiamo tanto in famiglia. So bene che la salute non può essere risarcita con tutti i soldi del mondo».
L'accusa di tentato omicidio non convince l'avvocato di Chiani, il professor Guglielmo Gugliotta: «Lui dà due coltellate ma si allontana mentre la zuffa continua, non ha visto il sangue per terra, si è chiesto: ma si muore per questo? Non sapeva che potesse uccidere».
Di diverso avviso gli avvocati della vittima, che per tutta la vita si poterà addosso i segni di quella aggressione: «Sentirsi dire che una coltellata è stata data per gioco è qualcosa che ci fa veramente dire basta. Che c'è un limite anche al diritto di difesa. Quello che è successo ha stravolto la vita di Davide e della sua famiglia.
Il fratello più piccolo ha abbandonato gli studi al Politecnico per tornare in Sicilia a lavorare col padre che è un imprenditore agricolo - ricostruisce l'avvocato Luca Degani che col collega Giovanni Azzena assiste la famiglia Cavallo -. La madre ha abbandonato il lavoro in Sicilia per venire a Milano ad assistere il figlio. È una famiglia provata e in grosse difficoltà, anche economiche. Gli è stata riconosciuta una provvisionale per il momento di 650 mila euro, ma chi darà loro quei soldi?».
davide simone cavallo 3
milano, 22enne aggredito dal branco 4
milano, 22enne aggredito dal branco 3
milano, 22enne aggredito dal branco 1
milano, 22enne aggredito dal branco 2
davide simone cavallo 2
davide simone cavallo 4
ahmed atia e alessandro chiani

