big nicolas lecumberri

IL 23ENNE DI BUONA FAMIGLIA NICOLAS ORLANDO LECUMBERRI, DJ GIRAMONDO, HA AGGREDITO ALMENO VENTI PERSONE, NON SOLO A MILANO, SEMPRE CON LO STESSO METODO: CALCI E PUGNI AI PASSANTI SUBITO DOPO AVER FATTO LORO UNA GENERICA DOMANDA - NELLE ULTIME ORE SONO STATE FORMALIZZATE LE DENUNCE DI ULTERIORI DIECI VITTIME

1.IL DJ CHE PRENDEVA A PUGNI I PASSANTI «MI DAVANO LE RISPOSTE SBAGLIATE»

Gianni Santucci per il “Corriere della Sera

 

NICOLAS LECUMBERRINICOLAS LECUMBERRI

«Poggia la mano sul tavolo». Foto. «Ora la sinistra». Foto. Le immagini sono atti di inchiesta: lividi e tagli sulle dita, nocche arrossate. Perché la storia balorda di Nicolas Orlando Lecumberri sta scritta lì: sulle sue mani. Martoriate dalle tracce di un' incomprensibile ossessione. Con le mani ha colpito. Pugni. Almeno 10 aggressioni in 19 giorni (altri casi sono sotto esame); vittime incontrate per caso, tutti ragazzi, approcciati con educazione (la richiesta di indicazioni stradali) e poi assaliti senza motivo.

 

NICOLAS LECUMBERRI 4NICOLAS LECUMBERRI 4

A metà pomeriggio di mercoledì Nicolas Lecumberri, 23 anni, spagnolo, entra in una stanza dell' Ufficio prevenzione generale della questura. Si chiude così, di fronte ai poliziotti, il fight club solitario e feroce che il dj di San Sebastian ha scatenato tra il 6 e il 27 luglio nelle strade di Milano. Finisce senza una spiegazione di quella violenza.

 

NICOLAS LECUMBERRI 3NICOLAS LECUMBERRI 3

Perché in questura la scena è stata questa: il ragazzo si siede, sbadiglia con gesti esagerati, ostenta disinteresse. Parla bene l' italiano, ma finge di non capire, i poliziotti gli fotografano le mani e lui li lascia fare. Quando lo portano in carcere, a San Vittore, della sua furia ha detto solo questo: «Chiedevo informazioni in strada e me le davano sbagliate. Mi prendevano in giro».

 

Spiegazione che sa di derisione. Poco importa. Come spiega la dirigente delle Volanti di Milano, Maria Josè Falcicchia: «Abbiamo messo termine a un pericolo, a una sequenza allarmante di aggressioni. Era entrato in una piena serialità, in una sorta di sfida, sapevamo che avrebbe continuato la catena di aggressioni. L' intero corpo della polizia e delle forze dell' ordine era in allerta».

 

Il profilo Facebook di Lecumberri racconta la quotidianità di un ragazzo europeo: cameriere in bar sulla spiaggia, produttore di musica elettronica, allievo di una scuola di Los Angeles, interviste su un paio di giornali in cui racconta i suoi tour, discoteche e festival (Barcellona, Berlino); le vacanze invernali in snowboard e quelle estive al mare a Otranto (nel 2015).

 

NICOLAS LECUMBERRI 2NICOLAS LECUMBERRI 2

Quando arriva a Milano, da solo, a inizio luglio, Nicolas frequenta i locali di Corso Como e stringe amicizie, riesce pure a farsi ingaggiare per un paio di serate al «Loolapaloosa» (i titolari lo descrivono come «un tipo tranquillo e socievole»). In Italia, però, il dj si porta dietro un pezzo della sua storia nera.

 

La «Guardia Municipal» di San Sebastian (Paesi baschi) ha aperto un' inchiesta dopo aver ricevuto una serie di denunce per aggressioni immotivate in strada. Gli investigatori spagnoli convocano un po' di vittime e mostrano loro album di foto: tre ragazzi lo riconoscono, è stato lui ad aggredirli (il 25 e il 26 maggio di quest' anno). Il 3 giugno i poliziotti chiamano Lecumberri e gli comunicano che è sotto inchiesta. A Milano ricomincia, con un canovaccio identico: chiede un informazione stradale in perfetto in inglese, alla risposta contesta, «mi stai prendendo in giro», poi si scatena.

 

Di sera è un turista, di giorno un picchiatore in delirio. Si sospetta che stesse facendo il «knockout game», il gioco infame dei pugni improvvisi ai passanti (è però anomalo che in quella pratica balorda non abbia qualche amico spettatore intorno, che magari riprende con un cellulare). In largo Cairoli, pieno centro, il 26 luglio colpisce un ragazzo e lo insegue per 200 metri. Più tardi, una pattuglia delle «bike», poliziotti in bicicletta, lo identifica (anche se in quel momento non si può collegare con l' attacco).

Knockout Game Knockout Game

 

A quel punto l' inchiesta della Settima sezione delle Volanti prende un ritmo frenetico: ricerca delle denunce, scandaglio di telecamere, confronto tra le testimonianze, studio dei dettagli e dei collegamenti. I poliziotti iniziano a girare negli ostelli. Trovano la traccia buona sui Navigli. Il giorno dopo, Nicolas si accanisce ancora su due ragazzi, in corso Lodi. I poliziotti si appostano davanti all' ostello e quanto rientra lo ammanettano. Il fight club è finito. Lui dice: «Non avvertite i miei genitori». Ne ha facoltà.

 

 

2.IL PARADOSSO DI DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE

Anna Oliverio Ferraris per il “Corriere della Sera

 

Knockout Game Knockout Game

Nicolas, 23 anni, si mantiene lavorando come cameriere, facendo il dj nei locali e componendo musica elettronica che, quando gli riesce, esegue in serate organizzate grazie a persone con cui stabilisce contatti amichevoli. Apparentemente un ragazzo intraprendente e cordiale. Nel corso della giornata, però, Nicolas avvicina un passante suo coetaneo, chiede delle informazioni, poi diventa aggressivo e colpisce il suo interlocutore con pugni e calci.

 

Come si spiega questo comportamento, che ha avuto una qualche diffusione negli Usa, che va sotto il nome di knockout game , che viene praticato per lo più in gruppo e anche filmato per essere messo in rete?

Knockout Game Knockout Game

 

Può darsi che il ragazzo abbia dei problemi legati a dinamiche infantili e familiari che noi ignoriamo o che sia propenso per un qualche motivo neurologico a forme improvvise di violenza, il paradosso però risiede nel fatto che, da un lato, coltiva forme di socialità e dinamiche di gruppo positive - tant' è che riesce a legare anche con persone che ha appena conosciuto ed è quindi in grado di controllare il lato aggressivo della sua mente per lavorare e collaborare - dall' altro attacca passanti o provoca la polizia.

Knockout Game Knockout Game

 

In realtà le sue azioni, anche se in maniera esacerbata, rispecchiano le dinamiche di un mondo virtuale in cui è possibile compiere atti aggressivi nell' ambito di un contesto ludico e al tempo stesso mantenere una personalità rispettabile. Il giocatore osserva se stesso mentre recita e così facendo si sdoppia. In sostanza, una sorta di rivisitazione mediatica di dottor Jekyll e mister Hyde in cui si può passare da una personalità all' altra soprattutto quando mancano radici che contestualizzino il proprio comportamento in una cerchia sociale conosciuta.

 

La pratica del knockout game , in gruppo o in solitario, è un segno dell' intreccio che può crearsi tra reale e virtuale, ma anche della separatezza tra le diverse dimensioni di personalità che hanno perso la propria unitarietà.

Nicolas Orlando LecumberriNicolas Orlando Lecumberri

 

ALTRE DIECI VITTIME DEL DJ PICCHIATORE «MI SONO VENDICATO»

Gianni Santucci, Andrea Galli per il “Corriere della Sera - Edizione Roma”

 

L' elenco è già lungo ma probabilmente ancora parziale. Il 23enne di buona famiglia Nicolas Orlando Lecumberri, giramondo, dj anche in locali famosi (il «LoolaPaloosa» di corso Como), allievo di una scuola a Los Angeles e soprattutto picchiatore prima a San Sebastián (nei Paesi Baschi) dove ha casa e poi qui a Milano dov' è arrivato a inizio mese, ha aggredito almeno venti persone. Calci e pugni ai passanti perché «chiedevo informazioni, me le davano sempre sbagliate e mi prendevano in giro». Nelle ultime ore sono state formalizzate le denunce di ulteriori dieci vittime, dopo le altrettante scoperte dalle Volanti dirette da Maria Josè Falcicchia.

 

«NON È UNO PERICOLOSO»

Nicolas Orlando LecumberriNicolas Orlando Lecumberri

La scia di violenza forse non può trovare una spiegazione «soltanto» nelle parole dell' avvocato d' ufficio. Il legale Alessia Generoso ha escluso la degenerazione di uno sbandato con insormontabili problemi psichici e ha descritto un ragazzo con un «disagio personale» che, se «seguito a dovere», solitamente non è «pericoloso». Chi ha subìto gli attacchi di Lecumberri - attacchi improvvisi, letali - ha l' immagine, cristallizzata dallo choc e dalle ferite, di un ragazzo «freddo e razionale» nell' esecuzione del piano. E per Maria Josè Falcicchia, il 23enne «era entrato in una piena serialità, in una sorta di sfida».

 

Ce l' aveva con il prossimo o con il mondo, Lecumberri. Il motivo è ignoto. Nell' interrogatorio di garanzia ha detto poco o niente, e ha evocato una «vendetta» contro presunti tentativi di stupro ai danni della sorella, che al momento non risulterebbero e che sfuggono per primi agli investigatori dei Paesi Baschi. Non ha «debuttato» a Milano, il 23enne: aveva già lasciato significativa traccia a San Sebastián. La Guardia municipal aveva aperto un' inchiesta a giugno per una raffica di denunce legate ad aggressioni in strada. Con la medesima modalità d' esecuzione.

Nicolas Orlando LecumberriNicolas Orlando Lecumberri

 

L' avvocato sostiene che sia errato evocare il «knockout game», quel «gioco» sanguinario che prevede il pestaggio di ignari sconosciuti incontrati su un marciapiede e una piazza. La pratica, peraltro, ha un disperato bisogno di un pubblico che possa ammirare e spesso filmare con il cellulare; se svolta in «solitudine», senza la ricerca di un consenso e di un «tributo» immediatamente riversati in Internet, propagati e propagandati, perde molto della sua «natura». E allora rimane una domanda: che cos' è scattato nella testa di Nicolas Orlando Lecumberri?

 

POCO COLLABORATIVO

Un aiuto, in questo senso, potrebbe darlo la famiglia. I genitori erano in vacanza in Puglia e ieri si sono mossi verso Milano, dov' è attesa anche la sorella. Le indagini sono appena all' inizio. Andrà setacciato il passato del 23enne, bisognerà capire se per caso utilizzava o abbia abusato di droghe, e ancora andrà accertato se, nel pellegrinare tra Europa e America, siano avvenuti episodi che l' abbiano alterato, cambiandolo profondamente e innescando la spirale di violenze.

 

Nicolas Orlando LecumberriNicolas Orlando Lecumberri

Le sue mani erano come quelle di un pugile, gonfie per i lividi, graffiate, consumate a causa della frequenza e della furia dei pestaggi. Con i poliziotti, al momento dell' arresto Lecumberri ha mantenuto un atteggiamento poco collaborativo, ha finto di non capire pur capendo l' italiano, è parso quasi (volutamente) assente, addirittura disinteressato.

 

LA CARTELLA CLINICA

La sua ossessione l' ha portato a far male ovunque, da largo Cairoli a via Oldofredi, da viale Lombardia a via Sardegna. Vagava di giorno senza apparente meta, prendeva mezzi pubblici, camminava, sceglieva gli obiettivi (solitamente coetanei), formulava le domande e immediatamente scattava. La ricerca della polizia è stata frenetica e intensa.

 

Una volta «agganciato» da una pattuglia degli agenti in bicicletta, la Settima sezione ha investito personale e nottate nell' analisi delle immagini delle telecamere, nell' ascolto delle testimonianze, nell' incrocio dei dati. Fino all' atto finale. Sono stati setacciati gli ostelli e uno di questi, sui Navigli, era quello giusto. Gli investigatori hanno atteso il 23enne davanti al palazzo. Lui tornava dall' ennesima violenza, in corso Lodi. Stando al legale, i genitori consegneranno alla polizia la cartella clinica del figlio. Sempre che possa bastare.

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