donald trump pazzo salute mentale folle

DONALD, CI SEI O CI FAI? – DOPO LE ULTIME SPARATE APOCALITTICHE DI TRUMP (“QUESTA NOTTE UN’INTER CIVILTÀ SCOMPARIRÀ”) ANCHE TRA REPUBBLICANI E MAGA IN MOLTI DUBITANO DELLA SALUTE MENTALE DEL PRESIDENTE E C’È CHI INVOCA IL RICORSO AL 25ESIMO EMENDAMENTO PER FARLO RIMUOVERE – MENTRE I SOSTENITORI DEL TRUMPONE EVOCANO LA TEORIA DEL “LEADER PAZZO”, CHE RISALE ALLA PRESIDENZA NIXON: IL COATTO DELLA CASA BIANCA STAREBBE RECITANDO LA PARTE DEL FOLLE PER CONFONDERE E SPAVENTARE GLI AVVERSARI – MA PER ESPERTI E STORICI LA “MADMAN THEORY” NON FUNZIONA MAI: UN LEADER CHE FA IL PAZZO DANNEGGIA IL PROPRIO PAESE E CONTRIBUISCE SOLTANTO A GENERARE INSTABILITÀ NELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI…

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per www.repubblica.it

 

DONALD TRUMP - CERIMONIA EASTER EGG ROLL CASA BIANCA - FOTO LAPRESSE

 “Un re pazzo, profondamente malato”: così Candace Owens, una delle podcaster di destra più popolari d’America, descrive Donald Trump dopo le minacce apocalittiche, condite di profanità, rivolte negli ultimi giorni dal presidente all’Iran.

 

“È psicotico, ha bisogno di aiuto”, concorda il deputato democratico Jim McGovern e anche tra i repubblicani ci sono segnali di preoccupazione per l’atteggiamento sempre più irrazionale tenuto dal capo della Casa Bianca [...]

 

A chi fa appello a ricorrere al 25esimo emendamento della Costituzione, in base al quale si può rimuovere il presidente se dà segni di infermità mentale, i suoi sostenitori rispondono che quella di Trump è soltanto una tattica: farebbe il pazzo, ma non lo è affatto, insomma la sua sarebbe una recita per confondere e spaventare gli avversari, atteggiamento già messo in mostra in altri frangenti, dal conflitto in Ucraina alla guerra dei dazi.

 

donald trump - richard nixon

L’opinione prevalente degli storici, tuttavia, è che un leader che fa il pazzo, o che lo è veramente, danneggia in entrambi i casi il proprio Paese e contribuisce soltanto a generare instabilità nelle relazioni internazionali, mettendo in pericolo tutto il mondo.

 

Negli Stati Uniti la “madman theory”, la teoria del pazzo, risale alla presidenza di Richard Nixon, sebbene un concetto simile fosse in circolazione già da secoli. Il primo a formularlo è Niccolò Machiavelli, nel libro “Discorsi su Tito Livio”, pubblicato nel 1531, in cui l’autore de “Il Principe” afferma: “Talvolta è saggio simulare pazzia”.

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH

[...] Una scelta di cui Nixon fa invece la propria dottrina politica, confidando al suo capo dello staff H. R. Hadelman, durante la guerra nel Vietnam: “Io la chiamo la teoria del pazzo. Voglio che i nordvietnamiti credano che ho raggiunto un punto in cui farò qualsiasi cosa per mettere fine alla guerra.

 

Faremo loro arrivare voce che Nixon è ossessionato dal comunismo, quando si arrabbia non possiamo controllarlo e ha il dito sul pulsante nucleare. Nel giro di due giorni Ho Chi Min (il leader del Nord Vietnam comunista, ndr.) verrà a Parigi (dove erano in programma i negoziati, ndr.) implorando la pace”.

 

Non funzionò: a Parigi fu firmata una pace che permise in realtà ai nordvietnamiti di continuare la guerra e vincerla, conquistando il Vietnam del Sud e infliggendo all’America una sconfitta militare che ha pesato a lungo sull’identità di Washington, contribuendo, insieme allo scandalo delle intercettazioni illecite passato alla storia come il Watergate, alla vittoria del democratico Jimmy Carter alle presidenziali del 1976.

 

DONALD TRUMP - DUBBI SULLA SUA SALUTE MENTALE

L’idea della “madman theory” era di indurre i leader dei Paesi comunisti, o in generale i nemici, che il presidente è irrazionale e volubile, affinché essi evitino di provocare gli Usa per timore di una reazione imprevedibile.

 

La logica sarebbe che l’apparenza di irrazionalità rende credibili anche le minacce non credibili. Non a caso, nell’era della guerra fredda, l’equilibrio fra le due superpotenze, Usa e Urss, si reggeva sul concetto di Mad, acronimo di Mutually assured destruction (Distruzione reciproca assicurata, ma in inglese significa anche “pazzo”): la minaccia di escalation fino all’uso di armi nucleari da parte di un leader razionale può sembrare non credibile, perché porterebbe alla distruzione reciproca, ovvero al suicidio, ma una minaccia suicida da parte di un leader pazzo può invece essere creduta.

 

DONALD TRUMP RICHARD NIXON E VLADIMIR PUTIN

Si cita in proposito l’ordine dato da Nixon di fare volare diciotto bombardieri nucleari per tre giorni lungo i confini dell’Urss. Ma neanche quella mossa ebbe un effetto tangibile, rimane anzi estremamente controversa.

 

Non a caso i maggiori successi della presidenza Nixon furono i negoziati con il leader sovietico Leonid Breznev per contenere gli armamenti atomici e l’apertura alla Cina con il viaggio a Pechino per incontrare Mao, due mosse all’insegna del dialogo (e, nel secondo caso, del “divide et impera”, dividendo i due maggiori Paesi del mondo comunista, Urss e Cina), architettate dall’abilità diplomatica di Henry Kissinger, consigliere e poi segretario di Stato di Nixon, non da irrazionali minacce.

 

donald trump con il coniglio pasquale 2026

L’idea stessa del Mad era che bisognava essere pazzi per lanciare una guerra nucleare: per questo né un presidente americano, né un leader sovietico, l’avrebbero mai fatta. Nixon non era pazzo, ma a tratti voleva sembrarlo: si giocò anche così presidenza e reputazione.

 

[...]

 

Stephen Walt, storico della School of Government dell’università di Harvard, afferma che sono rarissimi e di breve durata i casi in cui “la teoria del pazzo” si è dimostrata efficace: nel lungo termine è sempre controproduttiva. “Quali che siano i temporanei vantaggi in politica estera, lasciare percepire che un leader è pazzo ha significativi costi domestici che cancellano la sua potenziale efficacia”, avverte lo studioso.

 

SALUTE MENTALE DI DONALD TRUMP

“Il bilancio storico dimostra che le tattiche del leader pazzo non aumentano la deterrenza né generano vantaggi nelle trattative”, concordano i politologi Samuel Seitz del think tank Royal United Services Institute di Londra e Caitlin Talmadge del Securities Studies del Massachussetts Institute of Technology: l’effetto è di creare sconcerto fra gli alleati, incertezza nella propria popolazione e sfiducia da parte degli avversari.

 

La controparte teme che, se firmerà un accordo di pace o un trattato commerciale, il leader pazzo non rispetterà le intese, attaccherà di nuovo, violerà il trattato. Se dai un ultimatum e lo lasci scadere, se minacci o prometti qualcosa e non mantieni, perdi credibilità: che per un leader è tutto. Fingere di essere pazzo, per un leader e per il proprio Paese, è dannoso quanto essere pazzo davvero.

donald trump - richard nixon donald trump con il coniglio pasquale 2026DONALD TRUMP - DUBBI SULLA SUA SALUTE MENTALE

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