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EVASIONE COL TURBO - FERRARI, LAMBORGHINI, HARLEY DAVIDSON, MA ANCHE UNA CHEVROLET CORVETTE C1, DUE BIANCHINA, UNA RARA ISETTA BICOLORE. IL FORTUNATO PROPRIETARIO? FINO A DUE ANNI FA UN “NULLATENENTE” DI GENOVA PIZZICATO DALLA GUARDIA DI FINANZA CHE HA CONSEGNATO I “GIOIELLI” AL MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE DI TORINO CHE HA DECISO DI METTERLE IN ESPOSIZIONE...

Savina Confaloni per "Libero Quotidiano"

 

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Un garage da "nullatenente" che farebbe invidia a qualsiasi collezionista: supercar, auto d'epoca e motociclette, che le Fiamme Gialle hanno sequestrato a un evasore totale di Genova e che ora sono protagoniste di un'esposizione al Mauto-Museo Nazionale dell'Automobile di Torino.

 

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Ferrari, Lamborghini, Harley Davidson, ma anche una Chevrolet Corvette C1, due Bianchina, una rara Isetta Biscolore, tutte in buonissimo stato di conservazione, che la Procura della Repubblica di Genova ha affidato in custodia al Mauto di Torino, dove potranno essere ammirate dagli appassionati e conservate in modo adeguato.

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L'operazione Risale a due anni fa l'operazione internazionale "Rien ne va plus", che portò alla luce tutte le operazioni illecite di un evasore di Genova, apparentemente nullatenente, e dei suoi otto complici prestanome che operavano tra Maranello, la Liguria, Montecarlo e Regno Unito.

 

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Ed è bella l'idea di non tenere un patrimonio di vetture così prestigiose recluse in un garage della Guardia di Finanza: «L'obiettivo è quello di coniugare da una parte l'esigenza di corretta conservazione e valorizzazione della collezione grazie alle specifiche competenze del Museo dell'Auto di Torino - spiega il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Genova, il Generale di Brigata Vincenzo Tomei- e dall'altra di rendere disponibili i pezzi pregiati, riconducibili ad attività di illeciti fiscali, che la Guardia di Finanza ha recuperato, a beneficio dell'erario e della collettività».

 

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GIOIELLI A 4 RUOTE Al museo torinese arrivano dunque 17 dei modelli sequestrati - 14 automobili e 3 motociclette - destinati all'epoca alle principali aste internazionali, proprio per eludere i controlli delle Fiamme Gialle, tra cui la Ferrari Testarossa Monodado immatricolata nel 1987, le Ferrari 430 Scuderia e 360 Challenge stradale, e una Lamborghini Diablo. Fra le vetture che stavano per arrivare nelle mani dei battitori al Classic&Sports Cars e al britannico Goodwood Festival of Speed, anche uno dei primi esemplari di Lamborghini Murcielago LP 670-4 SV delle 185 complessivamente prodotte.

 

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LA MANO DEL FISCO L'operazione era nata a seguito dell'apertura di una verifica fiscale nei confronti del principale indagato, un 55enne genovese, ex imprenditore immobiliare e "ricco" nullatenente: il collezionista era già noto al fisco perché con la sua precedente attività di real estate aveva accumulato tasse non pagate per un milione di euro, e per questa esposizione con l'erario si era spogliato di tutti i beni intestati, attribuendoli fittiziamente ai parenti della propria compagna - tutti sprovvisti di reddito - e ad altri soggetti compiacenti anche attraverso re-immatricolazioni addirittura nel Principato di Monaco.

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