big arrivoli

STORIA DI GIO’ GIO’ - GIOVANNA ARRIVOLI, ASPIRANTE BOSS TRANSESSUALE, MASSACRATA A MELITO PER UNO SGARRO AL CLAN - SI FACEVA CHIAMARE GIO’ GIO’, STAVA PER DIVENTARE GIOVANNI E I KILLER LE HANNO RISERVATO UNA MORTE ATROCE. ARRESTATO L’UOMO CHE HA SEPOLTO IL CORPO

1.LA DONNA BOSS CHE VOLEVA ESSERE UOMO: UN FERMO PER L'OMICIDIO

Marco di Caterino per “Ilmattino.it”

 

GIOVANNA ARRIVOLIGIOVANNA ARRIVOLI

Colpo di scena nelle indagini sull'omicidio di Giovanna Arrivoli, la donna che stava per diventare uomo,  ritrovata  semisepolta lunedì sera, in  uno spiazzo abbandonato in via Giulio Cesere a Melito. I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno fermato l’uomo che ha sepolto il corpo di Jojò, cosi si faceva chiamare la vittima, che gestiva un bar nel quartiere 219 di Melito, una delle maggiori roccaforti del clan Amato - Pagano.

 

L’uomo è stato identificato grazie alle impronte digitali, lasciate sulla pala e agli altri attrezzi, utilizzati per scavare la fossa  per la vittima e anche dalla posizione del gps del suo cellulare.  L’uomo, la cui identità non è stata ancora resa nota e rinchiuso in cella, in attesa dell'udienza di convalida. Il fermato è  accusato di occultamento di cadavere, con l'aggravante di aver favorito il clan.

 

2.GIÒ, LA DONNA DEL CLAN CHE VOLEVA ESSERE UOMO TORTURATA E UCCISA COME SE FOSSE UN BOSS

GIOVANNA ARRIVOLI CORPOGIOVANNA ARRIVOLI CORPO

Fulvio Bufi per il “Corriere della Sera”

 

Giovanna voleva essere Giovanni. E voleva essere un boss. Più facile la prima cosa, però, che le stava riuscendo. Sui documenti e all' anagrafe Giovanna Arrivoli era ancora una donna, ma il suo viso era il viso di un uomo, e apparentemente lo era anche il suo corpo.

 

Si faceva chiamare Giò, diminutivo neutro che non la costringeva a inventarsi un nome non suo, e amava una donna e ne era ricambiata. Viveva da uomo, Giovanna. E da uomo è morta: perché la camorra ha un modo di uccidere le donne e un modo di uccidere gli uomini. E a Giovanna l' hanno uccisa da uomo.

 

GIOVANNA ARRIVOLI GIOVANNA ARRIVOLI

Non è detto che si riferisse proprio a lei, l' ex magistrato antimafia Raffaele Cantone, quando al Corriere del Mezzogiorno spiegava: «Nella camorra c' è stato un transessuale alla guida di una cosca». Però potrebbe anche essere. Perché è certo è che nelle logiche della camorra, Giovanna Arrivoli, non era una qualsiasi.

 

Lo si deduce da come è finita: sequestrata probabilmente con una trappola, magari un appuntamento con qualcuno di cui si fidava e non avrebbe dovuto. Tenuta prigioniera, picchiata fino a spaccarle la mascella, come per farle rivelare qualcosa. E poi uccisa con tre colpi di pistola, uno al cuore e due alla testa: più che una esecuzione un massacro. E nemmeno allora è finita.

 

Perché dopo Giò è stata seppellita a testa in giù, e nei riti tribali della camorra questo è un trattamento riservato a chi ha sgarrato. Ora capire quale sgarro può avere commesso Giovanna Arrivoli significherebbe per i carabinieri imboccare la direzione giusta delle indagini.

GIOVANNA ARRIVOLI GIOVANNA ARRIVOLI

 

Ma si è ancora alla fase delle ipotesi e dell' analisi delle incongruenze. Per esempio non è chiaro perché Lucia, la compagna di Giò, ne abbia denunciato la scomparsa dopo almeno un paio di giorni. Eppure che fosse sparita non per sua volontà era chiaro. Giovanna Arrivoli gestiva un bar, e non aveva programmato nessuna assenza o chiusura.

 

E probabilmente è proprio in quel bar che va cercata la spiegazione all' omicidio, così come proprio in quel bar si consumano le ambizioni di ascesa camorristica di questa donna che appena quattro anni fa era stata arrestata per spaccio ma non era rimasta in carcere a lungo perché il suo ruolo era quello di un pusher di ultimo livello. Con il bar, però, la situazione era cambiata.

GIOVANNA ARRIVOLI GIOVANNA ARRIVOLI

 

Il «Blue Moon» sta nella zona delle case popolari di Melito, un paese a due passi dal quartiere napoletano di Scampia, quello della faida del 2004 e 2005 tra il clan Di Lauro e quelli che all' epoca venivano chiamati «scissionisti», anche se nel gergo interno alla camorra erano i «girati». Ex fedelissimi dei Di Lauro che avevano deciso di mettersi in proprio.

 

C' erano le famiglie Amato e Pagano al vertice di quel nuovo gruppo che scalzò i Di Lauro, ma da allora sono successe molte cose - altre scissioni, altre faide - e alla fine agli Amato-Pagano è rimasto il controllo del traffico di droga solo a Melito. Dove la piazza di spaccio forse più attiva era proprio il «Blue Moon» .

 

GIOVANNA ARRIVOLI GIOVANNA ARRIVOLI

Giovanna Arrivoli - è una ipotesi investigativa - potrebbe aver quindi fatto in quel bar qualcosa di grave come non pagare una partita di droga, oppure imbrogliare sugli incassi o ancora acquistarla non dal clan ma da un fornitore diverso. Nella camorra gli equilibri si cambiano spesso così, rompendo gli accordi sulla droga.

 

GIOVANNA ARRIVOLI GIOVANNA ARRIVOLI

Però poi scoppiano le guerre e bisogna avere la forza di combatterle. Invece Giovanna non aveva nessuna forza, non aveva un clan. Lo avrebbe voluto e avrebbe voluto essere un boss. Invece l' hanno uccisa come un traditore.

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