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NON CI SONO PIÙ I LATITANTI DI UNA VOLTA – GLI ULTIMI DUE PISCHELLI, EVASI DAL CARCERE MINORILE BECCARIA DI MILANO A NATALE, SONO STATI ACCIUFFATI DALLE FORZE DELL’ORDINE IN CASA DI UN LORO AMICO PREGIUDICATO MENTRE STAVANO GUARDANDO UN VIDEO SUL CELLULARE – ALLA POLIZIA È BASTATO SEGUIRE UN FATTORINO CHE CONSEGNAVA LA PIZZA E PRESENTARSI IN CASA PER COMPIERE L’ARRESTO – UN’EVASIONE DA RIDERE: I RAGAZZI SONO STATI TUTTI BECCATI VICINO CASA, SENZA SOLDI E POSTI DOVE NASCONDERSI…

Cesare Giuzzi per “il Corriere della Sera”

 

evasione dal carcere minorile beccaria di milano 13

Quando gli agenti della penitenziaria sono entrati in casa, i due ragazzi non se ne sono neppure accorti. La testa bassa, i pensieri completamente persi nel video del telefonino. La libertà dei giovani di 17 e 18 anni, evasi il giorno di Natale con altri cinque detenuti del Beccaria e da quel momento in fuga sempre insieme, era tutta lì. Seduti sul divano, immersi nel mondo virtuale dei video che rimbalzano sui social.

 

Erano gli ultimi rimasti ancora liberi dopo l’evasione del 25 dicembre. In quattro giorni s’è chiuso definitivamente il cerchio sulla loro cattura e tutti sono tornati in cella. Che la parabola dei sette fuggitivi non sarebbe stata la trama di una serie tv, lo si era capito già la sera di Natale quando quattro ore dopo la fuga due erano stati ripresi. Uno s’è consegnato spontaneamente dopo la ramanzina della sorella.

evasione dal carcere minorile beccaria di milano 11

 

Gli altri presi grazie alla collaborazione delle famiglie, convinti dagli amici e perfino «venduti» da chi con una chiamata anonima al 112 evidentemente non voleva guai né problemi. E non poteva essere altrimenti visto che tutti sono rimasti in zona, vicino a casa, cercando aiuto tra parenti e conoscenti, senza avere neppure l’idea (né il denaro) per cercare una fuga all’estero o almeno lontano da Milano.

 

«Una ragazzata», l’hanno definita gli stessi giovani. Ma le conseguenze saranno comunque pesanti. Il 19enne comasco, nato a Pavia, che s’è consegnato mercoledì sera in Questura, ieri mattina ha patteggiato una pena a 10 mesi per evasione. Decisiva anche la mediazione dell’europarlamentare ed ex assessore comunale al Welfare Pierfrancesco Majorino.

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Una conoscente del ragazzo, quando ha saputo che il giovane era intenzionato a costituirsi, non sapendo a chi rivolgersi ha chiesto aiuto a Majorino per metterla in contatto con la Questura: «La signora ha raccolto la volontà del ragazzo di costituirsi — ha spiegato l’europarlamentare —. Era titubante. Io ho semplicemente fatto da tramite perché la situazione si risolvesse nel più breve tempo possibile».

 

Così, dopo aver parlato con il questore Giuseppe Petronzi, Majorino si è presentato in Questura e pochi minuti dopo è arrivata la donna con il ragazzo: «Il questore mi ha subito messo in contatto con i funzionari che hanno gestito la vicenda con grande prontezza e con grande delicatezza».

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L’arresto degli ultimi due fuggitivi, ieri mattina, è stato invece opera degli agenti del Nucleo investigativo della polizia penitenziaria, diretti da Mario Piramide. Gli investigatori avevano capito che i due amici potevano essersi rifugiati a casa di un conoscente, maggiorenne e pregiudicato, in Brianza.

 

Così si sono appostati e quando il fattorino di una pizzeria s’è presentato nel palazzo per consegnare la pizza a un vicino, lo hanno seguito e sono arrivati alla porta dell’appartamento. Il tempo di varcare la soglia e l’operazione s’è chiusa senza tensioni. L’arresto dei sette fuggitivi però non chiude le polemiche e soprattutto non risolve i

 

Il primo verdetto Uno degli evasi, che ha già 19 anni, ieri mattina ha patteggiato 10 mesi. Il pm Cecilia Vassena ha avviato le indagini sulla sicurezza garantita dall’istituto problemi della giustizia minorile emersi in queste ore.

 

evasione dal carcere minorile beccaria di milano 1

Da un lato l’ex carcere «modello» Beccaria diventato un colabrodo con un cantiere infinito che ne limita l’attività e la carenza cronica di operatori, funzionari, agenti ed educatori. Su questo fronte proseguono gli accertamenti sulla sicurezza disposti dal pm Cecilia Vassena. Dall’altro le condizioni di vita dei giovani reclusi e il tema, più ampio, della devianza giovanile. «Ora bisogna garantire che l’esecuzione della pena sia dignitosa, punti alla rieducazione e non abbia solo le forme di un castigo», le parole del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari.

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