sergio mattarella gabriele finotello massimo zen

PER GRAZIA RICEVUTA – CHI SONO I QUATTRO DETENUTI GRAZIATI DA SERGIO MATTARELLA? UNO DI LORO È FINOTELLO GABRIELE, CONDANNATO A NOVE ANNI E QUATTRO MESI DI RECLUSIONE PER L'OMICIDIO VOLONTARIO DEL PADRE NEL 2021: IL 29ENNE, AL CULMINE DELL’ENNESIMA LITE, HA PRESO A MARTELLATE IL GENITORE CHE IN PASSATO AVEVA PICCHIATO ANCHE LA MADRE DEL RAGAZZO - POI C’È MASSIMO ZEN, LA GUARDIA GIURATA CHE UCCISE UN GIOSTRAIO CHE  AVEVA MESSO A SEGNO ALCUNI COLPI A DEI BANCOMAT IN PROVINCIA DI TREVISO…

MATTARELLA HA FIRMATO QUATTRO DECRETI DI GRAZIA

sergio mattarella

(ANSA) - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato - ai sensi di quanto previsto dall'art. 87 comma 11 della Costituzione - quattro decreti di grazia, in ordine ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole.

 

ECCO I QUATTRO GRAZIATI DAL PRESIDENTE MATTARELLA

(ANSA)  - Le quattro persone interessate dai decreti di grazia firmati dal presidente sono:  Finotello Gabriele, nato nel 1991, condannato a nove anni e quattro mesi di reclusione per il delitto di omicidio volontario del padre commesso nel febbraio del 2021.

 

gabriele finotello 1

Nel concedere la grazia che ha estinto l'intera pena residua da espiare (pari a quattro anni e tre mesi di reclusione) il capo dello Stato ha tenuto conto dei pareri favorevoli, formulati dal Procuratore Generale e dal Magistrato di sorveglianza, delle condizioni di salute del condannato e del particolare contesto in cui è maturato l'episodio delittuoso, caratterizzato da ripetuti atti di violenza e minaccia da parte della vittima nei confronti dei propri familiari; Zen Massimo, nato nel 1971, condannato alla pena complessiva di nove anni e sei mesi di reclusione per i delitti di omicidio volontario e cognizione illecita di comunicazioni, commessi nel 2017. 

 

video di sergio mattarella al forum di cernobbio 3

Nel concedere la grazia parziale - che ha estinto tre anni e tre mesi della pena detentiva ancora da espiare - il presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Magistrato di sorveglianza, dell'intervenuto risarcimento del danno, nella somma concordata con i congiunti della vittima, e delle condizioni di salute del condannato.

 

Per effetto del provvedimento del capo dello Stato all'interessato rimarrà da espiare una pena non superiore a quattro anni di reclusione, limite che consente al Tribunale di sorveglianza l'eventuale applicazione dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell'ordinamento penitenziario); Attinà Patrizia, nata nel 1972, condannata alla pena complessiva di due anni, otto mesi e venti giorni di reclusione per i reati di furto e estorsione, commessi nel 2012 e nel 2016.

 

 carcere

Nell'adottare l'atto di clemenza per l'intera pena residua da espiare (due anni di reclusione) il presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Magistrato di sorveglianza, del tempo trascorso dalla commissione dei reati, del perdono concesso dalla persona offesa del reato più grave e delle condizioni di vita e di salute della condannata; Strimbu Ancuta, nata nel 1986, condannata alla pena complessiva di nove anni, sette mesi e diciassette giorni di reclusione per i delitti di estorsione e di violazione della disciplina in tema di sostanze stupefacenti.

 cella 2

 

Nel concedere la grazia parziale - che ha estinto un anno e sei mesi della pena detentiva ancora da espiare - il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Magistrato di sorveglianza, del contesto nel quale sono maturati i reati e delle condizioni familiari della condannata, nonché della circostanza che Strimbu, prima del passaggio in giudicato della seconda condanna, stava proficuamente eseguendo la pena detentiva in affidamento in prova al servizio sociale.

 

Per effetto del provvedimento del capo dello Stato all'interessata rimarrà da espiare una pena non superiore a quattro anni di reclusione, limite che consente al Tribunale di sorveglianza l'eventuale applicazione dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell'ordinamento penitenziario).

gabriele finotello

 

UCCISE PADRE A MARTELLATE, MATTARELLA LO GRAZIA

(ANSA) - Era il 22 febbraio 2021, un lunedì pomeriggio, quando dall'appartamento al primo piano di una viletta bifamiliare di Porto Viro, in provincia di Rovigo, partì una telefonata al 112: "Venite, venite, fate presto". A chiamare Gabriele Finotello, all'epoca operatore socio sanitario di 29 anni e un rapporto difficile con il padre Giovanni, preso a martellate al culmine dell'ennesima lite e morto poco dopo in ospedale. Condannato a nove anni e quattro mesi di reclusione per omicidio volontario, la Corte d'Assise riconobbe una parziale infermità al giovane che oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha graziato.

 

sergio mattarella parata del 2 giugno 2025 foto lapresse

La decisione del Capo dello Stato, che ha estinto l'intera pena residua da espiare, pari a quattro anni e tre mesi di reclusione, ha tenuto conto dei pareri favorevoli, formulati dal Procuratore Generale e dal Magistrato di sorveglianza, delle condizioni di salute del condannato e del particolare contesto in cui è maturato l'episodio delittuoso, caratterizzato da ripetuti atti di violenza e minacce da parte della vittima anche nei confronti della madre Stefania, da cui si era separato, e del fratello Davide, di tre anni più giovane.

   

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il giorno dell'omicidio, Gabriele - che non aveva rinunciato a far visita al genitore nonostante vivesse ormai in un'altra casa - trovò il padre ubriaco. I due cominciarono a litigare e il padre avrebbe ricordato al figlio le violenze passate. Parole che avrebbero scatenato la rabbia del giovane che, dopo aver preso a martellate il padre, tentò di soccorrerlo, chiamando il 112 e aspettando i carabinieri in casa.

massimo zen

 

'CONDANNATO PER ESSERMI DIFESO', ZEN OTTIENE GRAZIA

(ANSA) - È un caso che ha fatto discutere quello di Massimo Zen, l'ex guardia giurata che, all'alba del 22 aprile 2017 a Barcon di Vedelago (Treviso), uccise il giostraio Manuel Major che con due complici stava fuggendo in auto, inseguito dai carabinieri, dopo aver messo a segno una serie di colpi nei bancomat della zona. Condannato a nove anni e sei mesi, oggi il presidente della Repubblica gli ha concesso la grazia parziale.

 

sergio mattarella. parata del 2 giugno 2025 foto lapresse

Il Capo dello Stato, nel firmare il decreto che ha estinto tre anni e tre mesi della pena detentiva ancora da espiare, ha tenuto conto del parere favorevole del Magistrato di sorveglianza, dell'intervenuto risarcimento del danno ai congiunti della vittima, nella somma concordata, e delle condizioni di salute del condannato, a cui resta ora da espiare una pena non superiore a quattro anni di reclusione, limite che consente al Tribunale di sorveglianza l'eventuale applicazione dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale.

 

"Sono stato condannato per il semplice fatto di aver cercato di difendermi", ha sempre sostenuto Zen, oggi 54enne, per il quale più volte è stata chiesta la grazia. L'ultima lo scorso giugno da parte del consigliere veneto dell'intergruppo Lega-Liga Veneta Giulio Centenaro.

 

massimo zen 1

"Sta scontando una pena per un gesto compiuto nell'adempimento del proprio dovere, mentre cercava di tutelare una banca", aveva detto pochi giorni dopo avergli fatto visita nel carcere veronese di Montorio, dove è detenuto. "Una visita che mi ha lasciato grande emozione - ricordava Centenaro - sia per il fatto di averlo conosciuto e avergli portato la mia solidarietà in quanto consigliere regionale, sia per l'aver sollecitato l'amministrazione carceraria a fornirgli le adeguate cure dentarie di cui l'ex guardia giurata ha bisogno, problema sollevato da tempo dalla moglie e dal suo avvocato difensore".

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