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I CINQUE SOMMOZZATORI ITALIANI MORTI ALLE MALDIVE SI SONO IMMERSI A UNA PROFONDITÀ NON CONSENTITA: LA LEGGE DELLE MALDIVE CONSENTE DI ARRIVARE A 30 METRI, LORO ERANO SCESI A 50. UN LIVELLO CHE RENDE DIFFICILI ANCHE LE OPERAZIONI DI RECUPERO: IERI UN SUB ESPERTO DELL’ESERCITO LOCALE È MORTO DURANTE L’IMMERSIONE – GLI INQUIRENTI ESAMINERANNO I PIANI DI IMMERSIONE, LE CERTIFICAZIONI E LE ATTREZZATURE UTILIZZATE PER L’INGRESSO NEGLI ABISSI DI THINWANA KANDU, SOPRANNOMINATA LA “GROTTA DEGLI SQUALI” PER LA PRESENZA DEI PREDATORI, CHE POTREBBERO AVER GIÀ DIVORATO I CADAVERI...

MALDIVE, I PM: SUB SCESI OLTRE I LIMITI UN SOCCORRITORE MUORE NELLE RICERCHE

Estratto dell’articolo di Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera”

 

Mohamed Mahudhee, il sommozzatore morto per recuperare i corpi degli italiani morti alle maldive

[...] Ai cinque italiani inghiottiti dalle profonde grotte di Alimathaa, nell’atollo di Vaavu, si è aggiunto un «martire» locale.

 

Così il presidente di questo arcipelago corallino, Mohamed Muizzu, ha definito il sergente maggiore Mohamed Mahudhee, sommozzatore esperto delle forze armate nazionali, che ha perso la vita immergendosi per tentare di localizzare i corpi della professoressa Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal e dei ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, i quattro subacquei ancora «missing», dispersi, dopo essere scesi negli abissi di Thinwana Kandu, detta la «grotta degli squali», e mai più risaliti in superficie.

 

[...] Il sergente maggiore Mahudhee non ce l’ha fatta, colpito dalla «malattia da decompressione», provocata dalla formazione di bolle di gas nel sangue e nei tessuti. Trasportato d’urgenza all’ospedale, è deceduto poco dopo. Una morte che sta già sollevando aspre polemiche alle Maldive.

 

MONICA MONTEFALCONE E LA FIGLIA GIORGIA

«I sommozzatori militari sono addestrati per arrivare fino a 50 metri e non avrebbero dovuto andare oltre», dice al Corriere l’ex presidente maldiviano Mohamed Nasheed, oggi leader dell'opposizione. [...] Il governo di Malé vuole allontanare in fretta lo spauracchio di una pesante ricaduta sul turismo, principale fonte di valuta per questi atolli da luna di miele, disseminati come stelle nell’Oceano Indiano. E ora rischia di partire il rimpallo delle responsabilità.

 

I media locali hanno annunciato l’apertura di un’inchiesta «volta ad accertare perché i cinque sub italiani si sono immersi ad una profondità superiore a quella consentita dalla legge» mentre il ministero del Turismo ha sospeso a tempo indeterminato la licenza della barca Duke of York, da cui è partita la tragica immersione, operata dalla compagnia italiana Albatros, ma ufficialmente di proprietà di due armatori locali.

 

grotte di alimatha

Alle Maldive le immersioni ricreative sono consentite fino a una profondità di 30 metri, a meno che non rientrino in programmi tecnici o di ricerca, che richiedono certificazioni, permessi ed equipaggiamento specifici. Non sembra sia stato questo il caso.

 

Gli inquirenti esamineranno i piani di immersione, le certificazioni e le attrezzature utilizzate.

 

L’ingresso della grotta di Alimathaa si apre a 45 metri per poi scendere, tunnel dopo tunnel, fino a oltre 60. Troppo, anche per i soccorritori maldiviani. Oggi si uniranno alle operazioni di due tecnici italiani inviati dalla società assicurativa Dan, specializzata nella protezione dei subacquei: un esperto di soccorso in acque profonde e un esperto di immersioni in grotta. [...]

 

ricerche dei corpi degli italiani morti in un'immersione alle maldive

«TROPPO IN PROFONDITÀ, NON LO SAPEVAMO»

Estrsatto dell’articolo di A.RIB. per il “Corriere della Sera”

 

«Non sapevamo che le cinque vittime si sarebbero immerse oltre i 30 metri. E se lo avessimo saputo, non lo avremmo mai consentito».

 

Orietta Stella, penalista e istruttrice subacquea, legale del tour operator verbanese Albatros Top Boat, è categorica al telefono con il Corriere dopo la tragedia dell’atollo di Vaavu. La società operava la crociera sul «Duke of York».

 

muriel oddenino

Stella sta per imbarcarsi per Malé: seguirà il recupero dei corpi e cercherà un confronto con autorità maldiviane e consolari. Il nodo è la profondità.

 

L’unico corpo recuperato è Gianluca Benedetti, ritrovato in una grotta a circa 50 metri.

«Questo tipo di immersione a quelle profondità non era prevista anche perché alle Maldive scendere oltre i 30 metri costituisce una violazione amministrativa. Per superare quel limite serve un provvedimento specifico dell’autorità marittima maldiviana che, almeno da parte nostra, non era stata chiesta», dice.

 

ricostruzione dell'immersione in cui sono morti cinque italiani alle maldive

Poi precisa: «La società italiana è esclusivamente un tour operator che opera la barca “Duke of York”, ma non è l’armatore».

 

Per la legale la distinzione è decisiva. «L’armatore è la Island Cruiser Limited Company e la barca faceva la stagione con Albatros Top Boat in base a un contratto “vuoto per pieno”: commercializzavano la crociera».

 

Stella vuole capire le ragioni della sospensione della licenza della barca, precisando che a Verbania non sarebbe stato notificato alcun provvedimento. Poi aggiunge: «A bordo non c’erano dipendenti del tour operator italiano, né italiani né maldiviani. Nemmeno Gianluca Benedetti, assunto da una società maldiviana, come tutto l’equipaggio». [...]

 

 La crociera di giovedì, per quanto risultava ad Albatros, era dedicata a campionamenti di coralli. Non a una penetrazione in grotta. Qui resta il punto più difficile da chiarire: «È proprio questo che non torna. Benedetti era esperto, Monica Montefalcone altrettanto e nella scheda dichiarava tremila immersioni alle spalle».

 

guardia costiera delle maldive

L’attrezzatura, per Stella, non parlerebbe di un’immersione oltre i 30 metri: «Da quanto risulta, non era un assetto tecnico programmato per un’immersione profonda e in grotta. Era una dotazione ordinaria per immersioni turistiche: bombola da 12 litri, octopus di sicurezza, pallone personale». Sulle cause non formula ipotesi: «A quelle profondità aumentano i rischi legati a consumo d’aria, panico e narcosi da azoto. Ma sono scenari tecnici astratti. La ricostruzione spetta alle autorità».

 

Sul fronte dei recuperi è atteso un team finlandese per operazioni complesse, inviato da Dan Europe, assicurazione subacquea italiana con sede a Roseto degli Abruzzi. «Loro hanno tutte le attrezzature necessarie», conclude Stella.

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