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"IN VATICANO VOGLIONO PAPA FRANCESCO MORTO" - LA CHAOUQUI ATTACCA: “SONO FINITA NEI GUAI PER UNO SQUALLIDO GIOCO DI POTERE TRA CARDINALI” - “NON MI E’ MAI PASSATO PER LA MENTE DI FARE SESSO CON BALDA..."

chaouquichaouqui

Giacomo Galeazzi e Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

«Sono nei guai per uno squallido gioco di potere di cardinali. Chi ha armato la mano contro di me è un nemico del Papa, ho fornito le prove alla Gendarmeria». Per Francesca Immacolata Chaouqui, imputata col prelato Vallejo Balda nel processo Vatileaks «molti in Vaticano vogliono morto Francesco. Me lo ha detto un cardinale: Il Santo Padre passa, la Curia resta».

Il suo ruolo nel processo?
«Mi vengono contestati l' associazione a delinquere e la diffusione di documenti riservati. Ma la mia vicinanza a Balda era dovuta al lavoro in comune nella commissione Cosea.
Mai dato carte a nessuno».

Cosa sta accadendo in Curia?
«È una fase decisiva nella riforma. La segreteria per l' economia è operativa ma è inammissibile che l' australiano Danny Casey, il braccio destro del cardinale George Pell, guadagni 5 volte più del capo della Gendarmeria che comanda 200 persone. Nel nuovo dicastero ci sono stipendi mai visti prima in Vaticano».

Come mai una giovane pr in una commissione finanziaria?
«Ho curato le relazioni esterne dei principali studi legali. Mai sentita inadeguata, so analizzare i bilanci di banche e imprese, dalle Srl alle quotate. Sono stata io ad individuare la McKinsey per unificare in Curia gli enti di comunicazione, mentre altri 5 membri della commissione si preoccupavano di ricollocarsi in Curia.

francesca chaouqui a ballaro da massimo giannini francesca chaouqui a ballaro da massimo giannini

 

FRANCESCA CHAOUQUI E VALLEJO BALDAFRANCESCA CHAOUQUI E VALLEJO BALDA

Io non ho fatto assumere figli o fratelli alla McKinsey. De Franssu è andato a presiedere lo Ior e ha piazzato il figlio a Promontory, che controlla i conti della banca».

Il nuovo corso non funziona?
«Il Vaticano non è quella fogna che si pensava di dover ripulire. C' è tanta gente onesta che fa il suo lavoro: non accetta che un comitato di polizia australiano vada in casa a dire che sono tutti ladri e poi guadagni stipendi esorbitanti».

Chi l' ha voluta in Curia?
«Non lo so e neppure il Papa lo sa. Mi telefonò l' assessore della Segreteria di Stato, Peter Wells. Ho fatto un errore ad accettare. Credevo di svolgere un servizio al Papa e mi sono ritrovata in gravi guai».

Quanto conta adesso lo Ior?
«Resta un ente fondamentale: garantisce la libertà di mandare soldi alle missioni e di gestire il patrimonio. È la banca centrale del Vaticano e per il 90% lì le cose sono pulite, sane. La nomina al vertice di Gianfranco Mammì fa ben sperare. La questione di conti dei laici si risolverà, i controllori di Moneyval hanno dato parere positivo. Sotto la direzione dei cardinali Abril, Parolin Tauran lo Ior che esisteva prima non esisterà più».

Rapporti con Luigi Bisignani?
«Lo conosco da un anno e mezzo, ma non abbiamo mai parlato di Vaticano, solo di politica, Generali, attualità. E' associato al Vaticano come tanti, ma ciò non lo rende impresentabile. Mai lavorato con lui. Non gli ho chiesto favori e lui non ne ha chiesti a me. Una persona piacevole».

Bisignani conosce la contessa Marisa Pinto, la sua mentore?
«Sono amici. La contessa il marito gli diedero il primo lavoro quando aveva 18 anni».

Tauran è legato alla contessa?
«Sono dietrologie. È una menzogna di Balda che il cardinale Tauran mi abbia segnalato in Vaticano. Alla contessa voglio bene ma non c' entra nulla con incarichi di lavoro o in Curia».

E la Ernst & Young dove lei era?
«Nel natale 2012 all' ambasciata di Spagna presso la Santa Sede ha patrocinato un concerto della fondazione "Messaggeri della pace" presieduta dalla Pinto».

Perché a Balda assegnò lo stesso autista della contessa?
«Conoscevo Pietro Grillo: fa questo mestiere per vari personaggi.
Lo indicai a Balda quando le sue frequentazioni diventarono poco raccomandabili. In Curia erano già arrivate voci di suoi strani viaggi e di un pernottamento a Torino in un hotel di lusso. Vedevo sfumare l' investimento professionale e relazione che avevo fatto su di lui».

Il maggiordomo Paolo Gabriele non fu il corvo? Chi lo fu allora?
«Ho le prove. Fu usato per lotte di potere tra cardinali. Vatileaks 1 non c' entra con le dimissioni di Benedetto. Oggi, attraverso veline ai giornali, i miei nemici sono gli stessi che hanno attaccato il prelato dello Ior, Battista Ricca.

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I giornalisti sono strumenti, dietro ci sono mandanti che non perdonano a Francesco di aver fatto nomine prescindendo dalle gerarchie della Segreteria di Stato. Sono gli stessi interni che sperano che papa Bergoglio muoia da un giorno all' altro».

C' è dietro un cardinale?
«Ne ho riferito a Francesco e ho consegnato le prove alla Gendarmeria. Ho agito solo per amore del Papa. In Vaticano ho lavorato gratis e non mai fatto da intermediaria con la politica. Conoscevo già tutti».

Ha fatto sesso con Balda?
«Non mi è mai passato per la mente. Gli serviva un episodio scatenante per giustificare un ricatto e per inventarsi un motivo che lo avrebbe indotto a consegnare i documenti segreti».

nuzzi e fittipaldi sul banco degli imputati in vaticano accanto a francesca chaouqui e vallejo balda nuzzi e fittipaldi sul banco degli imputati in vaticano accanto a francesca chaouqui e vallejo balda nuzzi fittipaldi chaouquinuzzi fittipaldi chaouqui

 

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