induratio penis - pene storto

INCURVATIO NON PETITA - IL PENE CURVO PUÒ ESSERE INVALIDANTE NON SOLO PER L'UOMO MA PER LA COPPIA, PERCHÉ OLTRE UN CERTO GRADO DI CURVATURA IL DOLORE E LE DIFFICOLTÀ NELLA PENETRAZIONE RIGUARDANO ANCHE IL PARTNER – MA NON DISPERATE PERCHÉ LA MEDICINA È IN GRADO DI DARVI UNA RADDRIZZATA: SE IL PROBLEMA È CONGENITO, L'UNICA OPZIONE VALIDA È LA CHIRURGIA. SE INVECE LA LESIONE È ACQUISITA, IL PRIMO ACCORGIMENTO SARÀ QUELLO DI STABILIZZARE LA…

Laura Avalle per “Libero quotidiano”

 

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Vi piacete, avete molti interessi in comune e provate una forte attrazione sessuale l' uno per l' altra. Fisicamente lui è perfetto: alto, bello, in forma peccato che ce l' abbia storto, motivo per il quale non l' avete ancora fatto o, se ci avete provato, non è andata come speravate.

 

Il pene curvo è una situazione più comune di quanto si pensi, che tuttavia sembra essere ancora un tabù: si tratta di una deviazione congenita o acquisita che interessa dal 3 al 6% dei maschi i quali, nonostante il disagio funzionale e l' imbarazzo estetico, non ne parlano con il proprio medico. «Le forme congenite sono malformazioni presenti dalla nascita che però si evidenziano con la pubertà», spiega Alessandro G. Littara, sessuologo e andrologo di Milano.

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«Nelle forme acquisite, invece, la causa può essere di varia natura. Una di queste è legata a traumi durante l' attività sessuale che, se troppo energica, può causare anche fratture che determinano lo sviluppo di un tessuto cicatriziale e fibrotico che altera l' anatomia del membro.

 

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C' è poi la malattia di De La Peyronie: un disturbo chiamato anche "induratio penis plastica" che, oltre alla curvatura, può rendere difficili o impossibili i rapporti sessuali e determina dolore o indolenzimento sia a riposo sia in erezione. Nonostante possa svilupparsi anche in maschi giovani, il picco di frequenza si riscontra nella fascia tra i 40 e i 60 anni (i soggetti diabetici hanno un rischio nove volte maggiore)».

 

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Che cosa può fare l' andrologo? Esistono rimedi definitivi? «Oggi disponiamo di soluzioni molto efficaci per la risoluzione di questa condizione invalidante che riguarda non solo l' uomo ma la coppia, perché oltre un certo grado di curvatura il dolore e le difficoltà nella penetrazione riguardano anche il partner», risponde il professor Littara. «Se il problema è congenito, l' unica opzione valida è la chirurgia.

 

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Se invece la lesione è acquisita, il primo accorgimento sarà quello di stabilizzare la malattia e provocarne una regressione mediante l' utilizzo di farmaci specifici o altre opzioni terapeutiche quali infiltrazioni locali, laser, ionoforesi e onde d' urto. Una volta stabilizzata la malattia, ci troveremo di fronte a un incurvamento residuo che, se non tollerato, sarà efficacemente trattato con la chirurgia».

 

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«La scelta della tecnica più adatta - prosegue il professore - dipende dalla sede della lesione, dalla sua ampiezza, dal grado di curvatura e dalla compromissione o meno dell' erezione. Se l' erezione è conservata potremo limitarci a un intervento di "raddrizzamento" dell' asta, mentre se l' erezione è compromessa potremo comunque ottenere ottimi risultati con l' impianto di una protesi peniena.

 

L'intervento di raddrizzamento dell' asta, di gran lunga il più utilizzato, comporta però un problema: l' accorciamento del pene (si va infatti a togliere una losanga di tessuto dal lato opposto, per rendere uguali i due lati), conseguenza inevitabile e molto male accettata dai pazienti.

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Per tale motivo, spesso,eseguo nella stessa seduta anche un intervento di allungamento (falloplastica laser di allungamento), che permetterà di minimizzare o addirittura azzerare la perdita di lunghezza».

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