gianni agnelli edoardo margherita jas gawronski

JAS GAWRONSKI RICORDA GIANNI AGNELLI A VENT'ANNI DALLA MORTE: “LO VIDI PER LA PRIMA VOLTA NEL 1957. MI INVITÒ ALLA LEOPOLDA, LA VILLA CHE AVEVA A BEAULIEU. ARRIVAI CON LA MIA FIDANZATA E DOVETTI SCENDERE A MONTECARLO. AL RITORNO, SCOPRII CHE CI AVEVA UN PO’ PROVATO CON LA MIA RAGAZZA...” – IL RAPPORTO CON I POLITICI, L’INCONTRO CON FIDEL CASTRO, IL BASQUIAT CONTESO CON MADONNA E I FIGLI: “NON PIANSE QUANDO MORÌ EDOARDO. ERA DISPERATO, MA SI SENTIVA COME LIBERATO DA UN PESO. MARGHERITA? PREFERISCO PARLARNE COME PITTRICE” - "CERTO DIMENTICARE ANITA EKBERG NON ERA FACILE. MA FORSE UNA SOLA DONNA L'HA DAVVERO COINVOLTO..."

Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

 

gianni agnelli jas gawronski

Jas Gawronski, quando vide Gianni Agnelli per la prima volta?

«Avevo vent’anni, era il 1957. Mi invitò a un party a Sestriere, con molta altra gente. Lo incuriosiva che vivessi in Polonia».

 

[...]

 

Quando lo rivide?

«Mi invitò alla Leopolda, la villa che aveva a Beaulieu, sopra Montecarlo. Il parco, la piscina, la vista indescrivibile: non avevo mai visto una casa così bella. Poi la vendette a un’americana».

 

GIANNI AGNELLI

[…] Come andò il ricevimento alla Leopolda?

«Io ho sempre girato in Volkswagen, ma quella volta arrivai con la mia fidanzata di allora su una Jaguar targata Varsavia: un dettaglio che colpì l’Avvocato. Poi dovetti scendere a Montecarlo per un appuntamento. Al ritorno, scoprii che Agnelli ci aveva un po’ provato con la mia ragazza…».

 

Un po’ provato?

gianni agnelli lapo e john elkann

«In modo evidente, ma elegante. Lei era più divertita che turbata».

 

Non un grande inizio, per l’amicizia di una vita. Cosa vi univa?

«Credo che intanto l’Avvocato avesse nei miei confronti un senso di colpa, o comunque di responsabilità: grazie al fascismo, suo nonno aveva portato via il giornale di Torino a mio nonno».

 

Alfredo Frassati, editore e direttore della Stampa, nominato da Giolitti ambasciatore a Berlino, dimissionario dopo la marcia su Roma. Com’era suo nonno?

gianni agnelli jas gawronski

«Uomo d’altri tempi, di poche parole. Agnelli diceva fosse un po’ tirchio; io rispondevo che mio nonno, a differenza del suo, non si era mai fatto fotografare in camicia nera. […]».

 

Quali politici stimava l’Avvocato?

«Era affascinato da Pannella. Volle conoscerlo. In lui non vedeva l’esibizionismo, ma la buona fede».

 

E i democristiani?

«Non ne parlava certo bene. In generale non aveva una buona opinione dei politici. E neppure dei giornalisti. Anche se frequentava quelli di successo: insieme andammo alla festa per i novant’anni di Montanelli».

indro montanelli con gianni agnelli nel 1999

 

E i comunisti?

«Li stimava di più, aveva un ottimo rapporto con Lama. Una volta invitò a cena Castro. Dovevo esserci anch’io; ma Fidel arrivò con il suo assistente, Robaina, futuro ministro degli Esteri; per non essere in tredici a tavola, l’Avvocato mi pregò di venire dopo il dessert».

 

Cosa la colpì di quella serata?

«Durante la vestizione, notai che Agnelli non le attribuiva alcun significato particolare. Io avevo appena intervistato Castro con grande emozione: da anticomunista di ferro, lo ritengo tuttora un gigante della storia, capace di tenere in scacco otto presidenti americani… L’Avvocato invece era imperturbabile».

 

[…] Che rapporto aveva con Marella?

gianni agnelli jas gawronski luca cordero di montezemolo

«Mai visto un marito trattare la moglie con tanta cortesia, con tanta attenzione, badando a coinvolgerla nelle conversazioni, a chiedere sempre il suo parere. Forse anche per lenire quel senso di colpa, o comunque di responsabilità, che gli veniva dal non essere un marito fedele».

 

Agnelli ebbe donne tra le più belle del mondo. Possibile che non si sia mai innamorato di nessuna?

«Lo escludo. Certo dimenticare Anita Ekberg non era facile. Ma forse una sola l’ha davvero coinvolto».

 

bettino craxi e gianni agnelli cesare romiti

Chi?

«Non lo dirò mai. Ma non era un’attrice».

 

Com’era davvero il rapporto con Romiti?

«Un conto era l’amicizia, un altro il lavoro. Romiti apparteneva alla seconda schiera. Lo divertiva la sua franchezza al limite del cinismo.

 

Una volta mi raccontò una riunione. Mattioli, il direttore finanziario della Fiat, comincia serio: “Ci sono tre modi per affrontare la situazione. Il primo: ammettere la verità…”. E Romiti: “Mattioli, non diciamo sciocchezze”».

 

Romiti pensò davvero di diventare padrone della Fiat, d’intesa con Cuccia?

edoardo agnelli marella caracciolo gianni agnelli

«Ci hanno pensato in tanti, e non ci è mai riuscito nessuno: la famiglia si è sempre rivelata più forte. E comunque non credo allo schema di Cuccia contro Agnelli».

 

Perché?

«Si stimavano moltissimo. Cuccia è forse l’unica persona a cui Agnelli riconoscesse una supremazia. Per il resto l’ho sempre visto confrontarsi alla pari con chiunque. Quando era segretario di Stato, era Kissinger a cercarlo per chiedergli consiglio, non viceversa. [...]».

 

GAWRONSKI AGNELLI

[…]

E con Montezemolo com’era il rapporto?

«Luca era il figlio che l’Avvocato avrebbe voluto: intelligente, spiritoso. Scanzonato. Agnelli gli dava del tu, Montezemolo del lei. Un giorno gli propone di portargli a pranzo un amico molto simpatico».

 

Chi era?

«Malagò. Che dopo venti minuti, con il suo charme romano, dice: “Avvoca’, perché non ci diamo del tu?».

 

silvio berlusconi e gianni agnelli nel 2001

E Agnelli cosa rispose?

«Certo non avrebbe mai detto: no, diamoci del lei. Così Malagò dava del tu all’Avvocato; Montezemolo gli diede del lei sino alla morte».

 

Il figlio vero era Edoardo.

«Un intellettuale. Sensibile, intelligente: ma non capiva di non avere le qualità necessarie a guidare una grande azienda. Quando il padre decise di puntare su Giovannino, il primogenito di Umberto, ne soffrì moltissimo».

 

Lei era con l’Avvocato quando gli arrivò la notizia del suicidio del figlio.

«Non pianse. Non mostrava il dolore in pubblico. Ma era disperato. Nello stesso tempo, si sentiva come liberato da un peso».

 

margherita agnelli e gianni agnelli 2

E la figlia Margherita?

«Preferisco parlarne come pittrice. È davvero brava…».

 

Non può cavarsela così.

«Margherita è una donna simpatica e intelligente. Dovrebbe capire che la Fiat non era una multiproprietà che poteva essere frazionata tra otto figli. Occorreva un capo».

 

Com’era il rapporto tra John e il nonno?

«Agnelli lo scelse e lo formò. E mi pare che abbia fatto un buon lavoro. Oggi sento membri della famiglia criticare l’Avvocato. Ma nessuno osa criticare John».

 

E con il fratello Umberto?

«Lo amava e lo proteggeva; però gli rimproverava di raccomandare i suoi amici. Una cosa che l’Avvocato non faceva mai».

 

E le sorelle?

gianni agnelli e edoardo agnelli

«Aveva rapporti affettuosi con tutte, ma solo con Suni era una relazione alla pari. Si riconosceva in lei; anche fisicamente. Come se fosse il suo alter ego femminile. Però bloccò il film tratto dal suo libro, Vestivamo alla marinara».

 

Perché?

«Perché non amava si parlasse di sé. Non per modestia; anzi, era un po’ presuntuoso; ma riservato. Ad esempio detestava essere fotografato. Spesso nel gruppo di amici c’era qualcuno con la macchina fotografica: lui lasciava fare per educazione, ma era seccato. Ricordo due sole passeggiate per Torino. Una volta, era il 1984, andammo insieme a votare alle Europee. La gente lo fermava per strada, lui era gentilissimo con tutti. Subito dopo però…».

 

jas gawronski fidel castro

Subito dopo?

«Sbuffava: che noia… In realtà, se non lo riconoscevano ci restava male. Ma con i suoi vestiti e i suoi tic, come l’orologio sul polsino, era difficile non riconoscerlo».

 

Cosa votò Agnelli nel 1984?

«Partito repubblicano, come sempre. Ero candidato e disse che mi aveva dato la preferenza; ma lo escludo».

 

[…] Di Berlusconi cosa pensava?

«All’inizio lo divertiva, lo considerava un po’ una caricatura. Quando vinse le elezioni, però, lo prese molto sul serio. E poi era lusingato dal fatto che tenesse la sua foto sul comodino. Anche se i suoi leader di riferimento sono sempre stati altri».

gianni agnelli jas gawronski

 

Chi?

«Ugo La Malfa. E Spadolini. Nel 1994 seguimmo insieme l’elezione del presidente del Senato. Per mezz’ora parve che avesse vinto Spadolini, e Agnelli era tutto contento. Quando si scoprì che aveva vinto Scognamiglio, non ebbe la stessa reazione. E dire che Scognamiglio era un suo parente, aveva sposato la figlia di Suni».

 

Lei divenne portavoce del governo Berlusconi.

gianni agnelli ph giuseppe pino

«Una volta raccontai ad Agnelli che avevo ricevuto due amici a Palazzo Chigi. Mi rimproverò: “Non si fa, Palazzo Chigi è un’istituzione!”».

 

[…] L’Avvocato avrebbe mai venduto la Fiat?

«Mai. Intuiva che dopo di lui sarebbe accaduto. Si fidava di Paolo Fresco, che aveva stretto un patto con la General Motors. Ma tutto era rinviato a dopo la sua morte. La Fiat era una responsabilità; se non un peso».

 

[…] Non è grave che abbia portato fondi all’estero?

«È un caso legale ancora da chiarire. Certo, in America una storia così distruggerebbe la reputazione. In Italia siamo più indulgenti”.

 

[…] Anche sull’arte?

gianni agnelli luciano lama ciriaco de mita

«Di musica non capiva niente, ma di pittura era un vero esperto. Una volta si disputarono un Basquiat da un milione di dollari lui e Madonna».

 

Madonna?

«Agnelli le disse: non lo trova un po’ caro? Lei rispose: non per me, per me è solo una canzone in più. L’Avvocato ne fu molto divertito: just another song… E le lasciò il Basquiat».

 

 

gianni agnelli e henry kissinger

Ferrari o Juve?

«La Ferrari lo appassionava perché era sua; la Juve era un vero amore. Nell’intervallo scendeva negli spogliatoi: Trapattoni era un po’ seccato, ma non lo dava a vedere. Si divertiva a punzecchiare Boniperti, a ricordargli che si era lasciato sfuggire Maradona. Adorava Platini e Boniek, che trovava molto spiritoso. Mi raccontò che l’ingaggio prevedeva una parte in nero: Boniek la prese e se la infilò nei pantaloni, proprio lì…».

 

gianni agnelli

[…] È vero che amava il pericolo?

«Sì. Ricordo un atterraggio nella nebbia in elicottero. Il pilota disse: non so se riusciremo. L’Avvocato ordinò di provare lo stesso. Oppure si faceva portare sulla sua barca, l’F100, dove cento sta per i piedi: 30 metri, non certo i mega-yacht di oggi; ma si poteva atterrare l’elicottero, con il mare calmo».

 

E con il mare agitato?

«Il pilota planava, noi ci spogliavamo e ci gettavamo in acqua. Il vero pericolo lo corse su un’altra barca, lo Stealth: sbagliò manovra, finì su uno scoglio, il timone che teneva sino a un attimo prima saltò in aria, per poco non lo trapassò. Visse l’incidente come uno smacco, perché era un ottimo velista […] Ho sempre avuto l’impressione che l’Avvocato cercasse una morte violenta, improvvisa».

 

Invece ha avuto una malattia lenta e dolorosa.

«Dolorosa non credo, o comunque non se ne lamentava. E poi non sapeva di dover morire».

 

Come fu il vostro addio?

«Non ci fu nessun addio, e mi sarei sorpreso del contrario».

 

Come? Lei era il suo migliore amico.

«Ma lui non era un sentimentale. E poi detestava i finali. Anche allo stadio andava via sempre prima della fine del match. Ha fatto così anche con la vita».

AGNELLI GAWRONSKI.jpg

MARELLA CARACCIOLO IN AEREO CON MARGHERITA, EDOARDO E DI SPALLE GIANNI AGNELLI ciriaco de mita e gianni agnelligianni e marella agnelligianni agnelli foto mezzelani gmt28gianni agnelli milva margherita agnelli gianni agnelli gianni agnelli nel ritratto di andy warholjas gawronski foto di baccojas gawronski foto di baccojas gawronski foto di baccojas gawronski papa giovanni paolo IImargherita agnelli e gianni agnelli 3gianni agnelli sulla copertina di time nel 1969margherita agnelli e gianni agnelli 1gianni e marella agnelligianni e susanna agnelligianni agnellisusanna agnelli e lamberto dinila regina elisabetta e gianni agnelli a torino nel 1961la regina elisabetta e gianni agnellila regina elisabetta e gianni agnelli la regina elisabetta e gianni agnelli a torino nel 1961 gianni agnelli evelina christillingianni agnelli marcello lippi evelina christillinalessandro del piero gianni agnelli eugenio cefis e gianni agnelligianni agnelli, consuelo crespi giancarlo giammettitommy caraceni gianni agnelligianni agnelli foto mezzelani gmt27casa editrice archinto gianni agnelli il tuffo di gianni agnelli 3il tuffo di gianni agnelli GIANNI AGNELLI CON FIGLI E NIPOTIGIANNI AGNELLIgianni agnelliVIGNETTA GIANNELLI - GIANNI E ANDREA AGNELLILE DISPOSIZIONI SULLE CASE DI GIANNI AGNELLI gianni agnelli ed andrea agnelli foto mezzelani gmt 172SABINA CIUFFINI IN COMPAGNIA DI GIANNI AGNELLI luca cordero di monzemolo gianni agnelli 2luca cordero di monzemolo gianni agnelli 3luca cordero di monzemolo gianni agnelli 4Holer Togni GIANNI AGNELLILE DISPOSIZIONI SULLE CASE DI GIANNI AGNELLI bettino craxi e gianni agnelli cesare romiti

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