cormorani 1

CON UN UCCELLO COSI', E' DURA – IN PUGLIA C’È UN’INVASIONE DI CORMORANI, VOLATILI CHE PER SOPRAVVIVERE DIVORANO I PESCI CHE GLI ALLEVATORI TENGONO NELLE GABBIE GENERANDO UN DANNO ECONOMICO DEVASTANTE – NORMALMENTE GLI UCCELLI SAREBBERO RIMASTI SOLO PER QUALCHE MESE MA CON LE TEMPERATURE IN AUMENTO RESTANO NEL SUD ITALIA – LA TESTIMONIANZA DI UN ALLEVATORE: “È UNA STRAGE, QUANDO ENTRANO IN UNA GABBIA FANNO RAZZIA…”

Valeria D'Autilia per “la Stampa”

 

cormorani 3

«È una strage, quando entrano in una gabbia fanno razzia». Nello Totogiancaspro sembra quasi rassegnato, questo è il periodo peggiore. È proprio durante l'inverno che i cormorani, in cerca di temperature più miti, raggiungono l'Italia. E lui assiste impotente alla moria di spigole nel suo allevamento.

 

Perché questi uccelli acquatici si cibano di pesce. «Non siamo certo una multinazionale: se questi predatori ci dimezzano la produzione di una vasca per noi significa perdere tutto il guadagno». Come lui, tanti altri colleghi.

 

cormorani 2

A lanciare l'allarme è Coldiretti Puglia che parla di invasione nella regione: «Più che triplicati a causa della tropicalizzazione del clima, con ripercussioni economiche gravi per i pescatori e per gli allevamenti in mare». Già l'anno scorso, c'era stata una denuncia analoga. Ma per il comparto ittico, in casi come questo, non ci sono indennizzi. Le assicurazioni sugli stock ittici coprono calamità come mareggiate o alluvioni, ma non questo tipo di danni.

 

Nello allora prova a fare qualche calcolo. La cooperativa «Maricoltura San Vito» che ha fondato a Taranto, insieme ad altri soci, ha una concessione di 90mila metri quadrati. «Significa che abbiamo 13 vasche per l'acquacoltura, dove alleviamo spigole e orate. In ognuna abbiamo una semina di circa 40mila pesci. In qualche caso è capitato persino di vederli dimezzati proprio a causa dei cormorani. Non voglio sembrare anti-ambientalista, ma per noi stanno diventando un serio problema». Perdere la metà della produzione significa veder svanire tutto il guadagno.

 

Racconta che in una di queste vasche ha perso oltre il 50% del prodotto allevato. Un danno di 30mila euro. «Quando ti prendono di mira, te li trovi qui tutti i giorni». Sono uccelli acquatici, con loro anche le gabbie messe a copertura delle vasche non sono un deterrente efficace. «Meno male che nella nostra zona la loro presenza è solo nei mesi invernali e poi ritornano nei Paesi d'origine».

cormorani 7

 

E così Nello, da dicembre alla primavera stringe i denti. E aspetta che vadano via. Ma in questi giorni, è costretto a conviverci. Impotente, li osserva entrare nelle gabbie e andare sott' acqua con facilità. «Riescono ad entrare nonostante le reti: prima la testa, poi un'ala. A volte mangiano così tanti pesci che poi hanno difficoltà a riprendere il volo e uscire. Sinceramente mi dispiace anche, ma qualcuno dovrebbe pensare a noi».

 

Si cibano dei pesci che non hanno ancora raggiunto grandi dimensioni: «Sulle spigole è una rovina, non so più come fare». L'altro giorno, in una sola gabbia, ne ha trovati una ventina: «Lavorano in gruppo. Se ognuno di questi mangia una media di 5 pesci al giorno, il conto del danno è presto fatto. Siamo una piccola cooperativa: in ognuna di queste gabbie per arrivare alla vendita del prodotto ci vuole oltre un anno.

cormorani 6

 

E quando penso finalmente di poter raccogliere i frutti del mio lavoro, arrivano loro e io non pago nemmeno le spese che ho sostenuto». Non solo spigole che diventano il loro cibo, ma anche esemplari che trova ormai morti: «Spesso non riescono neanche a deglutire: ingoiano il pesce e lo buttano fuori, ma ormai l'hanno ucciso. Adesso sono arrivati da un mesetto e ne siamo pieni».

 

A raccogliere le denunce dei pescatori è Coldiretti Puglia. Segnalazioni di una presenza sempre più massiccia arrivano dalla provincia di Bari, dalla costa di Taranto e di Gallipoli, dalla laguna di Varano, dalla diga di Capaccio del Celone a Lucera e dalla palude del lago Salso a Manfredonia.

 

cormorani 5

«Il clima anomalo fa proliferare la fauna selvatica e nella regione i cormorani, da migratori, sono diventati stanziali con danni alla pesca negli allevamenti, in mare ed in laguna». Pietro Spagnoletti è il responsabile di Impresa Pesca dell'associazione di categoria: «Dal Gargano a Taranto, ci sono moltissimi allevamenti acquicoli.

 

Purtroppo stimiamo perdite considerevoli: tra cormorani e pesci-serra, parliamo di una perdita di almeno il 20% per ogni gabbia. Da circa 3 anni riceviamo ripetute denunce da parte di allevatori e imprese. Probabilmente è un problema generalizzato anche nel resto d'Italia, ma per la Puglia riveste grande importanza». Da qui la richiesta di migliorare le barriere fisiche e ottenere finanziamenti per l'acquisto.

 

cormorani 4

Le reti in plastica, nylon e poliestere non sembrano funzionare. «Riteniamo necessario un maggiore controllo, come quello che si prevede sui cinghiali - dice Spagnoletti - dunque mirato, controllato e con un coordinamento scientifico. Sia inteso: non è che ci mettiamo a sparare ai cormorani, ma troviamo soluzioni efficaci a tutela del comparto».

 

Michela Cariglia, 46 anni, è direttore del consorzio Gargano Pesca di Manfredonia, nel Foggiano. Assieme al fratello Alessandro e alla sorella Francesca, da 25 anni segue l'impianto di acquacoltura. Hanno 100 gabbie e il loro business è l'allevamento di spigole e orate con una produzione annua di 1800 tonnellate. A causa dei cormorani, la produzione ha un segno meno del 25% con «un danno medio l'anno di 950mila euro».

 

cormorani

Al contrario di altri allevamenti, non usano dissuasori contro questi animali, ma hanno incrementato le reti di protezione. «Anziché una, ne sistemiamo due. È un piccolo rimedio che non risolve il problema perché i cormorani stanno dimostrando una voracità pazzesca. In primavera diminuiscono leggermente, ma ormai sono stanziali. È un'ecatombe». Spiega che il cambiamento delle temperature sta influenzando anche la presenza di tonni e altre specie. «Ogni 5 orate, tiriamo su un pesce-serra. In poco meno di un decennio è cambiato tutto: il 2014 è come se fosse stato l'anno zero di una nuova era climatica».

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…