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“NESSUNO DEI CINQUE ITALIANI AVEVA IL BREVETTO PER L’IMMERSIONE NELLA GROTTA” – PARLA ORIETTA STELLA, AVVOCATO DEL TOUR OPERATOR “ALBATROS TOP BOAT”, CHE HA VENDUTO IL PACCHETTO PER LA CROCIERA SUBACQUEA NELLA QUALE HANNO PERSO LA VITA CINQUE ITALIANI: “SO CHE MONICA MONTEFALCONE AVEVA UN BREVETTO DI CAVERNA, NON DI GROTTA, CHE È DIVERSO” – PER GLI ESPERTI L'EQUIPAGGIAMENTO A BORDO NON ERA ADEGUATO: IL GIALLO SULLE BOMBOLE D’OSSIGENO, TROPPO PICCOLE PER QUEL TIPO DI IMMERSIONE..

MALDIVE: LEGALE ALBATROS, DA QUANTO SO NESSUNO AVEVA BREVETTO DI GROTTA

ricerche dei cinque sub italiani morti alle maldive

(ANSA) - TORINO, 20 MAG - "Per me, allo stato attuale, e da quello che so, dai documenti che abbiamo, dalle dichiarazioni che fanno quando dicono delle proprie abilità, nessuno di loro aveva un brevetto 'full cave', che significa 'penetrazione in grotta'".

 

Così, contattata dall'ANSA, l'avvocata Orietta Stella, legale del tour operator verbanese Albatros Top Boat, che ha venduto il pacchetto per la crociera scientifica subacquea nella quale hanno perso la vita cinque italiani.   

 

ORIETTA STELLA

"Per andare dove sono stati ritrovati - spiega da Malè l'avvocata - era necessario un brevetto 'full cave' di qualsiasi didattica".

 

Si tratta, ha sottolineato Stella, di "un brevetto tecnico di particolare impegno, perché è un brevetto praticamente speleologico, cioè è equiparabile a un brevetto speleosub e quindi io non ho trovato traccia".   

 

Nello specifico "so che la Montefalcone, perché è nel suo curriculum dell'università, ha dichiarato ai tempi che aveva un brevetto di caverna, non di grotta" ed è "fondamentale questa differenza”

 

IL MISTERO SULLE BOMBOLE D'OSSIGENO

Estratto dell’articolo di Fabio Pozzo per “La Stampa”

 

ricostruzione dell'immersione in cui sono morti cinque italiani alle maldive

Un mondo diverso, che nulla ha a che fare con le immersioni in acqua libere. Nuotare in un sistema di grotte, in profondità, è un'altra dimensione.

 

Perché i cinque subacquei italiani sono finiti in quest'incubo? E poi, perché usare bombole da 12 litri caricate ad aria compressa? Per altro, le stesse con cui si sarebbe immerso nel tentativo di individuare i loro corpi anche il sub maldiviano poi perito.

 

Sono ancora tutte aperte le domande che possono dare una risposta a questa tragedia. […]  ancor più adesso, che si è saputo che almeno in quattro sono stati individuati nelle grotte, dopo la strettoia che collega la prima alla seconda sala, un passaggio largo 2,5 metri - secondo quanto detto da Laura Marroni, la Ceo di Dan Europe, la fondazione per la sicurezza subacquea (e assicurazione) -: dimensione che consente il passaggio di due sub contemporaneamente, non certo cinque.

 

La prima domanda: perché infilarsi là dentro, se lo hanno fatto volontariamente? Si può cominciare proprio da qui, questo viaggio a ritroso nell'incubo. Se i cinque avevano programmato questo tipo d'immersione, nelle grotte, perché hanno usato una mono-bombola da 12 litri? Quelle che […]

 

monica montefalcone

Significa, secondo i parametri standard, una bombola dalla capacità di 2.400 litri d'aria (21% di ossigeno). Tutti i sub e speleosub che abbiamo sentito - e che non vogliono essere citati -, dicono che loro mai ci sarebbero andati con quest'attrezzatura.

 

Perché si tratta di una riserva limitata, considerato che quando si scende in profondità il consumo d'aria aumenta in modo esponenziale (20 litri al minuto in superficie, 120 litri a 50 metri e così via). Queste bombole sono indicate per immersioni sino a 40 metri (anche se tanti diranno di essere andati oltre).

 

Monica Montefalcone - Giorgia Sommacal - Muriel Oddenino - Gianluca Benedetti - Federico Gualtieri

Alle Maldive, poi, per evitare la corrosione, si usano solitamente bombole d'alluminio e non d'acciaio: queste ultime, a parità di grandezza, sono meno capienti d'aria (10,5-11 litri). Ci si può sbagliare tra le due? Difficile, il valore della capienza è stampigliato sulla bombola stessa.

 

[…]

 

È stato detto che i cinque avessero bombole caricate a Nitrox, aria arricchita d'ossigeno (32-36%): ma che consente di immergersi solo fino a circa 38 metri, massimo 40, poi, diventa una barriera. Si usa, invece, nella risalita, nelle tappe di decompressione dai –10 metri alla superficie.

 

guardia costiera delle maldive

Potrebbero aver scambiato una bombola di Nitrox al posto dell'aria compressa? Difficile: queste bombole sono distinte da un collarino verde. E poi, si sarebbero fermati prima.

 

Restano le mono-bombole da 12 litri ad aria compressa: per immergersi in una grotta a –60 metri ne servirebbero almeno due. Meglio, caricate con il Trimix, una miscela con elio. Meglio ancora, aver avuto un «rebreather», un autorespiratore a circuito chiuso o semichiuso che ricicla il gas espirato, magari caricato col Trimix.

 

E poi, servono torce potenti, il filo d'Arianna da srotolare per ritrovare la via d'uscita. Li avevano? E allora? Sono scesi con l'aria limitata, si sono affacciati all'ingresso delle grotte e la corrente (di marea, d'inversione monsonica) ha impedito loro (uno, tutti) di tornare indietro? Sono entrati e per qualche motivo (la corrente stessa), sono andati in difficoltà (uno, tutti), in affanno, consumando l'aria sino ad esaurirla? […]

la nave duke of yorkl'atollo di vaavu

 

 

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