test ingresso facolta medicina universita numero chiuso anna maria bernini milena gabanelli

NO, IL GOVERNO NON HA ABOLITO IL NUMERO CHIUSO PER LA FACOLTÀ DI MEDICINA. E NON HA RISOLTO I PROBLEMI SULLA MANCANZA DI MEDICI IN OSPEDALE – IL DECRETO DEL MINISTRO BERNINI STABILISCE CHE “L’ISCRIZIONE A MEDICINA È LIBERA”. IN REALTÀ È STATO CANCELLATO IL TANTO CONTESTATO TEST A CROCETTE, MA LA “SCREMATURA” È SOLO POSTICIPATA DI TRE MESI, DOPO L’OBBLIGO DI FREQUENTARE I CORSI DI CHIMICA, FISICA E BIOLOGIA – MI-JENA GABANELLI: “TUTTO QUESTO SERVIRÀ AD AVERE I MEDICI CHE OGGI MANCANO? NO. I POSTI A MEDICINA SONO GIÀ PIÙ CHE RADDOPPIATI RISPETTO AL 2017. IL VERO DRAMMA RESTA IRRISOLTO, ED È NELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE…” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SULLA FACOLTA’ DI MEDICINA 

 

Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli e Simona Ravizza per “Corriere della Sera”

 

test di medicina 7

Per anni il test a crocette di Medicina ha fatto imbestialire studenti e famiglie con domande assurde. Criticare quel tipo di test, nato nel 1999 con il ministro Ortensio Zecchino, è facile. Altrettanto facile far credere di eliminarlo per risolvere anche la carenza di medici.

 

Per prima cosa i posti disponibili, rispetto al 2017, erano già raddoppiati passando da 9.707 a 20.867, mentre negli anni la qualità delle domande era già andata progressivamente migliorando, concentrandosi finalmente su discipline scientifiche.

 

ANNA MARIA BERNINI E MILENA GABANELLI - FACOLTA DI MEDICINA – NUMERO CHIUSO E TEST D INGRESSO

Nel test del 2024, su 60 domande, ben 23 riguardavano biologia, 15 chimica, 13 matematica e fisica, 5 logica e appena 4 competenze di lettura e conoscenze generali. Inoltre: dal 2023 le sessioni di prova erano diventate due all’anno, ad aprile-maggio e luglio, e sono state aperte anche agli studenti del penultimo anno di liceo […]

 

Ma il governo Meloni, con il ministro Anna Maria Bernini di Forza Italia e il senatore Francesco Zaffini di Fratelli d’Italia, ha deciso di seguire un’altra strada. Il decreto ministeriale n. 418 del 30 maggio 2025 stabilisce al primo articolo: «L’iscrizione a Medicina è libera». Un comune mortale capisce che è finita la storia del numero chiuso. In realtà è solo posticipata. Intanto mettiamoci nei panni degli almeno 55-60 mila aspiranti medici che entro luglio devono iscriversi alla facoltà di Medicina per vedere come funziona.

 

Il nuovo meccanismo

FACOLTA DI MEDICINA – NUMERO CHIUSO E TEST D INGRESSO – DATAROOM

Il nuovo meccanismo si applica solo alle 41 università pubbliche che offrono corsi di laurea in Medicina in italiano. Gli studenti devono iscriversi online sul portale Universitaly, pagando una tassa di 250 euro invece dei 55 euro degli anni precedenti (escluso chi ha un Isee basso), e indicare una sede principale, dove dal 1° settembre a metà novembre si seguiranno obbligatoriamente i corsi di Chimica, Fisica e Biologia.

 

Con ogni probabilità le lezioni si terranno online, almeno negli atenei con molti iscritti, perché le aule non sono in grado di accogliere tutti. Alle 11 del 20 novembre e del 10 dicembre arriva il momento della verità: gli aspiranti medici dovranno sostenere gli esami delle tre materie.

 

anna maria bernini

In quei due giorni ci saranno le 3 prove dalla durata di 45 minuti ciascuna, e a distanza di 15 minuti l’una dall’altra. I test saranno composti da 15 domande a risposta multipla e 16 a completamento, dove una sola parola è corretta. Il punteggio prevede 1 punto per ogni risposta esatta, 0 se non si risponde, meno 0,25 per ogni risposta sbagliata.

 

Per superare gli esami è necessario prendere almeno 18 in ciascuna delle tre materie, cioè un minimo complessivo di 54 punti. Il punteggio massimo è 93. Se le risposte sono tutte giuste c’è la lode.

 

Cambia la tempistica e cambia il formato, ma i candidati dovranno comunque affrontare prove scritte a crocette, che faranno da barriera all’ingresso. Però gli studenti saranno più preparati perché hanno frequentato per due mesi e mezzo corsi specifici in linea con le prove d’esame? Può darsi. Ma c’è un discrimine: chi è costretto a frequentare i corsi online è evidentemente penalizzato rispetto a chi frequenta in presenza.

 

Chi entra, chi resta fuori

FACOLTA DI MEDICINA – NUMERO CHIUSO E TEST D INGRESSO – DATAROOM

Superare gli esami, dunque, non basta. Ogni candidato deve sperare che il suo punteggio sia abbastanza alto da permettergli di entrare nella graduatoria finale, che consentirà l’accesso a Medicina a circa 22 mila candidati, il 10% in più rispetto all’anno scorso. E più è in alto nella graduatoria, più ha possibilità di scelta della sede preferita. Gli altri potranno essere assegnati anche a uno dei 9 atenei alternativi obbligatoriamente indicati al momento dell’iscrizione.

 

E chi non ce la fa? Chi non supera gli esami e chi, pur superandoli, non rientra nella graduatoria di merito — cioè almeno 30-40 mila aspiranti medici — potrà riprovarci ancora due volte, a partire dall’anno successivo. Per l’anno in corso, invece, le regole sono diverse.

 

test di medicina 6

I primi potranno iscriversi in ritardo ad altri corsi di laurea che hanno ancora posti disponibili, anche se non c’entrano nulla con Medicina, come Lettere o Agraria. I secondi, se lo vorranno, avranno accesso automatico ai cosiddetti corsi affini, scelti sempre al momento dell’iscrizione: Biotecnologie, Biologia, Farmacia e 12 delle 23 Professioni sanitarie, tra cui Infermieristica, Podologia, Fisiopatologia cardiocircolatoria, Neurofisiopatologia e Tecniche ortopediche, dove di solito a livello nazionale gli iscritti sono meno dei posti disponibili. A livello locale, però, la situazione può complicarsi parecchio.

Il paradosso di Infermieristica

FACOLTA DI MEDICINA – NUMERO CHIUSO E TEST D INGRESSO – DATAROOM

Prendiamo Infermieristica per capire concretamente cosa potrà succedere. Nessun problema se si sceglie una sede dove i posti non sono davvero coperti: alla Sapienza di Roma, per esempio, le domande per Infermieristica sono 1.380 per 2.494 posti, a Verona 643 domande per 954 posti, a Padova 815 per 1.100, e lo stesso vale per altre 20 università, tendenzialmente nel Centro-Nord.

 

Ma la situazione cambia radicalmente dove i candidati sono superiori ai posti disponibili: a Bari 947 candidati per 407 posti, a Palermo 1.117 per 590, alla Federico II di Napoli 754 per 430, e così in altre 22 università, soprattutto nel Sud e nelle Isole. Qui, secondo il decreto, potranno entrare — fino al 20% in più dei posti disponibili — i candidati di Medicina che hanno superato i test, ma sono rimasti fuori dalla graduatoria di merito.

 

SANITA PUBBLICA

Conseguenza: uno studente che vuol fare davvero l’infermiere, e che l’8 settembre 2025 ha superato il test di Infermieristica, potrebbe non entrare, mentre chi è rimasto fuori da Medicina può avere il posto. Molti di questi aspiranti medici frequenteranno magari solo un anno di Infermieristica, per ritentare le prove d’ammissione a Medicina.

 

I vantaggi di chi paga Sarà fuori da questo sistema contorto chi può permettersi di pagare fino a 20 mila euro di retta nelle università private, a fronte dei 3.000 euro di quelle pubbliche. Gli atenei privati infatti continuano a fare due sessioni di test d’ingresso tra febbraio e aprile ai candidati dell’ultimo anno di liceo, e che potranno ancora scegliere il risultato migliore. Da notare: gli atenei privati nel 2017 erano 4 con 767 iscritti, ora sono 9 con 4.254 iscritti. Per loro resta in vigore il vecchio sistema di selezione.

 

FACOLTA DI MEDICINA – NUMERO CHIUSO E TEST D INGRESSO – DATAROOM

Ci saranno più medici? Tutto questo servirà ad avere i medici che oggi mancano? No. Come abbiamo visto i posti a Medicina sono già più che raddoppiati rispetto al 2017. Se consideriamo che per la formazione di un medico ci vogliono 10 anni, e che nel 2035 andranno in pensione poco meno di 6.000 medici contro gli oltre 20 mila che avranno in mano la laurea in Medicina, è evidente che il problema non sta qui.

 

Il vero dramma resta invece irrisolto, ed è nelle Scuole di specializzazione, dove in totale resta scoperto il 30% dei posti e il 10% viene abbandonato. Per alcune specializzazioni, come Radioterapia, Medicina Nucleare e Medicina d’Urgenza, rimane vuoto addirittura il 75% dei posti. Ed è proprio nei Pronto soccorso dove i medici mancano di più. E dove continueranno a mancare.

test di medicina 4

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